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Milan, ennesimo sfregio ad una partita già vinta

Fabrizio Tomasello

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DONNARUMMA – Leggerezza in disimpegno al 12’ che quasi mette la Chiesa in condizione di segnare. Per fortuna l’opportunità per la Fiorentina sfuma. Bravo e reattivo al 20’ quando neutralizza un colpo di testa di Lirola deviato da un suo compagno di squadra a poche metri dalla porta. Esce all’inizio del secondo tempo per un problemino fisico. 6 

CONTI – Costretto ad immolarsi con un giallo per coprite un’uscita forse azzardata di Gabbia. Gioca una partita di grande sacrificio, a copertura di Chiesa che si aggira spesso e volentieri dalle sue parti. 6 

GABBIA – Esordio in serie A dal primo minuto per il giovane talento del vivaio rossonero e subito un lancio di 40 metri che testimonia la personalità indiscutibile del ragazzo. Soffre il minimo indispensabile grazie all’inconsistenza offensiva della Fiorentina e soprattutto alla vicinanza di capitan Romagnoli. 6 

ROMAGNOLI – Cancella letteralmente dal campo Vlahovic, di testa, con anticipi preziosi e ribattendo ogni tentativo del giovane fiorentino. Al tramonto della partita si rende colpevole del fallo da rigore su Cutrone, malgrado il capitano abbia toccato nettamente il pallone anticipando l’ex attaccante rossonero. Ma stasera Calvarese ha deciso che il Milan non può e non deve vincere. 6 

HERNANDEZ – Meno frenetico e prepotente del solito in fase di spinta, si toglie lo sfizio di fare un tunnel a Chiesa lasciando di sasso il talento viola. Bravo in alcuni lanci di 40 metri a tagliare diagonalmente il campo. Quando al 54’ parte come un treno sulla fascia mancina scatena il panico nella difesa fiorentina. Rimedia un giallo per una reazione scomposta dopo il pareggio viola. 6 

KESSIÈ – Il fisico ce lo mette sempre, recuperando diversi palloni e garantendo una buona copertura per le giocate di Bennacer, ma continua ad essere impreciso nella gestione di alcuni passaggi anche semplici. Mancano soprattutto le celebri percussioni del trattore ivoriano che lo hanno fatto entrare nei cuori rossoneri appena arrivato al Milan. 5,5 

BENNACER – A Firenze Ismail batte tutti i record di velocità nel rimediare il cartellino giallo (10’): se continua così la prossima volta si farà ammonire già nel sottopassaggio. E con questo sono già dodici ammonizioni in diciannove presenze in questo campionato, ad appena cinque gialli dal record assoluto nella storia della Serie A, di Daniele Conti nella stagione 2012-2013. Non proprio il primato per cui vorremmo ricordare l’algerino. Il suo lavoro nel recupero palloni è sempre continuo e costante, però dimostra ancora una volta di avere molto da lavorare con il piede destro. Gravissimo il pallone perso al 72’ che regala alla Fiorentina la più clamorosa occasione da gol della partita. Una sciocchezza che replica anche al 90’. Forse è arrivato il momento di crescere, specie nei momenti caldi delle partite. 5,5 

CASTILLEJO – Si rende subito protagonista di un bel taglio grazie al quale prende alle spalle quasi tutta la difesa viola. Quasi, purtroppo, perchè c’è Pezzella che gli cancella l’opportunità di involarsi solo davanti al portiere. Bravo a pescare Rebic in mezzo all’area al 16’, un bel pallone che però il croato non sfrutta a dovere. Pompa tanto sulla fascia destra e alla fine esce sfinito a 10 minuti dalla fine. 6,5 

CALHANOGLU – Importante il lavoro del turco in fase di interdizione, bravo a mettersi sulle linee di passaggio dei viola e a rincorrere gli avversari, ma anche, una volta recuperato il pallone, a mettere Castillejo davanti al portiere dopo 5 minuti. La sua presenza lì davanti si sente, ma da un giocatore come Calhanoglu è lecito aspettarsi qualcosa di più in termini di qualità e concretezza. Al 67’ scatena la protesta di Ibra per un tiraccio dal limite che finisce in fallo laterale. 6 

REBIC – Forse preoccupato di essere in fuorigioco (e non lo era) si divora un gol clamoroso di testa al 16’. Errore grave senza il quale il Milan avrebbe potuto portarsi subito in vantaggio. Ma è lui “the man on fire” del Milan ed infatti appena gli capita sul destro il pallone buono, dopo una corta respinta di Caceres, non si fa pregare a scaraventarla in rete. 6,5 

IBRAHIMOVIC – Prova un filtrante immaginifico al 10’, purtroppo per Zlatan nessuno ha la sua lungimiranza e il pallone si perde sul fondo. Segna un gol sensazionale, ma ancora una volta le folli, scellerate e sconsiderate regole sul fallo di mano azzerano una meravigliosa giocata. Non finiremo mai di insultare i geni del regolamento che hanno prodotto questo obbrobrio, svilendo il gioco del calcio. Ancora turbato per quanto accaduto al 34’, spreca una buona chance di testa in chiusura di primo tempo. Nella ripresa ci prova in tutti i modi, costringe all’espulsione Dalberto,  ma non basta per portare a casa i tre punti. Se contro il Torino era furioso, non osiamo immaginare l’umore di Ibra al Franchi. 7 

BEGOVIC – Gettato nella mischia al 52’ per un problemino fisico occorso a Donnarumma, trova il modo di togliersi di dosso la tensione dell’esordio dopo appena 10 secondi togliendo dall’angolino un insidioso colpo di testa di Chiesa. Rischia di parare il rigore di Pulgar ma al 91’ compie un autentico miracolo respingendo un tiro di Vlahovic da due metri. 7

MUSACCHIO – Stavolta nessun problema al polpaccio per l’argentino, chiamato da Pioli a sostituire Gabbia negli ultimi 20 e caldi minuti del match. Com’è, come non è, appena entra lui in campo il Milan comincia a ballare. E non il tango. 5,5

SAELEMAEKERS – s.v.

PIOLI – Il ritorno a Firenze, dove ha vissuto in prima persona la tragedia Astori, non è mai semplice per l’attuale allenatore del Milan e il coro e lo striscione riservato al tecnico parmigiano lo testimoniano. Lo spartito del match però è il solito, ormai consueto ed insopportabile: buona partita fino ad un certo momento, poi il black out e il rischio di collasso. A Firenze, malgrado il Milan giochi in superiorità numerica per oltre mezz’ora, ci va davvero vicino, prendendo il pareggio e rischiando anche di essere ribaltato nel recupero. Come si fa a non vedere nel tecnico rossonero il responsabile di una tale sciatteria in campo, se non altro per l’ormai conclamata incapacità di entrare nella testa dei suoi ragazzi? Lo diciamo da mesi, fin quando Elliott non punterà su un allenatore di primissima fascia, dovremo rassegnarci a questo genere di spettacoli. 5

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