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Analisi

Milan: perché il rinnovo di Romagnoli è una priorità

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Alessio Romagnoli \ ANSA

MILANO – Al Milan esistono problemi e necessità urgenti, come la scelta della nuova dirigenza e del nuovo allenatore, un progetto sportivo che riporti la squadra in alto, il rinnovo dei contratti in scadenza fra il 2020 e il 2021, primo fra tutti quello di Gianluigi Donnarumma che rischia di essere svenduto nei prossimi mesi o addirittura accasarsi altrove a parametro zero se il club rossonero e Mino Raiola non troveranno al più presto un accordo sul prolungamento del portiere classe 1999.

Fedeltà

E così, ecco che il rinnovo di Alessio Romagnoli non appare così prioritario, dal momento che l’accordo del capitano col Milan terminerà il 30 giugno 2022. In realtà, però, la società sta già pensando a come convincere il difensore a prolungare la sua esperienza milanista, contando sul fatto che Romagnoli a Milano sta bene e non appare intenzionato ad ascoltare le lusinghe provenienti dall’estero (Premier League) e dall’Italia (Juventus, Lazio e Fiorentina).

Strategia

Ma l’affetto verso i colori rossoneri non basta: il Milan dovrà trovare gli argomenti giusti anche dal punto di vista economico e garantire al capitano un progetto tecnico finalmente competitivo, permettendogli di giocare la Coppa dei Campioni e lottare per traguardi ambiziosi anche in Italia. Tutto ciò eviterà l’assalto di club rivali, toglierà qualche perplessità allo stesso Romagnoli e scongiurerà un Donnarumma bis, ovvero un tira e molla rischioso fra un Milan ancora zoppicante, un calciatore in rampa di lancio ed un agente forse stufo di troppi compromessi. Il 2022 è insomma lontano, ma forse non così tanto come sembra.

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