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Milan: in Europa col brivido, ma così non si va avanti

Fabrizio Tomasello

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DONNARUMMA – Letteralmente fulminato da Giraldes nella prima conclusione verso la sua porta. È costretto ad inchinarsi a raccogliere il cuoio in fondo al sacco anche ad inizio ripresa. E anche stavolta senza alcuna colpa. Ha l’occasione per riscattarsi nella classica lotteria dei calci di rigore e, dopo aver sbagliato il suo penalty, diventa il salvatore della patria e porta la squadra in Europa League parando l’ultimo rigore di Aderlan. 6,5 

CALABRIA – Tenta di proporsi in avanti ma, complice il vento, sparacchia all’aria due o tre lanci lunghi per i compagni. Nella ripresa anche lui beneficia della sferzata di aria nuova portata da Brahim Diaz e dello spostamento di Saelemaekers sul suo binario di destra. Bella la giocata al 55’ con cross teso e preciso sul quale Maldini arriva con un attimo di ritardo. Poi anche Calabria si lascia irretire dalla manovra biancoverde e cala alla distanza. Freddo nell’esecuzione del rigore. 5,5 

KJAER – Solido ed efficace come al solito nel presidiare l’area di rigore davanti a Donnarumma. Colpevole, e parecchio, in occasione del gol regalato ai portoghesi dopo 20 secondi dall’inizio dei supplementari. Si redime parzialmente calciando ben due rigori e segnandoli entrambi. Simon piede freddo. 6 

GABBIA – La sciocchezza commessa dal giovane centrale rossonero in coppia con Saelemaekers al 39’ potrebbe costare molto cara al Milan, ma ci pensa Kiaer a spazzare via il pericolo. Perde Tarantini al 57’ su azione da calcio d’angolo, per fortuna del Milan il difensore avversario colpisce di testa a lato. Mai sicuro e decisivo, urge in fretta un acquisto di spessore lì in mezzo. 4,5 

HERNANDEZ – La conclusione scagliata al 25’ verso la porta avversaria si infrange sulle caviglie di Saelemaekers. Anche il franco-spagnolo sembra vittima del sortilegio portoghese, spinge poco, dietro commette qualche leggerezza e si rivela oltremodo impreciso nel cross e nei passaggi. Imperdonabile l’errore nel controllo al 53’ ormai lanciato solo di fronte al portiere avversario. Stranamente nervoso, litiga con tutti, rimedia perfino un giallo. Almeno segna dal dischetto nel concitato finale. 5 

KESSIÈ – A Vila do Conde perfino il Presidente dello spogliatoio rossonero appare timido e fin troppo riservato. Nella ripresa alza leggermente il volume del suo gioco, ma anche lui si fa prendere d’infilata dai portoghesi in occasione del pareggio di Geraldes. È suo il tocco maldestro che prende d’infilata tutti i dormienti compagni di squadra e si trasforma nell’assist vincente per il vantaggio portoghese. Esce con un ginocchio dolorante. 5 

BENNACER – Molto più pronto, reattivo e attento nel lavoro di interdizione rispetto alle precedenti uscite (non che ci volesse molto…). Nel primo tempo è uno dei pochi a meritare la sufficienza, nella ripresa attiva la calamita di palloni che ha negli scarpini e diventa dominante. Nel finale Ismail inventa una giocata elegante ed efficace sulla linea di fondo che però nessuno dei suoi compagni riesce a toccare in fondo al sacco. Ottima la punizione dal limite in chiusura di primo tempo supplementare con cui costringe il portiere avversario ad una spettacolare parata. Nel grigiore generale è l’unico a farsi apprezzare. Un rigore segnato e uno sbagliato nella folle lotteria finale. 6 

CASTILLEJO – Impreciso e poco brillante, si lamenta per i pochi palloni che gli arrivano, va a prenderseli in difesa ma fa solo tanta confusione. Potrebbe sembrare ingeneroso infierire contro di lui visto che nel primo tempo è difficile trovare rossoneri sufficienti, ma la prestazione di Samu è da record: sbaglia tutto quello gli passa tra i piedi e Pioli nella ripresa lo lascia negli spogliatoi. 4

