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Che occasione persa: frenata Milan contro il Verona

Fabrizio Tomasello

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Bonaventura si dispera dopo l'ennesimo gol mangiato - ANSA

DONNARUMMA – Verre lo solletica subito con un gran tiro dal limite che costringe subito Gigio ad un grande intervento. L’arbitro vanifica tutto fischiando un fallo di mano al veronese. Poi solo ordinaria amministrazione e un paio di baci ai pali della sua porta che lo salvano a inizio ripresa. 6

CALABRIA – Oppone resistenza zero al cross veronese di Zaccagni che consente a Faraoni di portare in vantaggio i gialloblu, ma c’è da dire che da quella parte Castillejo offre ben poco supporto. Nella ripresa Castillejo gli porge gentilmente un bel pallone da scaraventare in rete, ma il terzino rossonero preferisce colpire un paio di persone al secondo anello. Non contento, ci riprova al 68’ e stavolta di sinistro: il risultato non è dissimile dal precedente tentativo. Ottima però lo giocata al 75’ per salvare un pallone che sembrava perso. Poi Pioli lo richiama in panchina. Nel bilancio di Calabria va messa in conto una partita giocata con gli antidolorifici per sostituire Conti che ha dato forfait all’ultimo. 5,5

MUSACCHIO – Vista la mancanza di punte centrali nel Verona, la preoccupazione principale di Musacchio è tenere a bada le percussioni centrali dei fantasisti veronesi ed evitare a tutti i costi l’ammonizione in vista del derby. 6

ROMAGNOLI – Costretto a tenere dritte le antenne fin dal primo minuto per la pressione asfissiante del Verona, è chiamato anche ad impostare vista l’assenza di Bennacer e il nulla cosmico offerto dal centrocampo milanista. Incorna alla grande al 37’ ma la zuccata del capitano rossonero finisce di poco a lato. Sul capovolgimento di fronte è sempre lui, per ben due volte consecutive a svettare di testa e salvare il Milan dall’invasione veronese. Da applausi un pressing solitario su Amrabat fin nell’area di rigore avversaria ad impedire una ripartenza dei gialloblu. Salva praticamente un gol fatto con un intervento acrobatico su Pessina al 50’. 7

HERNANDEZ – Siamo alle solite: il consueto devastante Hernandez in fase offensiva (al 10’ parte come un treno, arriva in area con prepotenza ma alla fine sbaglia l’ultimo passaggio) e ormai l’abituale distratto Theo in difesa (è lui a perdersi Faraoni in occasione del vantaggio veronese). Rimedia un giallo ingenuo per fermare una ripartenza avversaria a 5 secondi dalla fine del primo tempo. Gravissimo l’errore in disimpegno al 52’ da cui nasce l’azione del Verona che si conclude con il palo di Pessina. Gli arriva un buon pallone in area avversaria al 72’ ma stoppa male, si incarta e spreca tutto. Nel finale convulso caracolla verso la porta avversaria senza costrutto e senza lucidità. 5

CASTILLEJO – Vivace e pimpante, ma spesso impreciso, quando il Milan prova a rialzare il baricentro dopo un inizio shock. Tocca un’infinità di palloni ma non riesce mai a trovare la giocata vincente. Ci va vicino al 93’ ma il suo tocco a due metri dalla porta si schianta contro il palo. 5,5

KESSIÈ – Pioli lo indirizza nella zona abitualmente battuta da Bennacer ma le caratteristiche dei due sono fin troppo diverse: e infatti i primi due palloni che transitano tra i piedi dell’ivoriano vengono gestiti con un poco impegnativo passaggio indietro a Donnarumma. Il resto del match di Kessiè è costellato di errori, tanta corsa ma poca sostanza. 5

CALHANOGLU – Probabilmente tocca il suo primo pallone al 28’ quando calcia una punizione dal limite deviata in fondo al sacco di Verre. Poi tanto fumo e poco, molto poco arrosto, compreso un tiraccio velleitario all’ultimo minuto di gioco quando il turco avrebbe potuto fare altro. 5,5

BONAVENTURA – Resta la sensazione che confinato su quella fascia Jack sia un pesce fuor d’acqua. Cosa che lo mette ulteriormente in confusione come si evince dai due palloni persi in avvio non da lui. Ad inizio ripresa l’unica sua giocata degna di nota, un tiro da 30 metri che finisce di poco a lato. Poi un’uscita dal campo che non fa dispiacere a nessuno. 4

