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Analisi

Milan: la ricetta vincente dell’uomo normale

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MILANO – E sono 4, come disse Bruno Pizzul dopo la quarta rete di Marcel Desailly nella finale di Atene del 1994 in cui il Milan disintegrò il Barcellona. Certo, i livelli non sono quelli di allora, però il nuovo Milan sta convincendo anche i più scettici, è imbattuto dallo scorso marzo ed è saldamente in testa alla classifica di serie A con 12 punti, frutto di 4 vittorie in altrettante partite di campionato. Dire che i rossoneri lotteranno per lo scudetto è ancora abbastanza azzardato, ma l’impressione è che mai come stavolta la formazione milanista abbia tutte le carte in regola per giocarsela con le rivali, almeno per il quarto posto.

Meriti

La copertina se la prende naturalmente Zlatan Ibrahimovic che con 4 reti in 2 partite è il leader incontrastato del gruppo, nonché l’uomo che ha radicalmente cambiato pelle allo spogliatoio, inculcando la sua eterna mentalità vincente e cultura del lavoro anche in quei compagni che se valevano 6 rendevano 3 e che oggi invece si dimostrano addirittura migliori delle loro stesse potenzialità, primo fra tutti Davide Calabria. Ma attenzione a non sottovalutare il valore di Stefano Pioli che si sta dimostrando competitivo nonostante un curriculum ed un’accoglienza tutt’altro che esaltanti.

Bravura

Il tecnico emiliano, chiamato lo scorso ottobre a rimediare ai disastri perpetrati da Giampaolo e giunto a Milanello solo perché era naufragata la trattativa con Luciano Spalletti, è partito in sordina e fino alla sospensione del campionato a marzo sembrava diretto a tornarsene a casa in estate. Dalla ripresa, invece, il suo Milan è improvvisamente sbocciato, certamente per merito del carisma di Ibrahimovic ma anche del lavoro di Pioli, capace di unire un gruppo demotivato e fragile, diventando improvvisamente un solido condottiero dopo i tanti dubbi che lo avevano accompagnato anche al termine delle sue avventure alla Lazio e alla Fiorentina.

Capacità

Pioli ha sinora avuto il merito di capire di non trovarsi nel miglior Milan della storia, non ha gettato inutili responsabilità su una squadra caratterialmente debole ed ha iniziato a tessere una tela che in estate ha dato i suoi frutti; l’allenatore ed Ibrahimovic hanno inquadrato gli altri, lo svedese li ha spronati sul campo, Pioli ha ritagliato un modulo tattico preciso chiedendo ai suoi calciatori di imparare a memoria un semplice spartito che ora però suonano alla perfezione, tutti sanno ciò che devono fare e lo fanno sfruttando il 100% delle possibilità a propria disposizione.

Salto di qualità

Di conseguenza, ecco i successi contro Juventus, Lazio e Roma lo scorso anno e quello nel derby sabato scorso. Dove arriverà il Milan è ancora presto per poterlo dire, ciò che appare evidente è che i rossoneri siano oggi una squadra vera, unita e compatta, sfrontata contro qualsiasi avversario ed il cui timoniere è Stefano Pioli, l’uomo umile che a Milano hanno accolto nell’indifferenza generale e che ora è il primo allenatore a vincere le prime 4 partite di campionato da 25 anni a questa parte, nonostante tutti sappiano di non trovarsi di fronte al miglior tecnico del mondo, senza però che diventi un personaggio, uno di quelli che dice “il mio calcio“, frasi ad effetto che poi non portano punti. Ecco, al di là di come finirà, Pioli ha sinora parlato poco e prodotto fatti e il Milan si gode lui e questa inaspettata vetta della classifica.

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