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Analisi

Milan: la vittoria di Benevento è la più importante

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MILANO – I numeri del Milan continuano ad essere straordinari e ormai quasi non sorprendono più. I rossoneri non perdono in campionato da quasi un anno, sono primi in classifica e resistono di giornata in giornata a chi prosegue imperterrito a celebrare il funerale di una squadra che, al contrario, è più viva che mai. Ogni volta che l’Inter gioca prima dei cugini e vince, ecco sbucare la locandina del capolavoro cinematografico Il Sorpasso che poi puntualmente viene ritirata dalla risposta dei rossoneri che, incuranti della pressione, ottengono i tre punti e si riprendono la vetta.

Sofferenza

La vittoria di Benevento è stata forse la più difficile per il Milan, anche più del soffertissimo 3-2 pre natalizio con la Lazio o del successo di Napoli di fine novembre. L’espulsione di Tonali, arrivata ad aggiungersi alle tante assenze, ha dato vigore e coraggio ai campani che hanno tenuto in mano il pallino del gioco per l’intera partita, creando occasioni da gol a ripetizione (fra cui un rigore sciupato), collezionando calci d’angolo e tenendo sotto scacco la difesa milanista per oltre un’ora. Ebbene, nonostante ciò, la squadra di Pioli ha tenuto botta, ha stretto i denti e conquistato un altro successo.

Crescita

Gare così, del resto, le vincono soltanto le grandi squadre, quelle che a un certo punto mettono da parte il fioretto ed estraggono la sciabola, quelle che vogliono vincere qualsiasi cosa accada. E il Milan, settimana dopo settimana, è diventato così, il gruppo avanza ed arretra unito, compresi gli elementi più pigri come Leao, peraltro autore di uno dei gol più belli del campionato. Il rosso incassato da Tonali ha messo in difficoltà i rossoneri, ma è servito a mostrare un altro lato di questa infinita squadra, quello della sofferenza, del sacrificio massimo, della resistenza.

Prospettive

Il Benevento non era il Liverpool, ci mancherebbe altro, ma quasi sicuramente il Milan di uno, due o tre anni fa una partita del genere non l’avrebbe mai vinta, anzi, con tutta probabilità l’avrebbe persa, come del resto accaduto più volte nelle diverse annate. Al Santa Colomba, invece, la formazione di Pioli ha indossato il vestito dell’umiltà, infischiandosene del valore dell’avversario e pensando solamente a come portare a casa il risultato; il tecnico ha indovinato i cambi e l’atteggiamento tattico, approfittando pure di un Benevento poco concreto davanti e mantenendo per almeno un’altra giornata quel primo posto in classifica che è sempre più meritato e sempre meno sorprendente.

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