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Analisi

Milan: la doppia variante offerta da Mandzukic

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MILANO – Mario Mandzukic è sbarcato a Milano per andare a rinforzare la rosa di Stefano Pioli e di un Milan ormai sempre più convinto di poter lottare per lo scudetto sino all’ultima giornata di campionato. Del resto, l’occasione era lì a portata di mano e sono bastati a Paolo Maldini tre o quattro colloqui con il centravanti croato per avere la certezza di una disponibilità totale del calciatore, affamato come non mai dopo i mesi soporiferi negli Emirati Arabi, nonché della sua forma fisica che, a 35 anni e dopo un anno di inattività, destavano qualche perplessità nella testa della dirigenza milanista.

Vantaggi

E invece Mandzukic ha dato garanzie sia dal punto di vista delle motivazioni e sia per quanto concerne lo stato atletico del suo corpo; l’ex juventino segue da mesi un programma personalizzato, si allena tutti i giorni ed è a rigidissimo regime alimentare, notizie che hanno definitivamente fugato i dubbi del Milan che ha voluto regalare a Stefano Pioli un altro rinforzo in vista del girone di ritorno e di quel sogno tricolore che a questo punto sarebbe delittuoso non perseguire ancora. L’arrivo di Mandzukic aggiunge ovviamente esperienza e mentalità al giovane spogliatoio rossonero, ma garantisce anche a Pioli diverse variabili tattiche.

Generosità

Già, perché l’attaccante croato ormai da anni ha imparato a giocare in svariati modi, sacrificandosi in campo e rinunciando persino a qualche gol pur di essere utile alla squadra. Basti pensare che negli anni juventini con Allegri è stato spesso riciclato sulla linea dei centrocampisti per assicurare al tecnico corsa, equilibrio e possibilità di cambiare atteggiamento tattico a seconda dei momenti della partita, oltre a risultare decisivo in alcune sfide determinanti per gli scudetti bianconeri (suoi i gol, ad esempio, nei due 1-0 contro Inter e Roma un paio di stagioni fa).

Duttilità

Nel Milan attuale, dunque, Mandzukic potrà offrire due varianti utilissime per Pioli: la prima è naturalmente quella di centravanti classico in alternanza con Zlatan Ibrahimovic, col risultato di non dover adattare in quel ruolo Rebic o Leao che hanno dimostrato di faticare nella posizione di numero 9. Ma nel 4-2-3-1 il croato potrà all’occorrenza anche spostarsi nella zona sinistra dell’attacco, proprio come faceva nei già citati percorsi juventini, con sacrificio, dedizione e dimostrazione al gruppo di come si possa essere campioni e allo stesso tempo gregari. Il Milan, dunque, è pronto a regalarsi un’altra metà di campionato da protagonista.

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