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Infinito Milan: Lazio KO grazie ai soliti 2 fuoriclasse rossoneri

Fabrizio Tomasello

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DONNARUMMA – Fa gelare il sangue a tutto il popolo rossonero quando nel primo tempo si accascia a terra. Per fortuna sia rialza subito, in tempo per sfoggiare il consueto miracolo di giornata, il rigore parato a Immobile al 27’. Purtroppo per Gigio nessuno dei suoi compagni si preoccupa di anticipare Luis Alberto che sulla ribattuta segna il primo gol biancoceleste. Bravo a togliere dalla porta un corner ben calciato da Luis Alberto in chiusura di primo tempo. Assiste incolpevole all’invenzione di Immobile che lo castiga per il 2-2. 6,5 

CALABRIA – Marusic è una scheggia e Davide è costretto a prendergli la targa dopo 11 minuti di gioco. Per fortuna il tiro del laziale scivola via sul fondo. Da quel momento ingaggia una battaglia furiosa con il rivale laziale da cui di certo il terzino rossonero non esce sconfitto. 6,5 

KALULU – In versione Franco Baresi ruba palla al 5’ e scavalla fino al limite dell’area avversaria, di fatto creando da solo la prima occasione da gol del Milan. Sfortunato (nemmeno sta guardando Correa) in occasione del tocco sul tallone del laziale da cui nasce il rigore biancoceleste. Fenomenale addirittura nel salvataggio di testa al 29’ grazie al quale toglie all’avversario un pallone solo da buttare in rete. Grave però la mancata copertura su Immobile che pareggia al 58’. Questa sua prestazione conferma la sensazione di avere a che fare con un giocatore tecnicamente dotatissimo e di grande personalità, a cui però ancora manca la necessaria esperienza per risultare decisivo in campo. 6 

ROMAGNOLI – Ogni pallone che spiove in area è suo: svetta di testa con autorevolezza e spazza via dalla sua area ogni pallone. Sfortunato all’alba della ripresa quando un cross violento di Calhanoglu sibila qualche centimetro oltre la testa del capitano protesa verso la porta avversaria. Sarebbe stato gol certo. Bravo al 49’ ad anticipare Muriqi a pochi passi dalla porta di Donnarumma, sfoggia tempismo e senso dell’anticipo in una chiusura decisiva a metà campo su Muriqi con la squadra rossonera tutta sbilanciata in avanti. 7 

HERNANDEZ – Nel primo tempo resta sulla difensiva, costretto dall’irruenza di Lazzari e dalla forza fisica di Milinkovic Savic a coprire la propria area di rigore. Nella ripresa si scrolla dal torpore ed inizia a scavallare. A 10 minuti dalla fine la svolta del match: prima rimedia un giallo che gli vale la squalifica per il prossimo match con il Benevento, ma che nello stesso tempo gli ripulisce la fedina in vista della successiva gara con la Juve; poi la serie di giocate da standing ovation con cui porta alla vittoria il Milan. Strepitosa la cavalcata al minuto 86 che mette Rebic solo davanti a Reina (occasione purtroppo sprecata dal croato), imperiale la zuccata vincente nel recupero che regala i 3 punti al Milan. 8 

TONALI – Il suo compito oggi è quello di mettersi tra le linee di passaggio degli avversari e intercettare palloni a metà campo, lavoro che già al 6’ dimostra di saper fare. Non precisissimo nei passaggi ma decisivo in alcune chiusure difensive, tipo quella fondamentale al 55’ per evitare un quasi gol della Lazio o a metà ripresa quando respinge di testa un pallone indirizzato in fondo al sacco. 6,5

KRUNIC – Non è nemmeno colpa sua, ma giocare al posto di Kessiè equivale ad una brutta figura assicurata. La verità è che il Presidente lì in mezzo vale doppio e Krunic forse neppure la metà. Rimedia un giallo alla fine del primo tempo. La cosa più bella della sua partita è un recupero difensivo al 57’ con conseguente lancio lungo che innesca un 4 contro 4, sprecato però dagli attaccanti rossoneri. 5,5

