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Analisi

Milan: chi va in panchina con Rangnick?

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MILANO – L’incertezza all’interno del mondo del calcio la fa ormai da padrone, nessuno sa se e quando il pallone tornerà a rotolare, se e quando la stagione 2019-2020 verrà conclusa o se verrà congelata facendo partire direttamente la prossima. Al Milan, poi, l’incertezza è ancora maggiore perché l’annata attuale è stata finora un mezzo disastro e perché la confusione sul programma futuro è più in bilico che mai: c’è da riorganizzare l’organigramma dirigenziale dopo l’addio di Boban e quello assai probabile di Paolo Maldini, c’è da rinforzare l’organico e c’è da capire chi siederà sulla sempre traballante panchina rossonera.

Scelta

Fino a qualche settimana fa, a tal proposito, sembrava scontato l’ingaggio di Ralf Rangnick che è stato il pomo della discordia fra Ivan Gazidis e la parte sportiva della dirigenza, scavalcata dall’amministratore delegato che già prima di Natale aveva più volte contattato l’allenatore tedesco, oggi manager per il gruppo Red Bull. Ora, però, l’arrivo di Rangnick a Milanello appare meno scontato del previsto, più di una voce proveniente dalla Germania parla di accordo lontano, di condizioni non più così favorevoli come prima e di una programmazione meticolosa (sia sul mercato che sul campo) che l’ex tecnico del Lipsia vorrebbe attuare anche al Milan, ma che avrebbe trovato più di un freno da parte di Gazidis.

Ruolo

Tutto saltato, allora? In realtà no, perché i contatti fra le parti proseguono e Rangnick resta ad oggi molto vicino a sbarcare in Italia in estate. Ciò che potrebbe mutare rispetto a prima, invece, è l’incarico che il tedesco avrebbe nel club milanista, perché colui che ha firmato i miracoli targati Hoffenheim e Lipsia in Bundesliga appare propenso a ricoprire la carica di direttore tecnico con un altro allenatore in panchina, lavorando a stretto contatto con lui e con i dirigenti Almstadt e Moncada, fedelissimi di Gazidis e pronti a dividersi con Rangnick i ruoli che furono di Boban, Maldini e Massara. L’idea sarebbe così quella di un supervisore dell’intera area tecnica e sportiva (Rangnick), due manager di raccordo (Almstadt e Moncada) ed un allenatore, tutti ovviamente alle dipendenze dell’ormai plenipotenziario Gazidis.

Nomi

Dovesse essere questa la nuova composizione dello staff tecnico-sportivo del Milan, il profilo più indicato per sedere in panchina sarebbe quello di Stefano Pioli, stimato in primis da Gazidis e soprattutto dall’intero spogliatoio che ha finora apprezzato il lavoro del tecnico emiliano. Qualora Rangnick non arrivasse a Milanello come allenatore, la conferma di Pioli appare l’ipotesi più calda, anche se qualche spiffero vicino a Gazidis dice che l’amministratore delegato sudafricano potrebbe optare per una rivoluzione totale, con tanti ringraziamenti a Pioli e l’ingaggio di un organigramma del tutto nuovo e completamente scelto da Gazidis stesso. Ralf Rangnick, dunque, appare sempre più vicino al Milan ma con un alone di mistero che continua a permanere circa il ruolo che occuperà il tedesco, con la speranza che questo ennesimo rimpasto sia finalmente quello giusto.

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