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Calciomercato

Follia Milan: va in scena il teatro dell’assurdo

Fabrizio Tomasello

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Boban e Maldini sorridenti, ma da sorridere c'è ben poco - ANSA

Pensavate di aver visto tutto dalle parti di via Aldo Rossi? E invece vi sbagliavate. E di grosso. Quella che sta prendendo forma ai piani alti di Casa Milan potrebbe diventare una delle operazioni di mercato più sciroccate della storia del calcio. Un autogol talmente tanto assurdo da far impallidire perfino il leggendario Comunardo Niccolai.
Andiamo per ordine: Mattia Caldara, giovane difensore del Milan, sta per tornare a casa, nella sua Atalanta, dopo un anno e mezzo passato in rossonero, spostandosi da un lettino dell’infermeria all’altro di Milanello per cercare di guarire da una quantità industriale di infortuni.
Bene, fin qui niente di strano. O meglio, qualcosa di strano c’è, perchè dopo che hai aspettato per ben 18 mesi che un tuo calciatore torni a giocare, quanto meno provi ad utilizzarlo, a testarlo, a buttarlo in campo, se non altro per capire se è pronto o meno alla battaglia.

Addio Caldara

Invece no, la lungimirante dirigenza del Milan, dopo aver visto Caldara sgambettare un paio di volte con la squadra Primavera, decide di rimandarlo a Bergamo anzichè lasciarlo a disposizione di Pioli, anche lui peraltro alle prese con una cronica emergenza in difesa. Tra l’altro sollevando la dirigenza orobica da un’altra gravosa incombenza, l’ingaggio di Simon Kjaer che Maldini e Boban sembrano intenzionati a portare a Milanello. A far cosa non è ben chiaro visto che l’esperienza del difensore danese alle dipendenze di Gasperini si sta concludendo con la miseria di 5 partite giocate e un miliardo di panchine sparse: praticamente un fallimento. Ma questa è un’altra storia, di cui probabilmente parleremo in seguito.

Formula insensata

Il vero dramma da prendere in considerazione al momento è invece la formula con cui il Milan ha ceduto Caldara all’Atalanta: prestito di diciotto mesi con diritto di riscatto fissato a 15 milioni.
Per i più distratti vale la pena ricordare che neppure un anno e mezzo fa il difensore nato a Bergamo era stato acquistato dalla Juventus e messo a bilancio per la faraonica cifra di 35 milioni.
Quindi, per spiegarla in parole povere, se Caldara nei 18 messi bergamaschi dovesse confermati rotto, ci verrà rispedito indietro come un ferro vecchio; se invece dovesse tornare a giocare ad alti livelli, l’Atalanta lo riscatterà per 4 noccioline, per poi magari rivenderlo nuovamente al triplo di quanto pagato al Milan. Quando si dice un’operazione geniale. In via Aldo Rossi bravi tutti.

Fallimento

La speranza viva è che questa folle operazione nasconda qualcosa perchè se i termini della questione fossero davvero quelli che ci stanno raccontando in queste ore, Maldini e Boban avrebbero un bel po’ di cose da spiegare all’irrequieta tifoseria rossonera. Come se non bastassero le scombiccherate scelte di mercato effettuate in estate e in questo scorcio di campagna di riparazione invernale, tipo la svendita di Cutrone e i tentativi di fare altrettanto con Piatek, Paquetà, Kessiè, etc. etc.
La verità, come spesso continuiamo a ribadire, è che non ci si improvvisa grandi dirigenti e Maldini e Boban stanno dimostrando giorno dopo giorno di non esserlo. Con buona pace di tutti quei tifosi del Milan che gioivano al loro arrivo perchè memori delle loro strepitose stagioni in rossonero con gli scarpini ai piedi. Tempi passati, purtroppo. 

2 Commenti

2 Comments

  1. Avatar

    Salvatore Santoro

    Gennaio 9, 2020 at 9:04 pm

    Non capisco il perché di questa operazione di mercato,penso che almeno si doveva provare a metterlo in campo caldara, si è aspettato tutto questo tempo per poi darlo ancora all’Atalanta?il problema vero di questo milan secondo me sta a livello societario,la verità è che siamo una società allo sbando.

    • Fabrizio Tomasello

      Fabrizio Tomasello

      Gennaio 10, 2020 at 9:01 am

      Al Diario Rossonero lo stiamo ripetendo da tempo: l’Ac Milan è in mano ad una società di dilettanti allo sbaraglio, a cominciare dalla famiglia Singer del fondo Elliott che non ha mai gestito un club di calcio. Per continuare con Gadizis, bravo ad occuparsi di strategie finanziarie all’Arsenal ma che adesso al Milan fa l’amministratore delegato; e per concludere Maldini e Boban, bandiere rossonere ma che mai nella loro vita hanno occupato ruoli di tale vitale importanza. Sarebbe fondamentale un repulisti generale che potrebbe materializzarsi con la cessione del Milan ad Arnault, ma la trattativa fatica a sbloccarsi.

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