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Analisi

Milan: continua la guerra dei tifosi contro Rangnick

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MILANO – Non sappiamo ancora quali risultati potrà ottenere Ralf Rangnick alla guida del Milan, ma possiamo ad oggi già dire che il tedesco verrà ricordato per essere stato l’allenatore più osteggiato, criticato e sbeffeggiato dalla tifoseria milanista ancor prima del suo arrivo, anzi, di più, ancor prima del suo annuncio ufficiale. I dissidi fra Rangnick e il popolo rossonero hanno, come è noto, radici antiche, fondate sulla decisione di Ivan Gazidis di contattare il tecnico scavalcando l’area tecnica e generando frizioni insanabili con Boban prima e con Maldini poi, anche perché all’ex allenatore del Lipsia verrà affidata non solo la panchina ma anche tutta la supervisione della parte sportiva e del calciomercato del Milan.

Contrasti

Da qui, le punzecchiature a distanza fra Rangnick e Maldini, con l’ex capitano che ha sibillinamente affermato che il tedesco non sarebbe il profilo adatto per il Milan, confermando tali parole anche dopo mesi, ed il pubblico quasi in toto schierato dalla parte dell’attuale dirigente, pronto a fare le valigie per lasciar spazio a Rangnick e al suo progetto di lavorare quasi esclusivamente con calciatori giovani, altro pomo della discordia fra i due. E se Gazidis si è allineato del tutto dalla parte del prossimo tecnico rossonero, la tifoseria (in aperta contestazione con l’amministratore delegato sudafricano) ha fatto altrettanto mettendosi al fianco di Maldini.

Conflitti

Lo scontro tra quelle che ormai sono fazioni a tutti gli effetti, prosegue quotidianamente ed è bastata una notizia breve rilasciata da Sky Sport per riaccendere la miccia: l’emittente satellitare ha infatti rilanciato l’indiscrezione secondo cui la Red Bull per liberare Rangnick vorrebbe dal Milan una cifra pari a circa 7/8 milioni di euro. Apriti cielo, in un attimo le pagine social di Sky sono state invase da commenti dei sostenitori milanisti: “E quanto si potrebbe pagare per liberarci già di lui?”, il primo commento. Poi ancora: “Rimanesse in Germania, 8 milioni li investiamo sul mercato“, rilancia un altro. E infine: “6 milioni ad Ibra sono troppi, 8 per portare a casa Rangnick no?”, la chiosa finale di chi spera ancora nella permanenza del fuoriclasse svedese e nel mancato arrivo dell’allenatore teutonico.

Conclusioni

La realtà è che l’accoglienza verso Rangnick è pessima e che soltanto un inizio folgorante del Milan 2020-2021 potrebbe ammorbidire una posizione nei suoi confronti che ad oggi appare netta e difficilmente modificabile. E la colpa, alla fine, non è neanche del tecnico su cui potranno esistere tutti i dubbi del mondo, ma che certamente non può essere giudicato prima ancora di iniziare il suo lavoro. L’errore, semmai, è  della proprietà milanista (come sempre, del resto): un tempo una notizia simile non sarebbe mai uscita dalle mura della sede societaria, col fondo Elliott (e con Gazidis), invece, gli spifferi sono veri e propri cicloni che altro non fanno che aumentare il malcontento della gente e confermare una gestione del club assolutamente discutibile ed in totale opposizione all’idea di grande club che il Milan era e dovrebbe essere ancora oggi.

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