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Un Milan lezioso fa fuori il Toro anche in Coppa Italia. Applausi speciali per 3

Fabrizio Tomasello

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TATARUSANU – Il corner al 28’ che sembra scavalcarlo ricorda sinistramente quello che consentì a Dzeko di pareggiare per la Roma una partita fin lì dominata dal Milan. Per fortuna stavolta il gigante rumeno, con una specie di magia, riesce a recuperare il pallone in volo con una sola mano. Bravo a neutralizzare in volo una bella conclusione di Gojak al 37’, ma soprattutto decisivo nel neutralizzare il rigore decisivo di Rincon nella lotteria finale. Ben tornato Ciprien. 7 

KALULU – Anche il giovane Pierre, come il collega di ruolo Calabria, si dimostra prezioso per la duttilità e la disponibilità ad essere schierato in più ruoli. E infatti, dopo qualche buona prestazione in mezzo, inizialmente torna in fascia. Gioca una prova gagliarda sia a destra che al centro, dove Pioli lo rispedisce quando esce Musacchio. Una piacevole e rassicurante conferma in questo giovane Milan. 7 

MUSACCHIO – Il suo nome mancava dalla distinta dei titolari rossoneri da quasi un anno. Un po’ di ruggine evidentemente c’è, ma Mateo tenta di scrollarsela di dosso con un bel salvataggio di testa al 21’. Gioca una partita attenta, senza sbavature e offre diversi spunti di riflessione interessanti a Pioli: per il prosieguo della stagione c’è anche l’argentino. Dopo un’ora abbondante di gioco esce per far spazio a Theo Hernandez. 6,5 

ROMAGNOLI – Turn over quasi per tutti i titolarissimi al Milan, tranne che per capitan Romagnoli, stoicamente sempre presente, anche nel giorno del suo 26esimo compleanno. Ringhia sulle caviglie di Zaza, letteralmente impossibilitato anche solo a muoversi. Al 33’ ruba palla con un anticipo sontuoso, si lancia in proiezione offensiva e, imbeccato da Ibra, confeziona un bell’assist che nessuno dei suoi compagni è bravo a sfruttare. In avvio di ripresa prima viene abbattuto dall’ex attaccante azzurro, poi con un grande anticipo al 53’ annulla una pericolosa ripartenza granata. Bissa la giocata decisiva al 65’ quando anticipa Segre e pochi metri dalla porta di Tatarusanu. Ciliegina sulla torta del suo compleanno il rigore realizzato. 7,5 

DALOT – Il ragazzo avrebbe bisogna di una bella iniezione di autostima perchè ha qualità, fisico, energia, ma non riesce ancora a confezionare una prestazione degna di nota. Anche in Coppa Italia contro il Toro gioca una partita senza sbavature, ma sempre troppo timida. Nella ripresa alza il baricentro, incoraggiato dall’intraprendenza dei suoi compagni e al 58’  gli capita sul sinistro il pallone ideale per portare in vantaggio il Milan, ma il suo tiro morbido si stampa sul palo. 6 

CALABRIA – È diventato il jolly più prezioso per mister Pioli, pronto a ricorrere a Davide in ogni situazione di emergenza. Contro il Toro, complice la moria di centrocampisti, il tecnico rossonero lo piazza ancora in mezzo al campo. Quando al 26’ parte saltando con una mezza veronica Rincon che poi lo abbatte, e subito dopo quando tenta una volèe di sinistro che impegna severamente il portiere granata, ricorda al mondo chi è il giocatore maggiormente cresciuto del Milan. La superba partita di Calabria potrebbe trovare consacrazione al 57’ quando il 2 rossonero ha la possibilità di battere a rete a colpo sicuro, ma il tiro è troppo preciso e in pratica colpisce un immobile Milinkovic Savic. Addirittura un minuto dopo tenta anche la soluzione di sinistro ma il tiro del terzino rossonero si stampa sul palo. Quindi lascia il posto a Kessiè ma la sua prestazione resta eccellente. 7 

TONALI – Gioca tanti palloni, si propone con continuità e svolge un importante lavoro di interdizione, anche se ogni tanto sbaglia ancora qualche passaggio. È evidente che al talento bresciano manchi ancora un pizzico di confidenza e sicurezza. A inizio ripresa mostra quelle che sono le sue enormi potenzialità con un dribbling stretto al limite dell’area che avrebbe meritato miglior sorte. Al termine di una partita dispendiosissima, si ritrova da solo a fronteggiare Gojak lanciato e rete e lo fa con tempismo e giusta cattiveria. Ingaggia una battaglia furiosa con i centrocampisti avversari e non ne esce sconfitto. Alla fine realizza anche uno stupendo rigore dopo i 120’ di gioco. 6,5 

