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Analisi

Milan: due sberle allo scetticismo

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MILANO – Il Milan esce dall’insidiosa trasferta di Reggio Emilia con una prova di forza che scuote il campionato e mantiene i rossoneri al comando della classifica. Un successo che vale oro per la compagine di Pioli che ha sfidato il Sassuolo con un mucchio di assenze (Ibrahimovic, Kjaer, Bennacer, Gabbia e per ultimo pure Rebic) e i due pareggi contro Parma e Genoa sul groppone, nonché col fiato dell’Inter sul collo ed i nerazzurri che pregustavano già il sorpasso. E invece il Milan ha mostrato ciò che è diventato, ovvero una grande squadra, un gruppo che si unisce nelle difficoltà, gioca a memoria e, soprattutto, vince.

Fiducia

L’autostima milanista nasce dallo stellare primo tempo in cui Leao e Calhanoglu hanno fatto a pezzi la difesa emiliana che poteva chiudere la prima frazione con almeno 4 gol al passivo, merito di un Milan tonico, solido, frizzante e finalmente aggressivo sin dall’avvio, come dimostra il gol record di Leao in 6 secondi e 76, primato assoluto in Europa. A differenza delle sfide contro Genoa e Parma, infatti, i rossoneri sono partiti all’attacco e non hanno dovuto impostare l’ennesima rimonta, comandando il gioco per almeno 70 minuti. Vincere a Reggio Emilia non era facile, considerando tutti i fattori, e il successo restituisce al Milan estrema serenità.

Motivazioni

Anche perché, alla vigilia della gara col Sassuolo sembrava essersi celebrato il de profundis rossonero: Ibrahimovic ko fino al 2021, le altre assenze, l’arrembante Inter che premeva e quei due pareggi che avevano riportato Pioli e compagni sulla terra, pronti a ridimensionarsi dopo l’exploit iniziale, nonostante le 8 vittorie e 3 pareggi in 11 partite. E invece ecco la risposta da grande, la vittoria su un campo difficile e contro un avversario che è stato domato e sottomesso dalla capolista della serie A, a dimostrazione che il Milan è una squadra cinica, cattiva e con mentalità da grande; per il sorpasso ripassare la prossima volta.

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