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Analisi

Nuovo Milan, Gazidis approva

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MILANO – Che al Milan da qualche tempo si respiri aria nuova è ormai assodato e lo splendido finale di campionato della squadra di Pioli non ha portato né quarto né quinto posto, ma ha rinforzato l’idea che se i rossoneri rimarranno mentalmente gli stessi della seconda parte di stagione, forse il prossimo sarà davvero l’anno della riscossa. La conferma del tecnico e dei dirigenti (Maldini in primis), nonché un sensibile passo indietro della proprietà (e di Gazidis) circa la filosofia dei giovani dapprima imposta e poi riveduta dal club, sembrano proprio andare nella direzione di una società pronta finalmente ad unirsi e riorganizzarsi per un riscatto atteso ormai da quasi dieci anni.

Taglio

Mentre l’Italia discute sul referendum che potrebbe tagliare il numero dei parlamentari, al Milan si parla dell’imminente taglio del monte ingaggi che ridurrà i costi e permetterà alle casse societarie di respirare. E se Ibrahimovic è l’eccezione, la regola dice che chi è avanti con l’età ed ha magari il contratto in scadenza non verrà confermato; di seguito, dunque, i mancati rinnovi di Lucas Biglia e Giacomo Bonaventura, quest’ultimo rimpianto dalla gente e che in rossonero sarebbe rimasto volentieri; ma, come detto, l’unico ad avere tale privilegio è Zlatan Ibrahimovic, gli altri vengono tagliati e seguono il destino di un anno fa dei vari Abate, Bertolacci e Montolivo.

Filosofia

Una politica che ha visto anche la partenza di Ricardo Rodriguez verso il Torino e di Pepe Reina alla Lazio, altre uscite ritenute necessarie e che hanno notevolmente abbattuto i costi della società. E a sorridere è Ivan Gazidis, da sempre fautore della linea verde nel calcio, ma che al Milan si sta adattando alla costruzione di un organico che comprenda anche elementi più esperti. E allora amministratore delegato e dirigenza sono arrivati ad un compromesso: va bene Ibrahimovic, va bene trattare il ritorno di Bakayoko, ma il resto dei “lussi” via senza troppe storie. Una linea comune che, almeno al momento, sembra aver messo d’accordo due poli che fino a qualche mese fa apparivano agli opposti.

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