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Analisi

Perché questo è un altro Milan

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MILANO – Basterebbe forse snocciolare i numeri per celebrare l’ennesima impresa di questo Milan che sbanca pure Napoli e resta al comando della classifica dopo 8 giornate di campionato, poche per parlare di scudetto, abbastanza per capire che questa squadra è fatta della pasta giusta, è ben amalgamata, ha entusiasmo e voglia di vincere, cresce partita dopo partita e sembra adattarsi a qualsiasi tipo di gara, sa soffrire quando c’è da stringere i denti, sa colpire quando può aggredire avversario e incontro. Merito di Pioli, merito di Ibrahimovic, non c’è dubbio, ma merito di un gruppo intero che si è messo a remare dalla parte giusta partendo dalla società, proseguendo con la dirigenza e finendo con allenatore e giocatori.

Confronti

Paragonare questo Milan, ad esempio, a quelli recenti sembra una barzelletta, eppure molti dei protagonisti sono gli stessi. Prima non c’era Ibrahimovic, è vero, e la mentalità dello svedese ha rivoltato lo spogliatoio come un calzino, ma il fuoriclasse scandinavo non può da solo aver rivoluzionato gli atteggiamenti di una squadra che solo un anno fa non avrebbe mai vinto partite come quella di Napoli, come il derby di un mese fa e probabilmente avrebbe perso contro il Verona e rischiato grosso pure a Udine. E invece il nuovo Milan infila risultati utili a raffica, fondato su basi solidissime come Donnarumma in porta, come una difesa rocciosa ed attenta, una diga di centrocampo invalicabile ed un attacco sontuoso ed efficace.

Obiettivi

Forse il difficile arriva adesso, perché forse ora i rossoneri vengono visti diversamente rispetto ad inizio campionato quando i risultati sembravano un breve fuoco di paglia pronto ad esaurirsi. Eppure, anche prima di Inter-Milan si dava per scontata la caduta milanista, così come alla vigilia di Napoli-Milan c’era una velata idea che l’imbattibilità della compagine di Pioli venisse spazzata via dal grande ex Gattuso, per la rosa dei partenopei e perché, in fondo, questo exploit rossonero prima o poi doveva esaurirsi. Questo momento, invece, non sembra ancora essere arrivato, il Milan ci crede partita dopo partita, getta acqua sul fuoco alla parola scudetto, ma intanto resta lì a guardare tutti dall’alto e a mettere fieno in cascina per il vero traguardo stagionale, quel quarto posto che forse stavolta è realmente alla portata dei rossoneri.

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