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Analisi

Milan-Paquetà: idee e illusioni

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Lucas Paquetà, centrocampista brasiliano del Milan dal gennaio 2019 - ANSA

MILANO – Era stato dipinto come un talento fuori dal comune, un colpaccio per il povero Milan disastrato e da tempo alla ricerca di un fuoriclasse. E le premesse c’erano tutte: in Brasile, nonostante tutte le cautele del caso, i giudizi erano alquanto lusinghieri ed anche in Europa diversi club sembravano mangiarsi le mani dopo aver visto quel giovane di prospettiva finito al Milan grazie alla sapiente opera di Leonardo che lo aveva convinto a sposare il progetto rossonero come aveva fatto con i suoi illustri predecessori, quali Kakà, Pato e Thiago Silva.

Delusione

Parliamo naturalmente di Lucas Paquetà, ormai a Milanello da più di un anno ma di cui si sono calcisticamente perse le tracce. Un inizio promettente, colpi da giocoliere, talento sopraffino, poi il lento ed inesorabile oblio e la consapevolezza che il diamante andasse sgrezzato, o che forse non fosse e non sia così pregiato come si credeva. Nervoso, a tratti indolente, tatticamente non ancora definito, Paquetà ha finito progressivamente col perdere dapprima il posto da titolare e poi perfino quello di riserva, col risultato che il brasiliano si è ritrovato col non essere più impiegato da Pioli se non per brevissimi tratti delle partite.

Deprezzamento

Logico che quei 35 milioni spesi a gennaio 2019 dal Milan oggi siano stati polverizzati dal rendimento insoddisfacente dell’ex centrocampista del Flamengo. Logico anche che diversi club fiutino la possibilità di prendere un talento a cifre basse, tentando l’affare con pochi rischi: se vale quanto è stato pagato dal Milan, un eventuale acquirente fa il colpo della vita prendendo Paquetà ad un prezzo vantaggioso, se invece vale quanto mostrato finora (ovvero poco o nulla), la perdita economica non sarà così sanguinosa come invece rischia di essere per i rossoneri.

Dilemma

E il nocciolo della questione, in fondo, sta proprio qui: perché da una parte c’è il club milanista che Paquetà lo venderebbe anche, ma che non si discosta dalla richiesta di quei 35 milioni al di sotto dei quali verrebbe meno il guadagno; dall’altra c’è la realtà dei fatti che dice che nessuno oggi sarebbe tanto ingenuo da dare al Milan sull’unghia una cifra così alta per un calciatore che non ha dimostrato altro che discontinuità. E così, ecco che le proposte della Fiorentina e del Paris Saint Germain, restano semplici sondaggi, con Paquetà destinato a rimanere a Milano in attesa di dimostrarsi finalmente calciatore vero e dare un senso a quel denaro sborsato dai rossoneri e che per ora si è rivelato un investimento azzardato e assai poco redditizio.

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