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Analisi

Milan-Ibrahimovic: perché andare avanti insieme

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Zlatan Ibrahimovic con la maglia del Milan che sta per indossare nuovamente - ANSA

MILANO – Se, come ha titolato La Gazzetta dello Sport, Ibrahimovic ha messo tutti d’accordo dal suo ritorno al Milan, è altresì da considerare che il contratto che lega il fuoriclasse svedese ai rossoneri andrà in scadenza il prossimo 30 giugno e che, al di là del rinnovo automatico in caso di quarto posto, certezze sul futuro non ce ne sono. Ibrahimovic ad ottobre compirà 39 anni, ma ciò nonostante è il fulcro e l’anima di una squadra che sino a gennaio era smarrita e che oggi, al netto di tante difficoltà, appare comunque più solida e più coraggiosa, segno che l’impatto del centravanti scandinavo con lo spogliatoio è stato devastante.

Futuro

Ibrahimovic dispensa consigli, sprona i compagni, mostra loro come arrivare al limite massimo della sopportazione durante gli allenamenti, alza il livello di competitività e soprattutto si arrabbia quando la squadra non vince; è un leader, tanto fuori che dentro il campo, e la maggior parte dei calciatori che gli stanno accanto hanno imparato ad ascoltarlo, consapevoli che carpire anche il minimo dettaglio dal lavoro dello svedese potrà giovare alle loro ancor acerbe carriere. La conferma del campione rossonero dovrebbe essere una priorità della dirigenza e della proprietà milanista ma, come detto, la sicurezza che Ibrahimovic sarà un giocatore del Milan anche il prossimo anno non c’è ancora.

Ostacoli

La possibile rivoluzione societaria (l’ennesima delle ultime stagioni) e i paventati addii di Boban e Maldini, in pieno contrasto con le idee del plenipotenziario ma inconcludente Gazidis, potrebbero irritare non poco Ibrahimovic che proprio dalla coppia di ex fuoriclasse milanista è stato fortemente prima voluto e poi convinto a tornare a Milano dopo quasi 8 anni e in una situazione complicata come quella attuale. Lo stesso Mino Raiola, procuratore dell’asso scandinavo, ha di recente ammesso che a giugno potrà accadere di tutto, dalla conferma di Ibrahimovic a un suo ritiro dall’attività agonistica; ritiro che non sarebbe dovuto alle condizioni fisiche di un atleta assolutamente integro nonostante l’età, bensì ad un progetto di squadra che fatica a decollare.

Progetto

Ibrahimovic non accetterebbe un’annata simile a questa anche il prossimo anno, così come difficilmente si farebbe andar bene un rimpasto dirigenziale che allontani le due persone che hanno buttato anima e corpo per fargli prendere quell’aereo atterrato a Milano ai primi giorni di gennaio. Il nuovo Milan sarà ancora (purtroppo) improntato su elementi di poca esperienza, forse con nuovi manager e un nuovo allenatore, col rischio concreto di dover ripartire ancora una volta da zero; senza il carisma e la leadership di Zlatan Ibrahimovic, poi, il percorso di crescita sarebbe ancora più lento e tortuoso, motivo per il quale il rinnovo dello svedese appare imprescindibile, sempre che a giugno dalle parti di Milanello esisteranno le giuste condizioni per mettere la sua ultima firma su un contratto da calciatore.

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