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Analisi

Milan: un calciomercato da serie B

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MILANO – Il nuovo corso voluto da Ivan Gazidis per il suo Milan continua a non convincere esperti, ex calciatori e soprattutto tifosi, sconcertati da un’idea tanto ambiziosa quanto utopistica e complicata da realizzare, ovvero tornare competitivi con un organico quasi esclusivamente composto da giovani promesse (italiane ed estere) pronte ad esplodere con la maglia rossonera addosso. E per un Theo Hernandez ed un Bennacer già a livelli accettabili dopo mezza stagione, ecco un Leao o un Saelemaekers pressoché impresentabili, segno che per svezzare tutti i talenti ci vuole tempo.

Obiettivi

Tempo che il Milan (assente dalla Coppa dei Campioni dal 2014) non ha più, tempo che scorre veloce e che ha ormai relegato il club milanese ad un’anonima sopravvivenza in serie A. Ed i profili che Gazidis ed i suoi fidati uomini (e controvoglia pure Paolo Maldini) stanno seguendo non aiutano certo il popolo milanista ad avere fiducia nel futuro: estremo interesse, infatti, il Milan lo sta mostrando per due calciatori assai promettenti della serie B, ovvero il centravanti dell’Ascoli (in prestito dal Sassuolo) Gianluca Scamacca ed il centrocampista dell’Empoli Samuele Ricci.

Dubbi

Scamacca (7 reti in 22 presenze, nel giro pure della nazionale under 21) è da tempo sul taccuino milanista, mentre Ricci è un nuovo ingresso, titolare fisso dell’Empoli dalla fine del 2019, uno degli artefici della risalita in classifica della compagine toscana. Nomi che al Milan fanno gola ma che non risolverebbero nell’immediato i problemi e le lacune del club: come si può pensare di rinunciare a Zlatan Ibrahimovic, ad esempio, affiancando Scamacca a Leao? E come si può pensare di blindare il centrocampo con l’addio di Bonaventura e l’aggiunta di Ricci a Bennacer, Krunic e Paquetà?

Progetto

Una campagna acquisti che se aggiungesse a questi due nomi qualche elemento di esperienza che sia la loro guida potrebbe essere anche accettabile, soprattutto perché, a fronte dello sbandierato obiettivo di ringiovanire ancora di più la rosa, Gazidis continua a ripetere che il Milan deve tornare competitivo in tutta fretta. Dichiarazioni che mai potranno collimare fra di loro: coi giovani si può crescere ma senza fretta, oltre al rischio di crear loro più di un problema senza punti di riferimento maturi nello spogliatoio. Un ritornello ormai sfiancante ma che lo stato generale milanista sembra non voler proprio ascoltare.

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