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Analisi

Milan: la coppia gol di Elliott

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MILANO – La famiglia Singer, proprietaria del Milan tramite il proprio fondo di investimento Elliott, è ormai con le spalle al muro, dopo aver impiegato somme ingenti nelle casse del club senza capitalizzare alcunché. L’obiettivo primario del fondo statunitense era quello di riportare in alto il Milan, alzarne il valore economico e poi rivenderlo per incassare e guadagnare dopo essere stato costretto a scendere in campo a seguito del fallimento dell’operazione cinese. Obiettivo che resta tale anche adesso ma che necessita di una sterzata, in quanto i rossoneri ad oggi perdono su ogni fronte, da quello sportivo a quello finanziario, motivo per il quale i Singer sono pronti all’ennesimo tentativo di generare la svolta sperata.

Due uomini al comando

La proprietà milanista, consapevole di non avere alcuna competenza in materia calcistica, ha capito che proseguire con un club che viaggi con tante correnti diverse e con dirigenti a remare da parti opposte non condurrà lontano, anzi, lascerà il Milan nella mediocrità in cui si trova ora. E allora, via Maldini (o ancora presente ma con incarichi ridotti) dopo Leonardo e Boban, via Pioli e largo alla coppia scelta dai Singer in persona: Ivan Gazidis, amministratore delegato, plenipotenziario e con poteri decisionali pressoché totali su qualunque area, e Ralf Rangnick, contattato dallo stesso Gazidis e selezionato da Gordon Singer come allenatore e direttore tecnico, giudicato l’uomo ideale per la scalata in classifica dei rossoneri.

Responsabilità

Il Milan è così a un bivio: la proprietà non può più sbagliare, ma soprattutto non può più scaricare le colpe di un eventuale fallimento sui dirigenti acclamati dai tifosi e sugli allenatori scelti dai dirigenti stessi. Stavolta nel Milan 2020-2021 i protagonisti saranno tutti uomini di fiducia di Elliott, il che se da una parte garantisce la linea comune necessaria per non generare frizioni intestine alla società e alla squadra, dall’altra strappa ogni alibi ad un club chiamato all’ultimo ed estremo tentativo di riportare in alto quel Milan che da quasi dieci anni sembra accartocciato su sé stesso, sui suoi ricordi e su un blasone sempre più ingrigito dal tempo e contemporaneamente sempre più pesante sul groppone di un intero ambiente.

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