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120 Milan, il Sassuolo rovina la festa rossonera

Fabrizio Tomasello

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Bonaventura si dispera dopo l'ennesimo gol mangiato - ANSA

DONNARUMMA – Dal Sassuolo al Sassuolo, nel mezzo 4 anni e ben 179 partite giocate in serie A dal giovanissimo fenomeno rossonero. Nessuna concessione all’emozione per Gigio, come testimonia la bella parata su Kyriakopoulos al 34’. Nel finale, proprio mentre il Milan tenta il tutto per tutto per conquistare i tre punti, è chiamato ad un grande intervento per deviare una conclusione dal limite di Traorè. 6,5

CONTI – Dalle sue parti circola Boga, una delle frecce più appuntite nella faretra di De Zerbi. Il primo tempo di Conti scorre relativamente tranquillo, poi al 48’ un passaggio sbagliato dopo un corner a favore che rischia di mandare in porta il Sassuolo. Poca spinta sulla fascia destra. 5,5

MUSACCHIO – Non segue tempestivamente Caputo, ben imbeccato da Marlon al minuto 8, e concede una grande occasione al Sassuolo; si lascia superare goffamente in dribbling prima da Locatelli, poi da Boga che impegna Donnarumma. In chiusura di primo tempo abbatte Boga al limite dell’area e non contento manda a quel paese l’arbitro, beccando un giallo netto e rischiandone un altro. Quando si dice un avvio complicato. Nella ripresa meno errori. 5

ROMAGNOLI – Consueta prestazione sostanziosa del capitano milanista, fatta di anticipi e chiusure provvidenziali, anche nel giorno in cui il suo compagno di reparto ne combina di tutti i colori. Dopo una bella percussione di Locatelli sulla sinistra anticipa di un soffio Caputo pronto a metterla in rete e rischia anche di lasciarci una caviglia. 7

HERNANDEZ -Al termine di una bella azione corale del Milan, mette in mezzo un pallone radente che Calhanoglu non sfrutta. Il tocco improvvido di mano di Kessiè cancella dal tabellino il suo quinto gol stagionale (ancora una volta grazie ad una deviazione vincente). Poco intelligente nella gestione del match dal punto di vista emotivo, accetta la provocazione di Berardi e alla fine rimedia un giallo che vuol dire squalifica per il prossimo match contro l’Atalanta. L’altro lato della medaglia è che con le sue iniziative costringe all’ammonizione prima Tolian, poi Caputo. Lezioso ai limiti dell’irritante al 73’ quando un bel pallone gli spiove sul sinistro, ma l’ex Real Madrid si mette a giochicchiare in area anziché cercare la porta. Da applausi una cavalcata al 94’ che avrebbe fatto impallidire le valchirie ma che ancora una volta Pegolo annienta con un grande intervento. 6,5

KESSIÈ – Ottima l’incursione in area avversaria dopo appena 2 minuti di gioco, peccato per il controllo di palla approssimativo, così l’opportunità svanisce. Interessante il filtrante per Bonaventura al 52’, non sfruttato a dovere dalla mezzala milanista. Pioli lo toglie a inizio ripresa, ma l’ivoriano non demerita. 6

BENNACER – Non trova legittima spiegazione l’errore a porta vuota al 41’ che gli vale una bocciatura clamorosa. Probabilmente ancora sotto shock per quell’errore incomprensibile, in avvio di ripresa rischia il frittatone in combutta con Conti che per fortuna gli attaccanti neroverdi non sfruttano. Una di quelle giornate in cui ne combina di tutti i colori, come accadde contro la Fiorentina. 4

BONAVENTURA – Sbaglia in avvio un paio di controlli agevoli, rischia il rigore per un fallo di mano in area al 12’ e strappa un pallone dai piedi Gigio pronto ad agguantare la sfera. Poi, come spesso accade, si ritrova la palla buona sul destro al limite dell’area, e costringe Pegolo ad un grande intervento. A inizio ripresa Kessiè lo innesca, ma Jack è egoista, tira in porta e viene murato anziché servire Piatek in mezzo. L’errore più grave di Bonaventura è però il gol letteralmente mangiato al 70’ a porta praticamente spalancata dopo una respinta di Pegolo su Calhanoglu. 4,5

SUSO – Prima libera Jack al tiro dopo 13 minuti, subito dopo imbecca Piatek. Tutto lascia pensare ad un’altra buona partita dell’uomo assist rossonero. Pioli però lo richiama spesso in mezzo al campo, novità che finisce per confondere lo spagnolo. Alla fine Suso si rivela arruffone e poco brillante. 5

PIATEK – Si ritrova solo davanti al portiere dopo appena un minuto e sparacchia malamente fuori, buon per lui che l’arbitro fischi il fuorigioco. In avvio di ripresa si fa vedere da centravanti con un bel colpo di testa su azione da corner che Pegolo devia. Lotta con le unghie e denti su tutti i palloni e da una sua bella giocata sulla destra nasce la più clamorosa palla gol per il Milan che Bonaventura spreca malamente. Non uno dei peggiori della sua squadra. 6

CALHANOGLU – L’inizio è incoraggiante: va in pressing su tutti, recupera palloni e gioca quasi sempre di prima. Poi un po’ si perde, fino al risveglio della ripresa quando con un paio di conclusioni dal limite sfiora il gol. Poi di nuovo letargo. 5,5

PAQUETA’ – Pioli le getta nella mischia per tentare di sbloccare il risultato e il brasiliano si trova sul sinistro la palla giusta dopo pochissimi secondi. Ancora una volta però Pegolo è pronto e sventa di piede. Ancora una gran palla sul dischetto del rigore per Paquetà, e stavolta la sfera finisce in curva. Se contiamo i gol che l’ex Flamengo si è divorato in questa prima parte di stagione, sfioriamo la doppia cifra. L’ultima occasione, in pieno recupero grida vendetta: dopo l’ennesima ribattuta stellare del portiere neroverde, anzichè ribadire in rete con Pegolo a terra, stoppa, controlla, si sposta la palla con il sinistro e alla fine viene rimpallato. 5

LEAO – Premio oscar per la sfiga al giovane portoghese. Entra a pochi minuti dalla fine e rischia di segnare il gol dell’anno ma è sfortunato e il suo destro a gira si stampa sulla traversa interna a Pegolo battuto. Dopo pochi minuti un altro gran tiro, stavolta di sinistro, finisce contro il palo. 7

CASTILLEJO – s.v.

PIOLI – Schiera il suo Milan di fronte ad alcune delle più grandi leggende rossonere nel giorno della celebrazione dei 120 anni del Milan. Tra questi anche due degli allenatori più vincenti della gloriosa storia del club, seduti fianco a fianco a San Siro, Capello e Sacchi, di fronte ai quali Pioli presenta un Milan volenteroso ma impreciso. Tra pali e gol divorati la vittoria sarebbe più che meritata, ma con i se e i ma non si va da nessuna parte. Passo indietro anche per il tecnico. 5,5

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