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Analisi

Il Milan e i gol su palle inattive: Pioli a caccia della soluzione

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MILANO – Nonostante la positività al coronavirus, il lavoro di Stefano Pioli va avanti e l’attività fra il tecnico del Milan e i suoi collaboratori Murelli (anch’egli contagiato dal Covid), Bonera e Lucarelli è più frenetica che mai. I rossoneri sono in testa alla classifica di serie A e vogliono proseguire un percorso che possa riportare la squadra ai vertici del calcio italiano dopo anni mediocri e privi di soddisfazioni, ma per riuscirci è necessario che Pioli corregga alcuni dei difetti che il Milan ha evidenziato nelle prime uscite di questa stagione.

Difesa

In particolar modo, a destare le maggiori preoccupazioni è il dato relativo ai gol incassati da Donnarumma e compagni, e nello specifico a quelli incassati da palla inattiva, una sorta di tallone d’Achille che il Milan si porta indietro incredibilmente fin dai tempi di Ancelotti. Un problema dunque atavico che i rossoneri sembrano proprio non riuscire ad aggiustare, come del resto hanno dimostrato le partite contro Roma (2 reti su 3 subìte da calcio piazzato), Lille e Verona, gara quest’ultima in cui anche Donnarumma ha palesato il suo risentimento nei confronti di una retroguardia poco attenta sulle palle da fermo.

Rimedi

E così Pioli sta studiando le contromisure da prendere nelle prossime gare per diminuire il numero di gol incassati e, soprattutto, limitare gli attacchi avversari da palle inattive. Il problema della difesa milanista non appare né tattico (difendere a zona o a uomo, tanto per specificare) e né fisico (la stazza dei calciatori rossonera appare adeguata per contrasti aerei e corpo a corpo), quanto mentale, motivo per cui l’allenatore rossonero lavorerà sull’aspetto psicologico e sull’attenzione dei suoi giocatori, chiamati ad essere più concentrati in talune circostanze per evitare di compromettere partite indirizzate sui giusti binari, perché forse, con maggior testa sulle palle da fermo, i pareggi contro Roma e Verona avrebbero potuto portare altri 4 punti al Milan. A conti fatti, assolutamente non poco.

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