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Analisi

Al Milan si prepara la grande fuga

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MILANO – I dissapori in seno ai vertici del Milan hanno creato già una spaccatura evidente nel club, col rischio che la crepa si ingigantisca al punto da non essere più sanata. Da una parte il duo formato dal Fondo Elliott e dall’amministratore delegato Ivan Gazidis, dall’altra quello dell’area sportiva, composto da Paolo Maldini e Zvonimir Boban; i primi tentano di mettere becco e mani sulla parte tecnica, facendo inevitabilmente risentire i secondi, delegittimati del proprio ruolo e giunti all’auto sfiducia che sta conducendo i due ex campioni rossoneri all’addio anticipato a fine stagione, proprio come capitato a giugno scorso a Leonardo e a Gennaro Gattuso.

Riflessioni e rischi

E non finisce qui, tanto per dirla alla Corrado, perché alla ritirata di Boban e Maldini potrebbero anche aggiungersene altre che creerebbero un fuggifuggi dal Milan poco invitante per chiunque fosse poi avvicinato dalla società rossonera. A lasciare Milanello potrebbe infatti essere in primis Zlatan Ibrahimovic, pronto a rinnovare di un altro anno il suo contratto ma solo a determinate condizioni; un addio di Boban e Maldini, ovvero di coloro che hanno fortemente voluto il suo ritorno, non garantisce la permanenza del centravanti scandinavo che anzi in una situazione poco chiara e nebulosa sarebbe pure capace di dire basta e chiudere a giugno la sua carriera da calciatore.

Ai saluti

Quasi impossibile, poi, anche la presenza di Gianluigi Donnarumma a Milano per la prossima stagione. Il portiere ha il contratto in scadenza a giugno 2021, il rinnovo è ancora tutto da costruire e l’impressione è che con l’ennesima rivoluzione tecnico-societaria ed un rilancio in grande stile per nulla scontato, Mino Raiola non accetterà le condizioni del Milan imponendo indirettamente al club di mettere l’estremo difensore campano sul mercato già fra tre mesi, piazzandolo al miglior offerente con la certezza di incassare una cifra notevolmente inferiore rispetto al valore del calciatore. Il Milan rischia il tracollo tecnico, la baraonda societaria, l’allontanamento degli sponsor (quindi dei ricavi) e quello di potenziali nuovi proprietari in grado di restituire ossigeno ad un club sull’orlo del collasso definitivo.

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