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Il Milan cede sotto i colpi della Lu-La. Solo due rossoneri sufficienti

Fabrizio Tomasello

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DONNARUMMA – Scavalcato incolpevolmente dalla zuccata di Lautaro, è chiamato in causa al 36’ da Perisic che lo sollecita ad un grande intervento con una rasoiata dal limite dell’area. Nella ripresa fa da spettatore, tranne in due circostanze quando è costretto a raccogliere il pallone in fondo al sacco in occasione del secondo e del terzo gol interista. Forse sul gol di Lukaku non è posizionato in maniera impeccabile e avrebbe potuto fare qualcosa di più. 5,5 

CALABRIA – Ha di fronte probabilmente il miglior Perisic della stagione e soffre le percussioni del croato. Ben poco incisivo in avanti, balbettante dietro. Non è il miglior Calabria della stagione, in buona compagnia con quasi tutti i suoi compagni di squadra. 5 

KJAER – Si immola per salvare una percussione di Lukaku al 4’ ma sul prosieguo dell’azione dimentica colpevolmente di coprire Lautaro (forse confidando nella scalata di Calabria impegnato però a marcare Perisic) libero di insaccare di testa tutto solo. Balla lì dietro come tutti i suoi compagni, ma il danese ha le proprie responsabilità. Per conferma, osservare Lautaro che gli sfugge alle spalle in occasione del raddoppio interista. 5 

ROMAGNOLI – Per una questione di posizioni è Romagnoli a dover controllare più da vicino Lukaku, malgrado in passato abbia già dimostrato di soffrire fisicamente l’avversario. Al 4’ esce troppo sul belga che lo supera in velocità e inventa letteralmente il gol del vantaggio. Nel complesso dimostra un’evidente inferiorità atletica rispetto al gigante belga, fotografata in maniera emblematica in occasione del gol del 3-0. Vero che la squadra è troppo sbilanciata in avanti e si lascia sorprendere, ma l’inconsistenza di Romagnoli è preoccupante. Lo ripetiamo da settimane, il 13 rossonero ha bisogno di rifiatare. 4,5 

HERNANDEZ – Ingaggia un duello rusticano con l’ex compagno di Real Madrid Hakimi. Ed è proprio una giocata del francese del Milan che costringe l’esterno nerazzurro ad un fallo da giallo già a metà del primo tempo. Al 32’ il pallone giusto capita, per sfortuna del Milan, sul piede destro di Theo. Il risultato è che la conclusione del mancino rossonero sfila di poco a lato. Rivedibile in marcatura sui calci di fermo su Skriniar, troppo più forte fisicamente di Hernandez. Nella ripresa spinge tanto, lasciando i suoi compagni troppo soli dietro. 5,5 

TONALI – Ci sarebbe bisogno del miglior Tonali della stagione per sostituire al meglio Bennacer e garantire quindi supporto a Kessiè, copertura alla difesa e fluidità nella manovra offensiva. Alza il volume delle sue giocate nel finale di primo tempo quando tutto il Milan cresce e ad inizio ripresa tenta anche la via del gol di sinistro, ma Handanovic, dopo aver stoppato due volte Ibra, dice non anche a Sandro. A risultato ormai segnato, Pioli lo richiama in panchina pensando al ritorno di giovedì contro la Stella Rossa. 5,5 

KESSIÈ – Si sbatte come un ossesso per fare lavoro triplo e stoppare il robusto centrocampo nerazzurro. Al 32’ crea praticamente dal nulla la prima palla gol per il Milan, un lancio lungo che dopo il rinvio sbilenco di Bastoni consente a Theo di concludere a rete sfiorando il palo alla destra di Handanovic. Nel rapido capovolgimento di fronte è l’ivoriano a liberare su Lautaro pronto a concludere a rete. La sintesi del superlavoro di Kessiè. Nella ripresa cede di schianto anche il trattore milanista. 6

SAELEMAEKERS – Alla vigilia del match dichiarava di essere pronto a correre come Forrest Gump. Probabilmente lo fa ma nessuno se ne accorge. A inizio ripresa, a frittata ormai fatta, Pioli lo toglie dal campo. 5

CALHANOGLU – È Hakan l’indicatore della qualità del gioco rossonero: quando il turco è in palla sono scintille, altrimenti per il Milan è dura. Nel primo tempo purtroppo il fantasista turco fa fatica e quando gli arriva la palla perfetta, solo da mettere sul piede di Rebic solo a due metri dalla porta, Calhanoglu commette un errore decisivo. Spiace sottolinearlo perchè l’impegno è sempre garantito e perchè sappiamo che il 10 sta cercando di superare ancora gli effetti nefasti di un Covid sintomatico, ma in alcuni frangenti è sembrato di rivedere il giocatore lento e involuto dei suoi primi anni in rossonero, sempre con un tempo di gioco più del necessario e quindi puntualmente anticipato o rimpallato. 4,5

REBIC – Preferito a sorpresa al portoghese Leao, Rebic si impegna tanto ma non sempre si rivela lucido nelle giocate. Merito sicuramente della grande pressione dei difensori nerazzurri. Pioli crede in lui e infatti lo lascia in campo fino alla fine, ma Ante non riesce mai ad incidere. Da segnalare solo un gran tiro al minuto 88’, neutralizzato da Handanovic. 5

IBRAHIMOVIC – Il primo tiro in porta di Zlatan arriva al minuto 37’, un tiro potente di sinistro che comunque costringe Handanovic ad un intervento complicato. La voglia di combattere però è elevatissima e lo dimostra al 44’  andando a conquistare un pallone praticamente perso sulla linea di fondo e creando dal nulla una grande occasione per il Milan. Maledirà Handanovic, autore di due miracoli insensati nel breve volgere di 60 secondi ad inizio ripresa. Lì, in quel momento funesto, finisce la sua partita ma anche quella di tutto il Milan. 6

LEAO – Pioli lo lascia in panchina, salvo poi chiamarlo in causa nella ripresa, sperando in un cambio di passo che purtroppo non arriva. 5

MEITÈ – Sullo 0-3, a giochi ormai fatti, Pioli lo getta nella mischia soprattutto per far rifiatare Tonali. L’ex granata ci mette il fisico ma serve a poco. Tenta anche la conclusione dal limite al minuto 89’ ma non impensierisci Handanovic. 5,5 

CASTILLEJO – Entra al posto di Ibra e quanto meno aggiunge un po’ di pepe alla gara. 5,5

PIOLI – Il gol preso dopo 4 minuti, sintesi del concetto di poca comunicazione, rappresenta una mazzata feroce per il Milan e il morale già precario dei rossoneri. Grave, anzi gravissimo, l’approccio incomprensibilmente molle della squadra, nella partita più importante della stagione e al cospetto di una squadra che va a nozze quando può governare la partita in vantaggio fin dall’inizio. Nel finale di primo tempo, ma soprattutto ad inizio ripresa, i rossoneri tentano il tutto per tutto e sfiorano il gol almeno 3-4 volte, trovando di fronte un Handanovic irreale. Ma è un fuoco di paglia e la riscossa rossonera non si materializza, anzi è l’Inter in ripartenza che continua a far male. L’errore madornale di Pioli è quello di confidare nell’uno contro uno di Kjaer e Romagnoli contro Lautaro e Lukaku, senza regalare adeguate coperture ai propri centrali. Il risultato è una mazzata che si spera possa non lasciare strascichi nel morale dei milanisti. 5

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