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Analisi

Milan: ecco come l’assenza di Ibrahimovic potrà pesare meno

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Milan, ovazione per il ritorno a San Siro di Ibrahimovic

MILANO – Nel Milan capolista in serie A grandissimi meriti vanno senza dubbio a Zlatan Ibrahimovic, capocannoniere del campionato con 10 reti in 6 partite giocate ed il ruolo di leader e motivatore assoluto del gruppo rossonero, imbattuto da marzo in Italia e primo in classifica nonostante un organico giovane ed inesperto, eccezion fatta per il fuoriclasse svedese che lo scorso 3 ottobre ha spento la bellezza di 39 candeline. L’infortunio muscolare rimediato nella trionfale trasferta di Napoli, però, costringerà Pioli a fare a meno del suo simbolo per qualche settimana, facendo riemergere qualche perplessità circa il funzionamento della macchina milanista senza il suo ingranaggio simbolo.

Risorse

Una leva che il tecnico rossonero dovrà toccare sarà senza ombra di dubbio quella dell’orgoglio nei confronti dei suoi calciatori perché, da quando è tornato,  sembra quasi che Ibrahimovic abbia posato le sue mani sulla testa dei compagni come un santone, infondendo loro magicamente la sapienza del gioco del calcio, la personalità ed il carattere. Ibrahimovic ha senz’altro agevolato la crescita dello spogliatoio del Milan, ma gli altri giocatori hanno messo anche le proprie qualità a disposizione della squadra, sudando, sacrificandosi e mettendo in pratica gli insegnamenti del campione scandinavo e di Pioli, dimostrandosi anche loro all’altezza di una maglia pesante come quella rossonera.

Orgoglio

Dimostrate di saper vincere anche senza di lui“, potrebbe in sostanza dire Pioli al suo gruppo in vista delle gare da disputare in assenza di Ibrahimovic, fermato dalla lesione muscolare che lo terrà lontano dai campi per circa tre settimane. Un modo per stimolare e responsabilizzare una squadra che giova sì dell’apporto straordinario del suo campione, ma che vuole cominciare anche a far vedere di saper camminare pure con le proprie gambe, vincendo altre partite e mostrando all’ambiente che i semi stanno germogliando e che quando a dicembre inoltrato Ibrahimovic sarà nuovamente a disposizione potrà ritrovare la sua squadra ancora al vertice e con qualche attestato in più nel percorso di crescita da poco iniziato.

Tattica

Dal punto di vista prettamente calcistico, invece, Pioli è chiamato a fare di necessità virtù poiché se il Milan ha un ruolo parzialmente scoperto è proprio quello di un vero e proprio sostituto di Ibrahimovic, non reperito nel mercato estivo e che potrebbe tornare di moda a gennaio. Al momento, senza Leao, anch’egli infortunato, le opzioni sono l’acerbo Colombo (ruolo naturale di centravanti ma ancora con limitata esperienza) o l’adattamento al ruolo di prima punta di Ante Rebic con inserimento sulla trequarti di uno fra Brahim Diaz, Castillejo o Hauge. Questioni che Pioli dovrà dirimere in fretta perché coppa e campionato incombono e perché il Milan, con o senza Ibrahimovic, vuole proseguire un cammino che va avanti sulle ali di un finalmente ritrovato e contagioso entusiasmo.

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