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Primo tempo sontuoso, poi il Milan crolla. Si salvano in tre…

Fabrizio Tomasello

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DONNARUMMA – Un inizio da spettatore, poi al 24’ il primo grande intervento su Vecino liberato da una cavalcata imperiosa di Lukaku. Rischia anche di farsi male lasciando in apprensione l’intero popolo rossonero. Incolpevole sul gol di Brozovic che pesca il jolly dal limite in avvio di ripresa e sull’incredibile pareggio di Vecino. Poi De Vrji e Lukaku lo costringono ancora una volta a raccogliere il pallone in fondo al sacco. 6 (6,5/5,5)

CONTI – Puntuale ed efficace, sia in copertura che in fase di spinta. Ad inizio ripresa però è lui a tenere in gioco Sanchez in occasione del pareggio nerazzurro. L’inizio del black out definitivo. 5 (6/4)

KJAER – Primo tempo di relativa tranquillità, poi nella ripresa si scatena l’uragano che travolge tutto e tutti. Primo fra tutti il difensore danese. Emblematica l’inferiorità manifesta nei confronti di Lukaku in occasione del quarto gol interista. 5 (6/4)

ROMAGNOLI – Sa fin dall’inizio cosa lo aspetta: un duello all’Ok Corral con Romelo Lukaku. E infatti già al 4’ si produce in un’ottima chiusura sull’avversario. Al 24’ il belga si prende una bella rivincita allungando in velocità e rubando il tempo al capitano rossonero, da quel momento in poi però tutti i duelli sono vinti da Romagnoli. Pesa però come un macigno sulla prestazione del 13 rossonero la marcatura “leggerina” su De Vrji in occasione del terzo gol interista. 5,5 (7/4)

HERNANDEZ – Spinge e sempre con qualità. Scende sulla fascia un’infinità di volte e ogni volta è un patema d’animo per l’Inter. Nella ripresa anche lui spegne l’interruttore. 5,5 (7/4)

CASTILLEJO – Dominante sulla fascia destra, supportato sempre con i tempi giusti sia da Kessiè che da Conti. Fantasia, dinamismo, energia al servizio della squadra. Questo il giudizio limitato solo al primo tempo. Nella ripresa il nulla, almeno fino alla sostituzione. 5,5 (7/4)

KESSIÈ – Gli capita subito un buon pallone prima che la lancetta dei secondi compia il primo giro, ma il suo tiro a botta sicura è rimpallato dalla munita difesa interista. Il suo inizio è brioso ed è indubbiamente l’ivoriano l’uomo che mette maggiormente in ambasce il centrocampo nerazzurro. Da un suo pallone recuperato nasce l’azione del palo di Calhanoglu. Nella ripresa anche lui si eclissa e alla fine lascia spazio a Paquetà. 6,5 (8/5)

BENNACER – Meno preciso del solito nei passaggi. È l’elemento attorno a cui gira tutto il Milan, ma ancora non dello spessore necessario per tenere compatta la squadra nei momenti di difficoltà. 5,5 (6,5/4,5)

CALHANOGLU – Si libera sulla fascia destra e mette un bel pallone radente che Rebic non sfrutta al meglio. La perla del suo repertorio però è sfoggiata al 9’ quando Hakan scarica un gran destro che si stampa contro il palo a Padelli battuto. Gioca un primo tempo sontuoso fino all’incomprensibile errore al 39’ quando anzichè imbucare per Rebic e metterlo solo davanti alla porta, spreca tutto con un passaggio sbagliato. Annulla Brozovic almeno fino all’invenzione del croato ad inizio ripresa. A quel punto anche lui si spegne come tutto il Milan. A proposito di punizioni, lui che è arrivato in rossonero accompagnato dal titolo di mago dei calci da ferma, riguardi con attenzione la staffilata di Erikssen al minuto 80’ da circa 40 metri. Ecco, lui si che è un mago delle punizioni. 6 (7,5/4,5)

IBRAHIMOVIC – Tenta una difficile girata al volo dopo appena un minuto di gioco, ma il suo destro termina alto. Subito dopo, con il Milan in superiosità numerica, sbaglia una lettura e un passaggio apparentemente semplice che avrebbe potuto mettere Kessiè davanti alla porta. Al 40’ però decide di ricordare al mondo intero perchè è ancora un giocatore che sposta gli equilibri a qualsiasi livello: svetta a 4 metri dal suolo ed incorna un assist perfetto che Rebic trasforma in gol. E per concludere in gloria il primo tempo, appena un altro pallone gli capita sulla testa si mette in proprio e la butta direttamente dentro. Nella ripresa tira comprensibilmente il fiato e assiste allo sgretolarsi della sua squadra fino al 90’ quando prova a rialzare la testa, ma stavolta la sua zuccata violenta si stampa contro il palo. 7,5 (9/6)

REBIC – Inizia con il piede sull’acceleratore, così come il suo compagno di fascia Hernandez. Al quarto d’ora due opportunità consecutive per concludere a rete dal limite, ma la difesa dell’Inter fa muro, in 8 schierati davanti alla porta di Padelli. Quasi non esulta dopo aver portato in vantaggio il Milan al 40’. Dopo appena 3 minuti è un autentico miracolo di De Vrji a negargli la gioia della doppietta. Nella ripresa, come spesso gli  succede quando parte dal primo minuto, si eclissa. L’aspetto più irritante di Rebic calciatore è che a volte si assenta completamente dal match, come se quello che stanno facendo i suoi compagni a tre metri da lui non lo riguardasse. È per questo probabilmente che a quasi 27 anni il mondo del calcio ancora si interroga su che tipo di calciatore sia l’ex Eintracht. 6 (8/4)

LEAO – s.v.

PAQUETA’ – s.v.

BONAVENTURAs.v.

PIOLI – Improbo il compito alla vigilia: frenare il cammino trionfale nei derby di Antonio Conte, sempre vincitore nelle stracittadine di Torino e Milano, senza mai aver subito neppure un gol, e battere per la prima volta il tecnico leccese dopo tre sconfitte e un pareggio negli scontri diretti. E infatti la partenza dei rossoneri è lancia in resta e il primo tempo giocato da Ibra e company è uno dei migliori degli ultimi 10 anni. Poi ad inizio ripresa lo shock dei due gol incassati in due minuti e il progressivo disfacimento dell’armata brancaleone rossonera. La conferma che questa squadra, ancor prima di calciatori talentuosi, ha bisogno di esperienza e personalità, sia in campo che in panchina. 5,5 (8/3)

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