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Analisi

Milan: il tassello mancante di Castillejo

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Samu Castillejo \ ANSA

MILANO – Nel Milan di Stefano Pioli, dopo un avvio in sordina, ha scalato diverse posizioni fino a diventare un titolare quasi fisso della squadra. Parliamo di Samu Castillejo, attaccante esterno dei rossoneri, apprezzato per sacrificio, corsa e doti tattiche dal tecnico rossonero che nel 4-2-3-1 scelto da Pioli a partire dalla seconda metà della stagione scorsa, Castillejo si è ritagliato un posto al sole sulla trequarti destra accanto a Calhanoglu e a Rebic, per rifornire Zlatan Ibrahimovic. Per lo spagnolo ex Villarreal, Pioli ha sempre speso parole di elogio, anche se fra i tifosi qualche pensiero e dubbio permane.

Anemia 

L’impressione, infatti, è che per essere un attaccante esterno, Castillejo segni troppo poco. Va bene il sacrificio, va bene la qualità podistica, il senso tattico e le caratteristiche, ma l’istinto sottoporta del calciatore iberico è vicino allo zero. Anche in Spagna i gol erano pochi (uno nell’anno a Malaga, 9 nelle tre stagioni al Villarreal), così come a Milano dove sinora ha realizzato 6 reti in due anni, presentandosi spesso davanti alla porta avversaria e sbagliando quasi sempre la conclusione finale, chiaro segno di un istinto killer tutt’altro che spiccato.

Numeri

E’ vero che in un calciatore che fa della corsa la caratteristica predominante le possibilità di arrivare poco lucido al tiro sono molto alte, ma quest’anno da Castillejo il Milan si aspetta anche qualche gol in più, un elemento fondamentale nel percorso personale di crescita dello spagnolo. Basti confrontare i dati dei suoi colleghi di reparto in serie A: nelle ultime stagioni hanno segnato di più sia Suso proprio in rossonero, sia Callejon a Napoli, per non parlare di Chiesa che è poi il sogno proibito proprio del Milan, a dimostrazione che, oltre all’età, la dirigenza rossonera ha bisogno di un giocatore in grado di fare qualche gol in più.

Maturazione

Castillejo non possiede un talento purissimo, è ormai chiaro, ma ha certamente qualità migliori di quanto finora abbia mostrato, soprattutto davanti alla porta. La sua crescita dovrà passare per una maggior continuità nell’arco della stagione, per una gestione più lucida delle energie e, soprattutto, per un aumento della produttività realizzativa, anche perché Calhanoglu viaggia su ritmi che possono portarlo a raggiungere la doppia cifra e Rebic 10 gol li ha già segnati l’anno scorso. Per rendersi ancora più utile, dunque, a Castillejo si chiede qualche segnatura in più, chiudere il campionato con 7-8 reti a cui aggiungerne un paio in Europa e Coppa Italia, numeri che lo spagnolo almeno in potenza sembra possedere.

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