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Analisi

Il paradosso del Milan

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MILANO – Il pareggio di domenica a San Siro contro il Verona ha interrotto per il Milan una striscia di vittorie che aveva permesso alla squadra di Stefano Pioli di battere Cagliari, Udinese e Brescia in campionato, oltre a Spal e Torino in Coppa Italia. Un pareggio accolto con amarezza e delusione dal popolo milanista, già abituato a quel filotto di successi che hanno in fondo riportato il Milan nelle zone europee della classifica dopo lo scioccante girone d’andata che sembrava aver spento ogni speranza di gloria dalle parti di Milanello.

Classifica

I punti della compagine rossonera sono ora 32, sesto posto condiviso con Parma e Cagliari, distacco dalla quarta posizione che dista ancora 7 punti e che è occupata dalla coppia Atalanta-Roma. Una distanza ancora ampia, elevata, eppure non impossibile da colmare per il Milan che, a conti fatti, avrà a disposizione nel girone di ritorno anche gli scontri diretti contro bergamaschi e capitolini, da giocare peraltro entrambi in casa dopo le sconfitte rimediate all’andata. Atalanta e Roma che appaiono inoltre non perfette, gli uni perché a fronte di roboanti successi (5-0 allo stesso Milan e al Parma, 7-0 al Torino) hanno fatto registrare anche il ko con la Spal e il 2-2 col Genoa, gli altri perché, derby a parte, sono sembrati vulnerabili.

Obbligo

E poi c’è chi dice: va bene la delusione per il pareggio con il Verona, ma mica si poteva pensare che il Milan le potesse vincere tutte. E invece il paradosso tutto milanista del 2020 è proprio questo: vincere tutte le partite del girone di ritorno sarebbe stata effettivamente impresa proibitiva anche per la Juventus ma, considerando errori ed orrori della prima parte di stagione, la formazione di Pioli non si può più permettere altri passi falsi, non può più lasciare per strada i punti di una rimonta oggettivamente assai complessa ma che resta (insieme alla Coppa Italia) l’unico e fondamentale traguardo di una squadra ancora alla ricerca della gloria perduta. Di tempo, in fondo, se n’è perso già troppo e non solo quest’anno.

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