Entra in contatto con noi

Pagelle

Milan ai sedicesimi in rimonta: 4 rossoneri in copertina

Fabrizio Tomasello

Pubblicato

il

DONNARUMMA – Contava di passare una seratina tranquilla, invece nel primo quarto d’ora è già costretto, incolpevole, a raccogliere ben due volte il pallone in fondo al sacco. E in mezzo trova il modo anche di sfoderare una specie di miracolo. Con un paio di urlacci adeguati contribuisce a scuotere i compagni dopo il terrificante uno-due e finalmente la sua partita diventa più tranquilla. Al 73’ però vola a togliere dall’incrocio dei pali una punizione di Christie, salvando il Milan e confermandosi uno dei portieri più forti al mondo. Imperativo blindarlo. A lungo. 8

DALOT – Esageratamente timido, eppure con quella struttura fisica potrebbe spaccare il mondo. Spinge poco, ma soprattutto non va mai oltre la trequarti. E quando ci arriva la passa sempre indietro. In difesa limita i danni. 6

KJAER – La più brutta notizia di giornata è l’infortunio occorso al gigante danese, monumento della difesa milanista in questo straordinario 2020. s.v.

GABBIA – Si fa trovare impreparato dal cambio di partner e di posizione causato dall’infortunio di Kjaer. Poi si assesta accanto al nuovo compagno di reparto. Nel duello che si sviluppa al 67’ con il possibile antagonista Ajer, si lascia battere dal norvegese che costringe poi Romagnoli ad una grande chiusura. 6

HERNANDEZ – L’assist per il gol del pareggio di Castillejo è il suo ma dietro soffre un po’ troppo Frimpong che lo salta spesso e volentieri. Decisamente più bello da vedere quando innesca il turbo e parte come un treno: l’azione al 67’ è la fotocopia di quella che ha portato al rosso di Bakayoko, stavolta a pagare dazio con l’ammonizione è Roglic. 6,5

KESSIÈ – L’erroraccio commesso da Krunic in avvio di partita e il conseguente down emotivo del bosniaco, mette in ambasce il Presidente, costretto a preoccuparsi non solo dei propri compiti ma anche di quelli del collega di reparto. Nella ripresa, con il rassicurante ingresso in campo di Tonali, la prestazione di Kessiè si eleva sia in fase di copertura che di impostazione. Esce dopo un’ora di gioco per far spazio a Bennacer. 6,5

KRUNIC – Perde il pallone sanguinoso che consente a Rogic di portare in vantaggio il Celtic. Adesso forse si inizia a capire il perchè Pioli preferisca farlo giocare sulla trequarti: più è lontano da Gigio e più tranquilli siamo tutti. Il resto della sua partita, limitata al primo tempo, è un disperato tentativo di sparire dalla faccia della terra. Spiace infierire, ma al di là dell’erroraccio tecnico dell’ex Empoli, è la sua non reazione a causare il voto bassissimo. 4

CASTILLEJO – Subito una bella giocata in combinazione con Calhanoglu che fa da antipasto al gol del pareggio rossonero al 26’ che lo spagnolo realizza dopo una bella azione corale sulla sinistra. Nei successivi 5 minuti ha almeno altre due opportunità per segnare ancora, ma non è un bomber e si vede. Apprezzabile comunque l’impegno e la presenza costante in area di rigore. E a completare una prestazione molto positiva, anche il costante supporto difensivo ad un Dalot fin troppo timido. 7

CALHANOGLU – Sbaglia un facile appoggio su Hauge lanciato a rete al 17’, ma subito dopo ha il merito fondamentale di sbloccare il Milan incartato di inizio partita con un gran gol su punizione al 23’. Cerca la chicca alla mezz’ora da calcio d’angolo, ma la sua conclusione ad effetto si ferma contro la traversa. Il cambio gioco da 40 metri allo scadere del primo tempo è da applausi, così come diverse altre giocate sparse qui e là nel corso dei primi 60’. Poi esce in previsione della delicatissima sfida con la Samp di domenica sera in campionato. 7,5

HAUGE – Dimostra subito di essere pronto a scrollarsi di dosso le scorie che la non brillantissima prestazione in terra di Francia ha lasciato. Quindi tanto impegno profuso fin dal primo minuto e una partecipazione attivissima alla rimonta rossonera. Generosissimo anche in copertura, bravo a neutralizzare un paio di offensive nemiche. Nel secondo tempo decide di mettere la propria firma su questo match e lo fa da grande campione: prima ci concede una specie di capolavoro quando parte in mezzo ad un nugolo di difensori avversari, li salta tutti in blocco e la piazza di giustezza nell’angolo opposto; poi la giocata sontuosa con cui serve l’assist decisivo per il quarto gol milanista. Due giocate da fenomeno. Serve altro? 8,5

REBIC – Impreciso nei controlli di palla e anche conseguentemente nervoso, prima di tutto con se stesso, per il momento difficile vissuto. Prova a scuotersi al 22’ quando conquista una succulenta punizione dal limite che Calhanoglu trasforma e rimette in partita il Milan. Ha una incontenibile voglia di segnare ma l’eccessiva frenesia diventa spesso un limite. Esce incupito, ma la stagione è ancora lunga. 5,5

ROMAGNOLI – Entra senza riscaldamento per sostituire l’infortunato Kjaer e si trova catapultato in una specie di incubo: la difesa solidissima degli ultimi mesi presa letteralmente a pallate dal Celtic. E infatti nemmeno il tempo di sistemarsi in campo e arriva il raddoppio scozzese, causato da una gigantesca indecisione collettiva del Milan. Si riprende subito e al 19’ fronteggia bene Frimpong lanciato pericolosamente a rete. Ottima anche la chiusura al 65’ su un Laxalt minaccioso, ancora più decisivo dopo un paio di minuti quando spazza su un cross radente di Ajer. Nel complesso una buona prestazione. 

TONALI – Pioli voleva risparmiarlo in vista del prossimo match di campionato con la Samp, ma il crollo tecnico ed emotivo di Krunic costringe il tecnico emiliano a rivedere i suoi piani ad inizio ripresa. Gioca con attenzione e prova anche la conclusione verso la porta avversaria. 6,5

BRAHIM DIAZ – Sbatte un paio di volte contro i colossi scozzesi, ma quando gli arriva la palla giusta, gentilmente offerta dal coetaneo Hauge, non si tira indietro, sfodera uno scavetto elegante e trafigge il portiere del Celtic per la quarta volta.

BENNACER – È reduce da un problema muscolare e quindi gioca semplice, senza strafare. Per stasera basta e avanza.

COLOMBO –  s.v. 

PIOLI – L’ingresso in campo di Stefano Pioli è quello di una persona felice, al ritorno in campo dopo l’assenza forzata causa Covid. L’uscita invece è quella di un tecnico entusiasta dei propri ragazzi. Incassa un doloroso uno-due all’inizio del match, ma il Milan di oggi è una squadra che non si arrende, conosce le proprie qualità e si fa valere sempre. La quaterna con cui regola il Celtic è lì a certificare tutto questo. 6,5

Clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *