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Non basta Ibra, il Milan è un pianto: sei rossoneri gravemente insufficienti

Ancora una delusione per gli oltre 60.000 di San Siro. Ibra non compie il miracolo, per Pioli ancora tanto lavoro da fare.

Fabrizio Tomasello

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Milan, ovazione per il ritorno a San Siro di Ibrahimovic

DONNARUMMA – Non era indicato come uno dei protagonisti di giornata, invece anche contro la Sampdoria è chiamato ai consueti miracoli di giornata. È Gigio a tenere a galla il Milan con due strepitosi interventi al 50’ e al 56’. Altro che Ibra, il salvatore della patria è ancora Donnarumma. 8

CALABRIA – Reduce dalla doppietta messa a segno nella prima amichevole di Ibra in rossonero, Calabria inizia in maniera spregiudicata spingendo molto più di quanto faceva Conti. Il primo tempo è dignitoso, poi si spegne lentamente. Tenta il suicidio sportivo al 58’ con un passaggio indietro che manda in porta Gabbiadini: l’attaccante doriano gentilmente ringrazia e la scaglia fuori. 4

MUSACCHIO – Non è particolarmente impegnato ma si fa colpevolmente trovare fuori posizione al 50’ quando Gabbiadini si invola sola verso la porta rossonera. Per fortuna Gigio ci mette una pezza. Più efficace nell’aria avversaria: ottimo il suo assist di testa per Leao al 70’, sciupato malamente dal portoghese. 5,5

ROMAGNOLI – Rimedia una ginocchiata in testa da Donnarumma in avvio di match. Balla, e tanto, in avvio di ripresa quando tutto il Milan si riversa nella metà campo doriana per tentare di vincere, lasciando sguarnito il centrocampo a copertura della difesa. 5,5

HERNANDEZ – Quanto è mancato il mancino francese nella trasferta di Bergamo. E infatti la prima percussione interessante del Milan arriva dopo 10 minuti grazie a Theo che mette un bel pallone in mezzo ma i suoi compagni cincischiano in area. Al 16’ viene falciato al limite dell’area ma per l’arbitro Massa è tutto inspiegabilmente regolare. Toglie il pallone dalla porta al 50’ dopo un grande intervento di Donnarumma, rischiando quasi una caviglia nel contrasto con Gabbiadini. Nella ripresa spinge poco rispetto ai suoi standard. 6

KRUNIC – Solleva l’ex compagno nell’Empoli Bennacer dall’incombenza della prima ammonizione: contro la Samp il giallo d’esordio è suo. Il problema più evidente per mister PIoli è che Krunic sbaglia tutto quello che c’è da sbagliare, compreso un clamoroso gol su assist di Ibra al 62’. Poi da quel momento si scuote e ricomincia a giocare con coraggio e precisione, ma dura poco. 4,5

BENNACER – Bel recupero palla e innesco preciso a vantaggio di Hernandez.  La sensazione è che il Milan dipenda sempre più dai tempi di gioco del suo regista: potrà sbagliare qualche appoggio ma il fulcro rossonero è lui. La giocata che costringe Thorsby all’ammonizione è da applausi. 6

BONAVENTURA – Nei primi venti minuti un paio di palloni finiscono sui suoi piedi al limite dell’area, ma Jack effettua sempre un tocco di troppo e viene rimpallato. Appena tira di prima, al 23’, sfiora il gol per il Milan. Nel complesso decisamente insufficiente, è il primo ad uscire per provare a dare una svolta al match. 4,5

SUSO – La prima conclusione verso le specchio della porta di Audero è dello spagnolo al 28’, ma il destro di Suso è debole e il portiere doriano blocca a terra. Protagonista anche della più clamorosa occasione del primo tempo al 38’, salta tutti ma traccheggia al momento di concludere e si fa sradicare il pallone dai piedi a due metri dalla porta. Al 76’, al termine di una bella azione corale del Milan, Suso si ritrova solo davanti ad Audero ma sparacchia in maniera goffa. Si fa trovare sempre libero e viene sollecitato molto dai compagni, ma sbaglia una quantità industriale di cross. L’ultimo al 90’, in maniera oltre modo imbarazzante. Forse è davvero arrivato il momento di pensionare l’ex Liverpool. 3

PIATEK – Pressa forte su tutti, compreso Audero e recupera anche qualche buon pallone all’inizio. Una sua ottima sponda al 38’ innesca prima Jack, quindi Suso che spreca la migliore occasione rossonera del primo tempo. Al 46’, ben imbeccato dallo spagnolo, stacca di testa per colpire ma si ritrova quasi ostacolato da Bonaventura. Un segnale inquietante del fatto che la divisione degli spazi nell’attacco milanista è ancora drammaticamente sommaria e improvvisata. Esce ad inizio ripresa ma non è tra i peggiori del Milan. 5,5

CALHANOGLU – Gioca a nascondino per i primi 20 minuti, quando si fa vedere sbaglia un filtrante in maniera elementare. Prova ad accendersi prima della mezz’ora con un bell’assist per Suso. In avvio di ripresa scaglia una saetta, però troppo centrale per impensierire Audero. Poi giochicchia senza mai rendersi pericoloso, lasciando un gigantesco vuoto di creatività in mezzo al campo. 4,5

IBRAHIMOVIC – Il boato quando lo svedese entra in campo scuote San Siro e lui prova a ripagare i suoi tifosi con un paio di colpi di testa molto pericolosi. Al 62’, anche in versione assist-man, imbecca Krunic che spreca tutto. Cala nel finale, forse anche sconfortato dalla pochezza dei suoi compagni. 6 

LEAO – Tenta la conclusione personale di sinistro al 65’ che impensierisce Audero. Dimostra di non essere un professionista dell’area di rigore quando al 68’, imbeccato alla perfezione da Ibra, anzichè restituire il pallone al compagno in mezzo all’area, tenta la conclusione molle e pretenziosa verso la porta. Ancor di più al 70’ quando si divora un gol fatto su assist prezioso di Musacchio. Se Leao intende conquistare una maglia da titolare dovrà crescere in fretta, perchè così non ci siamo affatto. 4

PAQUETA’ – s.v. 

PIOLI – In settimana ha usato le parole più giuste per rendere onore a Ibra ma nello stesso tempo stimolare e pungolare i suoi ragazzi. Peccato che poi indolenza, superficialità, confusione, approssimazione e tutto il campionario di nefandezze a cui ormai siamo abituati, abbiano preso il sopravvento rendendo il pomeriggio dei 60.000 di San Siro un vero incubo. 4,5

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