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Ibra fa e disfa: ma è colpa sua se il Milan è fuori. 5 grosse delusioni tra i rossoneri

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TATARUSANU – Una buona uscita alta al quarto d’ora per scrollarsi un po’ della ruggine accumulata, ma la prima vera parata è alla metà del primo tempo, di piede, su una conclusione ravvicinata di Lukaku. Ancora reattivo e prontissimo in avvio di ripresa su conclusione prepotente di Sanchez. Subisce il rigore dell’Inter ma nega il gol agli avversari almeno altre 4 volte, compresa una doppia parata in 60 secondi, prima su Lautaro, poi sul belga al 90’. Si inchina per la seconda volta sulla punizione pennellata di Erikssen che chiude il match, ma è il portiere rumeno il migliore in campo per il Milan. 7,5 

DALOT– Uno dei più attesi, viste le recenti prestazioni non propriamente brillanti. Il suo rendimento non cambia granchè da fascia a fascia, spinge poco e difende in maniera approssimativa contro un Perisic non particolarmente ispirato.  Al 37’ è posizionato bene sulla discesa del croato, ma proprio non riesce ad ostacolarlo. La sua partita è un continuo ondeggiare, sommerso dalla marea nerazzurra, senza mai riuscire a fare una giocata degna di questo nome. Meno male che c’è Calabria. 4,5 

KJAER – Bravissimo, come al solito, a sventare di testa un pericolo nel cuore dell’area milanista. Al 16’ però si fa cogliere di sorpresa da Sanchez che lo salta di netto e costringe il danese al fallo netto da giallo inevitabile. Il recupero non riuscito però è fatale a Kjaer che si fa male e dopo 18’ la sua partita è già finita. 6 

ROMAGNOLI – Subito un paio di giocate importanti in anticipo su Lukaku, preziosa addirittura quella al 22’. Al 24’ il belga lo supera ed impegna Tatarusanu, ma nemmeno 30” dopo il capitano rossonero è di nuovo chiamato agli straordinari per stoppare una pericolosa conclusione del centravanti rossonero. Il duro confronto con il gigante avversario esplode sul finire del primo tempo, quando ad un normale fallo di gioco del milanista, Lukaku reagisce in maniera spropositata. Nella ripresa continua la battaglia all’arma bianca con l’avversario a cui Romagnoli si oppone fieramente. E alla fine i due gol nerazzurri arrivano entrambi su calcio da fermo. 7 

HERNANDEZ – La scorribanda alla mezz’ora è impressionante: si trascina tre avversari fino a quando Brozovic non lo abbatte. Dal calcio di punizione nasce il gol del vantaggio rossonero. Nella ripresa è costretto ad affrontare un duello ad altissima velocita con Hakimi, purtroppo per Theo, sempre in difesa vista l’inferiorità numerica. E il milanista regge. 6 

MEITÈ – Rispetto al compagno di reparto gioca in maniera decisamente più mite, ma alla fine è suo l’assist per Ibra, un colpo di testa per il centravanti rossonero che Zlatan trasforma in oro. Sembra acquistare sicurezza con il passare dei minuti, ma poi inizia la sfilza di sciocchezze epocali: prima perde un pallone gravissimo al 54’ che si trasforma in una pericolosa azione offensiva dell’Inter; poi si ripete al minuto 89’ quando si inventa un retropassaggio suicida che mette Lautaro solo davanti a Tatarusanu; chiude in bruttezza con un’azione al limite dell’autolesionismo al 96’, perde palla, poi abbatte un nerazzurro al limite dell’area e regala una punizione dal limite all’Inter che Erikssen infila nel sette. 4,5 

KESSIÈ – Lo vedi aggirarsi pericolosamente nei pressi dell’area di rigore nerazzurra e dopo 10 secondi è a sradicare dai piedi di un attaccante avversario un pallone pericoloso nei pressi di Tatarusanu. L’insostenibile leggerezza del carrarmato Franck. Ma anche la straordinaria potenza dell’ivoriano che si materializza quando al 10’ recupera palla e riparte portandosi dietro mezza squadra interista. Combatte praticamente da solo in mezzo al campo ma nella ripresa, in inferiorità numerica, nulla può per arginare la mareggiata interista. 6,5 

