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Analisi

Il Milan e Pioli trovano altre sicurezze

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MILANO – Diciamoci la verità: tutti (inseguitori compresi) si aspettavano il successo del Milan contro il Crotone fanalino di coda e capace di raccattare appena 12 punti nelle prime 21 giornate di campionato. Eppure, sono storicamente proprio queste le partite più a rischio per chi si sente sicuro, le classiche bucce di banana su cui scivolare non è poi così impossibile, magari per un pizzico di superficialità, perché pensi che comunque vada, prima o poi il gol arrivi; il Milan, invece, ha giocato col coltello fra i denti ed ha abbassato la guardia solamente dopo il quarto gol.

Lezioni

Un Milan che ha rischiato pochissimo, nonostante il Crotone non fosse venuto a Milano in gita, ritrovando tre pezzi da novanta per il futuro: oltre all’immenso Ibrahimovic, infatti, Pioli può rallegrarsi per la doppietta di Rebic (3 gol in 8 giorni per il croato), per il rientro in grande stile di Calhanoglu dopo il Covid (2 assist per il turco) e per la straripante prestazione di Theo Hernandez che dopo qualche gara sottotono ha recuperato condizione, spunto e concretezza. Più in generale, comunque, Pioli può rallegrarsi perché la sua squadra ha dimostrato ancora una volta di essere matura per il primato.

Soddisfazione

L’Inter ha vinto venerdì sera a Firenze scavalcandoci al comando della classifica? Nessun problema, ci riprendiamo subito la vetta. Questo, tradotto brevemente, il discorso fatto nello spogliatoio milanista dopo il 2-0 dei nerazzurri al Franchi, come del resto affermato dallo stesso Pioli nel pre Milan-Crotone: “Le classifiche provvisorie non ci interessano – aveva detto infatti il tecnico – vediamo domenica”. E domenica, puntuale, ecco il successo sui calabresi, a testimonianza che i rossoneri non soffrono la pressione, vincono perché sono forti, ci credono perché quest’anno davvero tutto sembra possibile.

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