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Analisi

Milan: tutti i conti che non tornano

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MILANO – Che i tempi al Milan siano duri e problematici è ormai assodato, così come appare chiaro che fin quando al timone del club rossonero rimarrà il Fondo Elliott poco o nulla migliorerà. Perché, al di là della volontà e dei propositi di ripresa degli attuali proprietari, le cose dalle parti di Milanello peggiorano sempre più, con la conseguenza che il ritorno ad alti livelli slitterà ancora e che risalire sarà sempre più complesso. La politica societaria non aiuta, così come i disastrosi risultati della squadra che manca costantemente l’accesso alla Coppa dei Campioni, traguardo imprescindibile per far quadrare i conti.

Svalutazione

E al Milan, effettivamente, di conti sembrano tornarne veramente pochi. Basti pensare, ad esempio, che all’inizio della stagione in corso l’organico rossonero valeva quasi mezzo miliardo di euro, mentre oggi la rosa ha subìto un deprezzamento di 94,5 milioni, vale a dire che il valore di quasi il 20% dei calciatori si è ribassato. Anche al netto delle cessioni invernali di Caldara e Piatek, i restanti elementi in forza al Milan hanno visto il loro valore svalutarsi sensibilmente e le statistiche parlano di un calo economico per ben 13 giocatori su 24.

Calcoli

A rivelarlo è il portale Transfermarkt che evidenzia, ad esempio, come il valore di Calabria si sia abbassato dopo essere stato scavalcato da Conti nella schiera dei titolari, con l’ex atalantino che a sua volta vede il suo cartellino in ribasso dopo aver fornito prestazioni alquanto scadenti. Su Donnarumma e Kessie, poi, pende anche il contratto in scadenza: per il portiere (il cui accordo terminerà nel 2021) il prezzo cala vista la possibilità di ingaggiarlo a parametro zero fra un anno, per il centrocampista africano (contratto fino al 2022) pesano anche le panchine e le performance al di sotto delle sue possibilità.

Promossi

Qualche luce l’hanno accesa due dei nuovi arrivi, Theo Hernandez e Bennacer, fra i pochi a salvarsi in un’annata da dimenticare, basti pensare che il valore del terzino francese è salito da 18 a 40 milioni e che già oggi potrebbe teoricamente rappresentare una ricca plusvalenza per le casse milaniste, così come il regista algerino. Buone notizie anche dal giovane difensore Matteo Gabbia, lanciato nell’ultimo periodo da Pioli e dimostratosi già in grado di reggere l’urto con la serie A e con l’ambiente rossonero.

Conclusioni

A conti fatti, però, il Milan in 6 mesi o poco più ha speso 100 milioni di euro incassandone appena 60, somma della pessima gestione societaria con l’amministratore delegato Gazidis non in grado di reperire sponsor in giro, dell’altrettanto mediocre gestione sportiva che comprende anche il cambio Giampaolo-Pioli in panchina, finendo con lo scarso rendimento della squadra che ha determinato l’ormai consueta classifica anonima. L’ennesima rivoluzione prevista per l’estate, l’ennesimo rimpasto e l’ulteriore abbassamento del monte ingaggi potrebbero risanare momentaneamente le sorti finanziarie del club, ma allungare ancora i tempi di rinascita che appaiono ancora tanto, forse troppo lunghi.

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