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Figuraccia Milan: non si salva nessuno, i colpevoli sono chiari

Fabrizio Tomasello

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Romagnoli a testa bassa mentre l'Atalanta esulta - ANSA

DONNARUMMA – Neppure un minuto di gioco ed è già costretto a volare sulla sua sinistra per sventare un gran destro di Ilicic. Incassa un gol dopo 10 minuti senza riuscire ad opporsi alla legnata di Gomez da pochi metri, ma tiene in piedi il Milan con un altro grande intervento su Ilicic in chiusura di primo tempo. Nella ripresa si inchina quattro volte, anche con qualche responsabilità. 5,5

CONTI – Ritorno a casa per il terzino goleador che con la maglia nerazzurra dell’Atalanta aveva conquistato la Nazionale poco più di due anni fa. L’inizio è shock e l’ex compagno Gomez lo irride con un tunnel dopo 10 minuti di gioco in occasione del gol del vantaggio bergamasco. Da quel momento in poi la partita per Conti diventa un incubo. Inaccettabile l’inchino con cui il terzino rossonero lascia passare Malinovski verso Donnarumma al 51’. 2

MUSACCHIO – In dubbio fino all’ultimo, si sacrifica per la causa vista l’assenza di alternative efficaci (Caldara non è ancora pronto dopo il lunghissimo infortunio). Scuse che non bastano a giustificare l’atteggiamento passivo e inqualificabile con cui si ferma a guardare la magia di Gomez in occasione dell’1-0 atalantino. Prova a farsi perdonare con una zuccata su cross di Suso al 18’ che però finisce a lato. Rimedia un giallo per una gomitata in faccia a Gomez che avrebbe potuto anche valergli l’espulsione. 3

ROMAGNOLI – È l’unico che prova a tenere in piedi la baracca, ma la mareggiata nerazzurra, per giunta da solo, è difficilmente arginabile. 5,5

RODRIGUEZ – Una maglia da titolare per RR dopo almeno due mesi di naftalina frutto dell’esplosione del rivale Theo Hernandez. La speranza di Pioli era quella di rinverdire le gesta di qualche mese fa quando un suo lancio fu trasformato in oro dalla girata di Piatek proprio sul campo dell’Atalanta. Speranza vana, dopo un primo tempo sconveniente lo svizzero resta negli spogliatoi. 4

KESSIÈ – Altro osservato speciale del match per la sua militanza atalantina. La tensione evidentemente si fa sentire perchè un Kessiè così intimorito, non si vedeva da tempo. Comunque sbaglia tutto quello che c’è da sbagliare e l’opzione cessione a gennaio prende sempre più corpo. 3

BENNACER – Marcato letteralmente a uomo, aggredito e pressato ovunque da De Roon, fatica a trovare spazio. È comunque, tra i rossoneri, uno di quelli che fa meno danni. 5

BONAVENTURA – Il grande ex della partita è tra quelli che risentono di più dell’atmosfera di casa. Gioca a nascondino per quasi tutta la partita. A inizio ripresa Pioli lo toglie comprensibilmente dalla mischia. 3

SUSO – Prova ad accentrarsi per trovare aria respirabile vista la pressione a cui lo costringono Gosens e Djimsiti sulla fascia. Quelle rarissime volte che prova ad allargarsi e trova un poco spazio sulla destra lo spreca malamente. Esce per far spazio a Castillejo nel finale. 2

LEAO – Difficile prendersela con il ragazzino portoghese se nessuno dei suoi compagni, anche quelli che dovrebbero avere maggiore esperienza e personalità, dimostra di avere il coraggio per avanzare. Resta comunque la sensazione che il Milan non possa prescindere da Piatek e che Leao non possa giocare da attaccante centrale e prima Pioli lo capirà meglio sarà per tutti. 5

CALHANOGLU – Alla fine del primo tempo il Milan chiama la redazione di Chi l’ha visto per sapere notizie del turco. Nella ripresa Pioli lo sposta in mezzo al campo, più che altro per sapere se il suo giocatore è ancora vivo. La risposta purtroppo è un encefalogramma piatto. 2

CALABRIA – Pioli lo getta nella mischia ad inizio ripresa al posto di un imbarazzante Rodriguez. Viene sbeffeggiato dagli atalantini come tutti i suoi compagni, tiene in gioco Pasalic che segna il 2-0 e fa una figura davvero barbina in occasione del 3-0 atalantino. Serve altro? 3

PIATEK – s.v.

CASTILLEJO – s.v.

PIOLI – L’Atalanta è una macchina da guerra e lo sappiamo bene, ma l’atteggiamento tremebondo e pusillanime con cui il Milan si presenta a Bergamo non è tollerabile. Totale mancanza di chiarezza tra Conti e Musacchio sulla marcatura di Gomez, centrocampo assente, attacco nullo, rossoneri che arrivano sempre secondi sul pallone. Una prestazione imbarazzante che rimette in discussione tutto il lavoro, infarcito di lodi a mio avviso eccessive, fatto da Pioli fino a questo momento al Milan. 3

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