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Analisi

Milan: Suso e il sogno di quella clausola rescissoria

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MILANO – Nel pessimo, mediocre e deludente girone d’andata del Milan, uno degli elementi più insoddisfacenti e criticati è stato senza ombra di dubbio Suso, autore di appena una rete in campionato (nell’1-0 alla Spal del 31 ottobre scorso) e protagonista, si fa per dire, di un andamento terrificante, senza quegli assist che ne avevano contraddistinto le ultime tre stagioni, senza guizzi e senza (ma questa non è certo una novità) quella personalità adatta a poter assumere il ruolo di leader tecnico di una squadra involuta rispetto ad un anno fa quando gli uomini allora di Gennaro Gattuso lottavano per il quarto posto, oggi ancor meno di un sogno per la compagine milanese.

Cessione

Ora Suso, utilizzabile solamente in quel 4-3-3 finalmente accantonato da Pioli, è in completa rotta di collisione con il Milan: i tifosi non tollerano più il suo atteggiamento indolente e la conseguente inefficienza in campo, lo stesso allenatore dopo aver cambiato modulo non sa come e dove collocare un calciatore così tatticamente circoscritto (che infatti non gioca più), e per ultimo anche la dirigenza si è convinta a mettere lo spagnolo sul mercato, sperando in buone offerte per un giocatore visibilmente peggiorato nel rendimento ed ormai ai minimi storici di sopportazione dell’intero ambiente milanista con cui il rapporto è sempre stato di amore e odio, ma che ora appare irrecuperabilmente compromesso.

Offerte

Ma l’intenzione da parte del Milan di cedere Suso come, quando e in che termini si può concretizzare? Il tempo stringe, il calciomercato è ad un passo dal gong finale e a Milanello, oltre all’ex genoano, vanno sistemate anche le situazioni legate a Ricardo Rodriguez e a Piatek. Inizialmente, di là di qualche timido ed informale sondaggio di Roma e Sampdoria, infatti, per il fantasista rossonero le richieste non fioccavano di certo, anzi, l’impressione era che quasi nessun club si volesse concretamente avvicinare ad un giocatore peggiorato notevolmente nel corso degli ultimi mesi.

Valutazione

Ora ecco il Siviglia e quella distanza fra domanda (28 milioni) ed offerta (20) che sta però per essere colmata conducendo in patria lo spagnolo; ma lontani sono i tempi in cui il Milan convocava il calciatore ed il suo procuratore in sede per ridiscutere quella clausola di 40 milioni, ritenuta addirittura troppo bassa, coi vertici milanisti convinti di poter incassare assai di più dall’ipotetica vendita di un Suso che oggi vale la metà di quei 40 milioni così disprezzati dal Milan e che erano, in realtà, valutazione già assai più alta rispetto al reale valore del limitato numero 8 rossonero, ormai confinato ai margini di una squadra che senza di lui viaggia al ritmo di 5 vittorie sulle 6 gare giocate dall’inizio del 2020.

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