CASTILLEJO – Si ritrova un ottimo pallone per una ripartenza 2 contro 1 al 7’, ma si accartoccia sul pallone e l’opportunità sfuma. Sui sui piedi capita anche la migliore occasione per il Milan al 20’, quando il biondo col 7 sulle spalle parte tutto solo verso Milinkovic Savic, ma ancora una volta la scelta di Samu è sbagliata e il Toro riesce a cavarsela. Sua però una bella palla in mezzo per Ibra al 25’, purtroppo senza successo. Nella ripresa resta negli spogliatoi. 5,5

BRAHIM DIAZ – L’inizio dello spagnolo è incoraggiante, sulla scia della bella prova offerta sabato sera sempre contro il Toro, poi l’eccessiva confusione delle sue giocate finisce per ingarbugliare la manovra rossonera. Nella ripresa prova a dare un senso al suo match ma gli manca sempre la scelta giusta all’ultimo momento. Gravissimo il gol divorato al minuto 85’ su una giocata illuminante di Calhanoglu, un’occasione che avrebbe risparmiato a tutta la squadra mezz’ora estenuante di supplementari. 5,5

LEAO – Pioli punta tutto su di lui, anche vista la squalifica che Rafa dovrà scontare lunedì in campionato a Cagliari. Soffre forse un po’ troppo il ritorno alla sua posizione e infatti, dopo un primo tempo contrassegnato da tante ombre e poche luci, a inizio ripresa torna al centro dell’attacco. E in nemmeno 5 minuti, prima attacca la profondità e ha sul destro un buon pallone che però spedisce tra le braccia di Milinkovic Savic, poi si trova di nuovo a tu per tu con il gigante serbo del Toro ma lo colpisce in pieno anzichè angolare un pochino la conclusione. È una spina nel fianco della difesa avversaria, ma anche Rafa pecca di precisione al momento di concludere. 6

IBRAHIMOVIC – Tenta inizialmente di riprendere confidenza con tempi e spazi dimenticati da un paio di mesi. Bravissimo a smarcarsi e dettare il passaggio alla mezz’ora ma la sua conclusione potente sibila di poco alta sulla traversa. A fine primo tempo, mister Pioli lo lascia riposare in panchina in vista della delicatissima trasferta di campionato a Cagliari. 6 

CALHANOGLU – In avvio di ripresa, come succede ogni volta che Hakan si accomoda in panchina, Pioli è costretto a ricorrere alla sua principale fonte di luce. Al 52’ imbecca perfettamente Dalot in area avversaria ma finisce per rimediare un pestone che fa gelare il sangue a tutti i milanisti. Per fortuna si riprende, al 76’ si libera in area di rigore avversaria e scaraventa un destro potente verso la porta avversaria, ma come tutti i suoi compagni stasera finisce per colpire letteralmente Milinkovic Savic. Sontuoso il filtrante per Brahim al minuto 85’, ma il compagno sparacchia altissimo e non gli regala la gioia dell’assist vincente. La classe di Hakan illumina San Siro quando il 10 rossonero si presenta sul dischetto per il penalty decisivo: portiere da una parte, pallone dall’altra e Milan ai quarti. 7

HAUGE – Pare giocare sulle punte e quando gli arriva sul piede la palla giusta per castigare il Toro, il suo destro è fin troppo delicato e non impensierisce Milinkovic Savic. Non sta vivendo un momento di particolare brillantezza e si vede. 5 

HERNANDEZ – Al contrario del collega Dalot gioca quasi esclusivamente nella metà campo offensiva del Toro ma entra senza la necessaria incisività. Nei minuti di recupero avrebbe l’opportunità di lanciare Leao tutto solo ma sbaglia il semplice filtrante. Sbaglia tanto, non una prestazione alla Theo. Si riscatta parzialmente con una perfetta esecuzione dagli 11 metri. 5,5

KESSIÈ – Il presidente entra nell’ultima mezz’ora a mettere ordine nel centrocampo rossonero. Spezza diverse pericolose ripartenze granata e alza il volume del centrocampo rossonero. Come al solito glaciale dal dischetto a fine partita. 6,5

OLZER – Ha una buona opportunità sul finire del match, ma anzichè servire Calhanoglu completamente smarcato, tenta una conclusione improbabile dal limite che non impensierisce il portiere del Toro. 6

PIOLI – Grave, troppo grave stasera la mancanza di cattiveria sotto porta. Almeno una dozzina di palle gol clamorose, partita stradominata e invece contro un Toro arrendevole e rinunciatario, il Milan è costretto a 120 minuti in campo che potrebbero farsi sentire lunedì a Cagliari. Alla fine però ai rigori arriva la meritata qualificazione e, come ci insegnano i saggi, una bella vittoria cancella ogni fatica. Tanti rossoneri da applausi ma oggi è capitan Romagnoli a meritare la copertina. Insieme a lui il portiere Tatarusanu e sicurezza Calhanoglu. 6,5

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