SAELEMAEKERS – È assente da un po’ e si vede, Perisic dalla sua parte fa un po’ quello che vuole e il giovane belga fa poco per contrastarlo. La sua partita è più che anonima e nel finale Pioli lo toglie per far spazio a Castillejo. 5

BRAHIM DIAZ – Arriva in ritardo di un soffio sulla torre di Ibra al 13’ che mette lo spagnolo ad un metro dalla porta avversaria. Si vede veramente poco, fino a quando il tecnico rossonero non lo richiama in panchina per infoltire il centrocampo. 5

LEAO – Conclude con un destro a fil di palo una bellissima azione tutta di prima dopo appena un minuto di gioco. Bravo anche al 13’ quando gestisce ottimamente un pallone e lo scodella morbido sulla testa di Ibra. Conferma però di non essere un difensore di ruolo quando nella ripresa si lascia anticipare da Barella e lo abbatte in area con il piede di richiamo. Rigore di Lukaku e pareggio interista. Sul finire del match tenta un’ultima percussione devastante sul centro sinistra, ma Rebic rovina tutto con un passaggio di ritorno inguardabile. 5,5

IBRAHIMOVIC – Si arrampica fino al quarto piano per staccare di testa e servire un cioccolatino solo da spedire in fondo al sacco a Brahim Diaz. Lo spagnolo purtroppo arriva con una frazione di secondo dopo. Alla mezz’ora, alla prima palla decente che gli arriva in area, aggancia, controlla, scruta e poi fa partire una sassata che bacia il palo e si infila in rete. A fine primo tempo diventa il protagonista di un duello rusticano con Lukaku, una specie di rissa tra bulletti di periferia, uno scontro tra pesi massimi che si conclude con il giallo per entrambi. Le scorie della rissa si palesano al quarto d’ora della ripresa: un fallo a metà campo, tanto sciocco quanto inutile, dello svedese porta Valeri ad estrarre il secondo giallo per Ibra. Un’espulsione che costringe il Milan a giocare con un uomo in meno per l’ultima mezz’ora di gioco e, fisiologicamente, a soccombere. Un doppio errore gravissimo, inaccettabile perchè commesso dall’uomo di maggiore esperienza del Milan. 5,5 

TOMORI – Ultima partita giocata a settembre, praticamente una vita fa. L’emergenza in casa Milan costringe però Pioli a gettarlo subito nella mischia dopo l’infortunio patito da Kjaer. E l’inglese è subito perfetto al 54’ nella chiusura su Lukaku a due metri dalla porta rossonera. Segue bene capitan Romagnoli nei movimenti e alla fine non ne esce male. 6,5

REBIC – Entra per dare un po’ di respiro alla manovra rossonera dopo l’espulsione di Ibrahimovic. Il croato ci prova ma non è al massimo della forma dopo il Covid e si vede. Scalpella tutto quello che gli arriva tra i piedi, compresa un’ottima palla offerta da Leao dopo una percussione energica al minuto 84’. 4,5 

CASTILLEJO – s.v.

KRUNIC – s.v.

PIOLI – La strepitosa azione tutta di prima con cui Leao sfiora il gol dopo 1 minuto lascia presagire scenari incoraggianti per i rossoneri. Ed in effetti è un bel Milan quello che aggredisce il derby fino al vantaggio con Ibra alla mezz’ora. A quel punto il centravanti svedese diventa protagonista in negativo: prima ingaggia una rissa tra bulletti con Lukaku che gli vale il primo giallo, poi sgambetta un avversario a metà campo a inizio ripresa e finisce anzitempo sotto la doccia costringendo i suoi a difendere il vantaggio in inferiorità. Purtroppo l’operazione non riesce e il Milan è costretto a salutare la Coppa Italia. 6