SAELEMAEKERS – Il liscio al 2’ è più scenograficamente brutto che grave. Ben più pesante la decisione sbagliata al 41’: lanciato da solo verso la porta di Reina, rischia un passaggio inutile anzichè tentare la soluzione personale. Corre, si propone, lotta tanto, ma al momento di fare la giocata decisiva gli manca sempre lo spunto giusto. 5,5

CALHANOGLU – Scaraventa un sinistro di poco alto sulla traversa dopo 5 minuti al termine di una grande giocata di Kalulu, ma la notizia più bella è che Hakan sembra aver preso finalmente la misura sui calci d’angolo e al 10’ lo dimostra a tutti con un pallone perfetto che Rebic inzucca in rete. Al 15’, vista l’assenza di Kessiè e Ibra, viene chiamato sul dischetto e trasforma con serenità il rigore del 2-0, siglando il suo primo gol in campionato dopo i 5 già segnati in Europa. All’inizio del secondo tempo, nel momento di maggiore difficoltà della squadra, il turco continua a predicare nel deserto, fino al secondo assist della sua partita, in pieno recupero, per la testata di Theo Hernandez che fissa il risultato sul 3-2. Un gol, due assist, decine di giocate essenziali e preziose. È sempre più Calha il fulcro di questo Milan. Adesso di corsa a blindarlo con un lungo e sostanzioso rinnovo. 8

REBIC – Finalmente, dopo una lunga attesa il croato torna a timbrare il cartellino, questa volta incornando un perfetto corner di Calhanoglu. Il suo nome mancava dai tabellini dei marcatori da troppo tempo e chissà che adesso non possa ricominciare una nuova stagione per Ante. Stranissima però la decisione di fornire un assist complicatissimo a Leao, con la visuale completamente libera per segnare. Buon per Rebic che dalla ribattuta della difesa laziale nasca l’azione del rigore trasformato da Calhanoglu che sancisce il 2-0. Il minuto 86’ resterà stampato nella memoria di Ante e di tutto il Milan perchè per ben due volte ha sul piede sinistro la palla giusta per chiudere il match, invece nulla, prima si fa parare la conclusione da Reina, poi calcia fuori. Un doppio errore che grazie e Theo finisce per pesare quasi nulla sul risultato finale. 6 

LEAO – Altra prestazione da up and down. L’inizio del portoghese è beneaugurante, come quello di tutto il Milan. Basta poco però per vederlo sciogliersi come neve al sole: non tiene un pallone in avanti, non riesce mai a far salire la squadra, in sostanza non riesce a fare il lavoro per cui Pioli l’ha schierato, quello cioè del centravanti. Fa letteralmente imbufalire Pioli  nel secondo tempo perchè spesso e volentieri manca il pressing mentre tutti i suoi compagni si affannano ad impedire le ripartenze laziali; poi anche Rebic lo richiama perchè anziché seguire in area l’azione del compagno, il 17 è a pascolare tranquillamente in mezzo al campo. Negli ultimi 10 minuti esce per far spazio a Hauge. 5

CASTILLEJO – Entra a metà ripresa e pasticcia subito al limite dell’area di rigore rossonera. Poi si fa male ed esce dopo pochi minuti. s.v.

HAUGE – s.v.

MALDINI – s.v.

DALOT – s.v. 

PIOLI – È un Milan rabberciato, si sa, anche se non sembrerebbe visto l’inizio furoreggiante dei rossoneri con due gol in un quarto d’ora. I nodi vengono al pettine quando la Lazio inizia a pressare e giocare in avanti, schiacciando Calhanoglu e compagni indietro. Il problema è che lì davanti gli attaccanti aiutano poco e la squadra non riesce più a salire, ma soprattutto che in mezzo si sente la mancanza di Kessiè. Questo Milan però sa  soffrire, anche al cospetto di una squadra biancoceleste brillante che nella fascia centrale del match mette alle corde i rossoneri. Alla fine però lo scatto d’orgoglio dei ragazzi di Pioli è commovente e la vittoria sancisce il cammino trionfale in tutto il 2020. Arrivederci al prossimo anno con il Milan capolista. Alla faccia di tutti i gufi. 8

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