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Analisi

Milan-Hauge: flop a chi?

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MILANO – Il Milan dei giovani sta sorprendentemente e meritatamente guidando la classifica di serie A, alla faccia di chi sghignazzava in estate di fronte alle dichiarazioni di Paolo Maldini e Stefano Pioli che consideravano i rossoneri in piena corsa per le prime quattro posizioni. Anche in Europa, d’altro canto, il cammino della formazione milanista è ottimo, col primo posto guadagnato nella fase a gruppi a spese di Lille, Sparta Praga e Celtic, e la sfida dei sedicesimi di finale da giocare contro la Stella Rossa fra qualche settimana.

Crescita

E nel fantastico Milan dei giovani guidato da Zlatan Ibrahimovic, una delle stelline che si è parzialmente messa in mostra è Jens Petter Hauge, arrivato in punta di piedi come piccola promessa da mandare in prestito e rimasto invece a Milanello per sgomitare assieme agli altri ed affermarsi tra i grandi. L’inizio è stato sfavillante per il norvegese, in gol a Napoli il 22 novembre in campionato e contro il Celtic (all’andata e al ritorno) e lo Sparta Praga in Europa, poi le prestazioni sono calate, Hauge ha giocato meno e quando è stato chiamato in causa non ha ripetuto i guizzi dei primi mesi.

Statistiche

E allora, ecco che l’attaccante esterno del Milan è passato in un attimo da gioiello a bidone, con critiche a Pioli che lo fa giocare e ai dirigenti che lo hanno comprato. Ma, attenzione: Hauge è alla prima stagione in Italia, non ha neanche 22 anni, conosce ancora poco la lingua e le difficoltà della serie A, per cui ha bisogno di giocare e pure di sbagliare per crescere e diventare un punto cardine del Milan. I numeri, peraltro, sono confortanti per il norvegese: 4 reti segnate in 197 minuti giocati, vale a dire la miglior media gol rossonera dopo Ibrahimovic.

Futuro

Le qualità ci sono, il talento pure, l’applicazione dello scandinavo anche. Dunque ci vuole solamente un pizzico di pazienza e l’esclusione dalla lista Uefa conferma il percorso di maturazione ancora lungo per l’attaccante esterno rossonero, al punto che lo stesso Hauge ha accettato la decisione dell’allenatore con comprensione ed intelligenza, capendo di essere stato escluso soprattutto per motivi tattici. Nessuno ha fretta, dunque, Pioli in primis, e il tempo gioca totalmente a favore del giovane calciatore e del Milan che ha investito su di lui.

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