LEAO – Non è una punta centrale, sono settimane che lo ripetiamo a beneficio di Pioli e dei dirigenti del Milan che invece continuano a far finta di nulla. Quando prende palla al limite e conclude a rete con una ciabattata di sinistro, anche San Siro si lamenta. Si fa vedere poco, pochissimo, e quando riprova a concludere verso la porta avversaria siamo ormai già al tramonto del match ed anche stavolta non impensierisce Silvestri. 4

REBIC – Viene innescato per la prima volta al 19’ e crea subito scompiglio nell’area di rigore avversaria. Però ancora una volta una bella azione sulla sinistra viene depauperata con un cross in mezzo che non trova nessuno a raccoglierlo. Subito dopo tenta una conclusione dal limite e al 24’ costringe al giallo Rrahmani. Poi alla mezz’ora, subito dopo il pareggio di Calhanoglu, avrebbe la possibilità di portare avanti il Milan in un’azione di contropiede, ma il croato viene rimpallato dopo aver saltato anche il portiere avversario. Nel primo tempo è indubbiamente il più attivo tra i rossoneri, poi si spegne lentamente a conferma del fatto che l’ex Eintracht può diventare un’ottima risorsa subentrando dalla panchina, ma fa fatica a reggere 90 minuti ad alto livello. 6

PAQUETA’ – Entra e dà subito la scossa al Milan. Non che ci volesse molto visto lo squallore mostrato dai rossoneri nei primi 65’. Ed infatti ci mette poco a lasciarsi contagiare dall’abulia dei compagni. 5,5

SAELEMAEKERS – Esordio a pochissimi giorni dal suo arrivo a Milanello. Un fallo a metà campo, un cross sballato, una bella accelerazione con tiraccio sballato. s.v.

MALDINI – s.v. 

PIOLI – Dopo la sconfitta della Roma, Pioli mette in campo i suoi ragazzi con la consapevolezza di dover conquistare i 3 punti, malgrado le tante assenze e la defezione di Ibrahimovic. Soprattutto per invertire un trend disastroso che ha visto storicamente il Milan toppare tutti gli appuntamenti chiave per un rilancio definitivo. Sembra però proprio che questa squadra non riesca ad iniziare una partita con il piglio giusto e infatti l’approccio al match dei rossoneri è a dir poco imbarazzante. Incassato il primo gol e trovato il pareggio in maniera fortunosa ci si aspetterebbe una ripresa ben più pimpante dei rossoneri e invece nell’ormai drammaticamente solito primo quarto d’ora del secondo tempo il Verona rischia di segnare almeno 4 volte, colpendo due pali e prendendo a pallate il Milan. Per fortuna Amrabat si fa cacciare frenando l’irruenza gialloblu e restituendo un po’ d’iniziativa – sterile come sempre – ai rossoneri. La cosa più irritante è che con il pareggio dell’Atalanta stasera la squadra di Pioli avrebbe potuto essere a 5 punti dalla zona Champions. 4,5

2 Commenti

2 Comments

  1. Avatar

    luciano crocco

    2 Febbraio, 2020 at 4:39 pm

    ciao Fabrizio ti trovo un pò ingeneroso con Castillejo .. vero che l’impegno non è tutto però un sei se lo meritava tutto .. credo che se anche non avessimo venduto il polacco e fosse stato in panca e poi entrato non sarebbe cambiato nulla .. tu che ne dici?

    • Fabrizio Tomasello

      Fabrizio Tomasello

      2 Febbraio, 2020 at 5:07 pm

      Ti invito a fare una piccola riflessione: se oggi al posto di Castillejo ci fosse stato Suso quanto insulti gli avresti mandato? Nessun cross azzeccato, sempre lo stesso movimento, mai un’intuizione…e se vogliamo dirla tutta, in occasione del palo che ha colpito nel recupero, il tiro di Castillejo era destinato ad uscire. È stata la deviazione di un difensore veronese a mandarla sul palo. Per carità, nello squallore generale a San Siro oggi Samu non è stato tra i peggiori, ma in un Milan con velleità di tornare in alto, uno come lo spagnolo non potrebbe rappresentare neppure la sesta scelta.

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