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Analisi

Ibrahimovic-Pioli: la santa alleanza

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MILANO – La posizione di Stefano Pioli e Zlatan Ibrahimovic nel prossimo Milan ha ancora un enorme punto interrogativo, una complicata matassa che il club rossonero dovrà sbrogliare nel giro di pochi mesi, forse addirittura settimane. Il tecnico emiliano, sbarcato a Milanello lo scorso ottobre, è stato quasi sempre considerato un semplice traghettatore ed è ormai chiaro che l’obiettivo della società per la panchina dell’anno prossimo sia il tedesco Rangnick, già più volte contattato da Ivan Gazidis che gli vorrebbe affidare l’intera area tecnica milanista.

Dubbi

Perplessità ne esistono anche sulla permanenza di Zlatan Ibrahimovic, accolto come salvatore della patria a gennaio e che dal suo ritorno in rossonero ha dato una violenta e positiva scossa a tutto l’ambiente che ora ne acclama la conferma che però deve passare sotto le Forche Caudine dei ragionamenti dello stesso fuoriclasse svedese (che chiede certezze sul progetto tecnico del Milan) e della proprietà, apparentemente poco propensa ad un organico che comprenda over 30, oltre al fatto che se dovesse essere Rangnick il nuovo tecnico milanista, spazio per Ibrahimovic potrebbe non esserci.

Intesa

Curioso, però, che proprio tra Pioli ed Ibrahimovic si sia formata una profonda sintonia in questi mesi. I due si apprezzano e si stimano, il tecnico ritiene fondamentale la personalità dello svedese per lo spogliatoio, il centravanti ammira la metodologia di lavoro dell’allenatore rossonero, al punto che sul suo rinnovo di contratto peserà notevolmente l’eventuale conferma di Pioli. Tecnico e calciatore, dunque, si alleano nella speranza che il Milan possa comprendere la coalizione fra i due punti cardine del gruppo rossonero da cui programmare e rilanciare l’ennesima stagione di rinascita dell’ex club più titolato al mondo.

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