CALHANOGLU – Anche la luce rossonera in riva all’oceano pare più fioca. Malgrado la non brillantissima giornata, ad inizio ripresa rischia di segnare il quarto gol in tre partite di Europa League con una bella una punizione dal limite. Ci riprova con una conclusione acrobatica al minuto 84’ ma ancora una volta un avversario riesce a deviarla in angolo. Segna il pesantissimo penalty che regala al Milan la conclusione ai rigori. 6 

SAELEMAEKERS – Sembra sempre troppo leggerino per reggere il confronto fisico con gli avversari però è il milanista più frizzante, sempre pronto a farsi vedere e a tentare la giocata. Purtroppo nel primo tempo predica nel deserto. E allora nella ripresa il giovane belga si mette in proprio e spedisce un destro tagliente in fondo al sacco regalando il vantaggio al Milan. Si spegne alla distanza, come tutti i suoi compagni. 6

MALDINI – Vederlo correre in campo fa quasi impressione vista la falcata e le identiche movenze di papà Paolo. Però la fascinazione si esaurisce in fretta e l’acerbo Daniel non ne combina una giusta: subisce tutti i contrasti, poco preciso anche negli appoggi semplici. Ad inizio ripresa ruba subito un bel pallone che senza il fallaccio da giallo di Aderlan si sarebbe potuto trasformare in gol. Una parziale redenzione. Al 66’ lascia il posto a Leao senza alcun rimpianto. 5 

BRAHIM DIAZ – Scegliendo di gettarlo nella mischia dal primo minuto della ripresa, Pioli lo elegge come salvatore della patria. È il malagueno ripaga la fiducia del tecnico con la giocata decisiva da cui nasce l’angolo che porta al vantaggio di Saelemaekers. È purtroppo solo una scintilla che si spegne immediatamente. Freddo nell’esecuzione dagli 11 metri. 6

LEAO – Entra al posto di Maldini e fa subito una mandrakata, costringendo al giallo il capitano avversario Tarantini. Purtroppo per il Milan si ferma praticamente lì, anzi da quel momento in poi sembra tornare a un anno fa, all’indolente e caotico Leao dell’inizio della scorsa stagione. Almeno segna dal dischetto. 5

COLOMBO – Entra quando ormai i buoi sono scappati, fa a sportellate con i difensori locali senza mai riuscire a trovare il pallone giusto. Fino al minuto 119’ quando spizza di testa un pallone che lo sciagurato Borevkovic decide di spazzare via in bagher regalando il rigore del pareggio al Milan. Giocata decisiva per il baby classe 2002. Rovinata purtroppo dal rigore decisivo sbagliato alla fine. 6

TONALI – L’ingresso dell’ex bresciano è positivo, offre quel minimo di brio che la manovra del Milan sembra aver del tutto smarrito. Purtroppo non è sufficiente. Implacabile dal dischetto nella lotteria finale. 6

PIOLI – Punta forte sulla scommessa Maldini dal primo minuto, malgrado l’altro baby Colombo avesse ripagato Pioli con moneta sonante nel precedente turno contro i norvegesi del Bodoe Glimt. La scelta alla fine si rivela deleteria, purtroppo non l’unica della serata. Non è però certo solo colpa di Daniel se il Milan gioca un primo tempo indecifrabile, fiacco, impreciso, distratto. Nella ripresa l’innesto di Brahim Diaz cambia l’inerzia del match e arriva anche il vantaggio rossonero, poi il pareggio di Geraldes innesca la nuova metamorfosi milanista, in negativo. La sconfitta sembra ineluttabile almeno 4 volte ed è solo grazie alla fondamentale benedizione della Dea Fortuna che la squadra di Pioli va avanti alla fase ai gironi. Il tecnico ora deve riflettere in maniera approfondita su quanto accaduto in Portogallo perchè senza una sterzata forte non si va da nessuna parte. E le provviste di buona sorte in dote a Milanello per la stagione sono già state tutte utilizzate a Vila do Conte. 5

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