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Analisi

I doppioni che servono al Milan

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Samu Castillejo \ ANSA

MILANO – Il Milan di Stefano Pioli riparte per preparare la stagione 2020-2021, ovvero quella che finalmente dovrebbe riportare i rossoneri a competere con le migliori in Italia raggiungendo una delle prime quattro posizioni in serie A e la qualificazione in Coppa dei Campioni che a Milanello manca ormai dal 2014. La ritrovata unità fra società e dirigenza, il rinnovo di Zlatan Ibrahimovic e l’arrivo di Sandro Tonali (colpaccio dei rossoneri in un calciomercato abulico) confermano gli intenti milanisti per ricostruire qualcosa di importante.

Rosa

L’organico a disposizione di Pioli appare rinforzato e l’obiettivo del tecnico è quello di avere almeno due giocatori per ruolo, come dimostrano gli interessamenti per Brahim Diaz (posizione di Castillejo ed eventualmente di Calhanoglu), le trattative per Tonali e Bakayoko (alternativi alla coppia titolare di centrocampisti centrali Bennacer-Kessie) e le richieste dell’allenatore per avere quattro terzini sullo stesso livello, alternandoli a seconda delle gare da disputare, senza incappare nelle difficoltà dell’anno scorso quando in caso di assenze la squadra perdeva gran parte delle sue certezze.

Necessità

Del resto, le invocazioni di Pioli non arrivano a caso e non soltanto per avere una rosa numericamente e qualitativamente più consistente, ma anche per riuscire a gestire il doppio impegno (triplo considerando la Coppa Italia) campionato e Coppa Uefa, senza dover forzatamente scegliere una priorità. Il Milan, infatti, desidera onorare l’Europa sia per motivi economici, sia per un ritorno al blasone continentale ormai impolverato, sia per raggiungere qualche risultato sportivo che ai rossoneri sfugge da troppo tempo. Ecco perché avere a disposizione un organico con titolari e sostituti all’altezza non potrà che rendere più tranquillo un allenatore chiamato come la squadra a confermare quanto di buono prodotto negli ultimi mesi.

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