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Analisi

L’Europa che tifa Milan

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MILANO – Difficile descrivere cosa sia il Milan all’estero senza vederlo coi propri occhi. Ad Amsterdam, per esempio, i colori rossoneri sono venerati da chi ha visto gente come Gullit, Rijkaard e Van Basten far grande il nome dell’Olanda grazie al club rossonero, ritenuto nei Paesi Bassi quello che più come qualità di gioco si è avvicinato al mito del calcio totale in tinte arancioni. Il tour guidato all’interno dell’Amsterdam ArenA prevede una spiegazione dettagliata dell’Ajax di Marco Van Basten a cui la guida aggiunge la frase: “Marco è diventato grande al Milan, la seconda squadra di quasi tutti gli olandesi”.

Mito

Poi, in una calda serata di fine agosto, il Bayern Monaco batte a Lisbona il Paris Saint Germain nella finale di Coppa dei Campioni e si porta a casa per la sesta volta il trofeo, ad un solo successo proprio dal Milan, fermo a quota 7 da ormai tredici anni. Fra i festanti commenti dei tifosi bavaresi sulla pagina Facebook della Uefa Champions League ce n’è uno che colpisce più di altri: “-1 dal Milan, sarebbe bello agganciarvi dopo avervi battuti in finale. Ci mancate”. C’è tutto in questa frase: ambizione, rivalità sportiva e rispetto verso un club leggendario e da troppo tempo finito ai margini del calcio europeo.

Risalita

E i sostenitori del Bayern Monaco non sono gli unici a rammaricarsi per gli stenti del Milan, basti ricordare cosa disse il presidente del Real Madrid pochi anni fa: “Il Milan manca ai vertici del calcio europeo, lo aspettiamo per nuove battaglie insieme”. Un rispetto ed una riconoscenza che poche altre volte il mondo del calcio è riuscito a partorire e che, ad esempio, non c’è verso il Manchester United, caduto in disgrazia sportiva più o meno come i rossoneri, o non c’è stato nei confronti del Liverpool negli anni delle non vittorie del club inglese.

Responsabilità

Attestati di stima che inorgogliscono il popolo milanista ma che devono far riflettere l’attuale proprietà: il nome del Milan è un’icona, una leggenda del calcio, è onorato, omaggiato e riverito ovunque, ed il compito degli attuali padroni del club milanese è quello di fare altrettanto. Ecco perché c’è diffidenza e fastidio nei confronti del fondo Elliott e di Ivan Gazidis: perché il Milan è un totem del calcio e presentarsi con ambizioni ridotte non è consono al blasone di una società che il mondo intero guarda ancora con ammirazione, sognando un giorno di poter giocare di nuovo sfide epiche contro quei colori rossoneri che nessuno ha dimenticato e che, in fondo, tutti rimpiangono.

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