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Analisi

Milan-Donnarumma: tutto verso un’unica direzione

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Gianluigi Donnarumma \ ANSA

MILANO – Donnarumma sì, Donnarumma no. Rinnovo sì, rinnovo no. Il Milan sfoglia la margherita circa il prolungamento di contratto del suo portiere (scadenza 30 giugno 2021), anche se, più che affidarsi al caso, i rossoneri studiano piani e misure per scegliere la soluzione più idonea in una situazione intricata. Le condizioni, ormai è noto, sono tre: rinnovare con Donnarumma accordandosi su cifre e modalità di pagamento che rientrino nelle possibilità del club, cedere subito il calciatore incassando inevitabilmente meno del suo valore, oppure rassegnarsi a perderlo a zero fra un anno, ipotesi da scartare a priori o quasi.

Intento

La volontà delle parti conduce al rinnovo di contratto col Milan. Perché? Innanzitutto perché questa è la priorità dello stesso Donnarumma, legato ai rossoneri e convinto ancora di potersi togliere le soddisfazioni sperate indossando la maglia della sua squadra del cuore. Poi perché Mino Raiola, agente dell’estremo difensore milanista, al momento dell’ultimo prolungamento (luglio 2017) aveva garantito al Milan che mai avrebbe portato via Donnarumma a paramentro zero. Infine perché in un’estate e in un calciomercato anomalo come il prossimo, difficilmente in giro per l’Europa ci saranno a disposizione cifre massicce da spendere.

Strategia

Rinnovare con Donnarumma non sarà però come bere un bicchier d’acqua per il Milan, perché il club dovrà garantire al portiere e al suo procuratore un progetto sportivo importante, basato su fondamenta solide e non solo su chiacchiere, come avvenuto negli ultimi anni; un progetto che porti in Coppa dei Campioni, manifestazione nella quale il portiere non ha potuto ancora giocare nonostante sia un asso nel suo ruolo. L’aspetto economico conterà, ma forse meno del programma tecnico, anche perché Donnarumma è disponibile anche a ridurre il suo stipendio a patto di vincere con il Milan.

Futuro

Cosa ci si deve aspettare dunque dalla strana estate che sta per materializzarsi? In primis un incontro fra le parti, l’illustrazione da parte del Milan di un progetto chiaro e duraturo che si basi su una dirigenza affiatata e in linea con le ambizioni societarie e su un’area tecnica definita e di fiducia. E poi una mediazione fra le richieste di Donnarumma e Raiola e le possibilità del club (forse una clausola sul raggiungimento di qualche obiettivo di squadra), perché venirsi incontro non sarà mai importante come stavolta, stringendo un patto che implicitamente solidifichi il rapporto fra il Milan ed il portiere, ma soprattutto identifichi un progetto societario al momento latitante.

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