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Analisi

Milan: la nuova vita di Calhanoglu

A prescindere da chi siederà in panchina, il tecnico del Milan 2020-2021 si aspetterà molto dall’apporto di Calhanoglu che finora al Milan è riuscito a brillare solamente ad intermittenza

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Hakan Calhanoglu, fantasista del Milan e della nazionale turca\ANSA

MILANO – Nel probabile ricambio di uomini (in campo e fuori) che il Milan si appresta ad attuare in vista della prossima stagione non dovrebbe figurare Hakan Calhanoglu che si appresterà così a vivere la sua quarta annata in rossonero. Il fantasista turco (17 finora col Milan fra campionato e coppe) è sin dal suo arrivo in Italia al centro di chiacchiere e diatribe fra tifosi, fra chi è convinto di essere di fronte ad un fuoriclasse e chi invece continua a ritenerlo un mezzo giocatore, pieno di potenzialità che non riesce ad esprimere del tutto.

Responsabilità

Nel nuovo e ringiovanito Milan, però, Calhanoglu dovrebbe avere un ruolo centrale e non tanto per quel riguarda la posizione in campo che dipenderà dal modulo e ovviamente dall’allenatore, bensì all’interno del gruppo. L’ex calciatore del Bayer Leverkusen, infatti, nonostante un’età troppo matura (ha compiuto 26 anni a febbraio) si ritroverà ad essere uno degli elementi più esperti dell’organico milanista, uno di quelli che dovrà tirare la compagnia in allenamento e durante le partite, fungendo da chioccia ai nuovi arrivi che saranno immaturi e poco avvezzi a platee come quella di San Siro.

Aspettative

A prescindere da chi siederà in panchina, il tecnico del Milan 2020-2021 si aspetterà molto dall’apporto di Calhanoglu che finora al Milan è riuscito a brillare solamente ad intermittenza, spesso verso il finale di stagione. Dal turco servirà maggior personalità, maggior assistenza alle punte ed un miglior contributo in zona gol (soprattutto da calcio piazzato), oltre a trasformarsi in quel leader tecnico che le proprie doti farebbero pensare. L’allenatore (chiunque sarà), poi, dovrà mettere Calhanoglu al centro del progetto, trovandogli la miglior collocazione possibile in campo e permettendogli di tirar fuori l’enorme talento di cui dispone.

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