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Analisi

Milan: perché Ibrahimovic non sarà un peso

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MILANO – La conferma di Zlatan Ibrahimovic appare sempre più probabile ed il Milan si prepara ad andare avanti con la sua colonna portante, il suo leader, l’uomo che da gennaio ha rivoltato la squadra rossonera come un calzino. Persino la proprietà, da sempre restia ad accogliere elementi “anziani”, si è piegata alla volontà di Paolo Maldini e di Stefano Pioli che considerano una priorità la presenza di Ibrahimovic in campo e nello spogliatoio, fondamentale nella crescita di un gruppo che da quando è arrivato lo svedese ha cambiato letteralmente pelle.

Dubbi

Eppure, nell’ambiente milanista c’è chi qualche domanda sul fuoriclasse svedese se la pone ancora. Il dubbio, a riguardo, è il seguente: la sua ingombrante presenza può frenare l’ascesa dei suoi colleghi di reparto, Leao in primis? In fondo il portoghese è diventato titolare fisso della panchina con lo sbarco a Milano di Ibrahimovic che si è preso con la forza il posto di centravanti, relegando il giovane lusitano a qualche comparsata con ingressi nei secondi tempi delle partite. E allora il quesito è: se Ibrahimovic continuerà a dominare la scena, gente come Leao quando riuscirà ad emergere definitivamente?

Utilità

La risposta è insita nelle gare del post Covid in cui il Milan ha fatto più punti di tutti, diventando anche l’attacco più prolifico d’Europa. Nei primi mesi in Italia, Leao era un oggetto misterioso, un cavallo impazzito che correva per il campo senza risultare utile per la squadra, poco incline al lavoro di gruppo e per nulla incisivo in zona gol. Dopo l’arrivo di Ibrahimovic, l’apporto del portoghese è notevolmente migliorato e l’ex calciatore del Lille, pur perdendo il posto da titolare a vantaggio dello svedese, ha imparato movimenti e disciplina tattica, oltre alla capacità di colpire sottoporta anche entrando a gara in corso.

Numeri

A parlare, in effetti, sono le cifre: nella prima parte di stagione Leao aveva realizzato appena una rete, dopo l’arrivo di Ibrahimovic ne ha messe a segno 5, fra cui quella che ha capovolto l’incredibile gara contro la Juventus, con l’esperto scandinavo ad impreziosire la situazione grazie ai consigli impartiti al più giovane compagno. A stupire, poi, è stato anche l’atteggiamento di Leao: pur non eccellendo mai per sacrificio, il portoghese è apparso maggiormente coinvolto e meno evanescente, tanto che la conferma di Ibrahimovic non può che essere utile ad un attaccante ancora acerbo ma dalle indubbie qualità.

Conclusioni

Ecco perché il rinnovo di Zlatan Ibrahimovic preme così tanto a Pioli e alla dirigenza milanista, convinti che il prossimo possa essere l’anno del riscatto del Milan, a patto che sia mantenuto lo zoccolo duro che ha portato i rossoneri a vincere 9 delle 12 partite dalla ripresa del campionato. E, considerando anche che la formazione di Pioli tornerà a giocare anche in Europa, Ibrahimovic andrà gestito ed avrà bisogno di rifiatare ogni tanto a fronte dei suoi 39 anni. E se i compagni saranno bravi ed intelligenti a sfruttare l’esperienza del campione scandinavo, potranno godere della sua eredità ed accumulare nel loro bagaglio personale i metodi di lavoro dello svedese perché, come ha rivelato Matteo Gabbia: “Vedere un calciatore di quell’età allenarsi con costanza dopo tutto quello che ha vinto, fa capire a noi giovani come ci si deve comportare”. Ecco, appunto.

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