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Analisi

Milan: sono in troppi ad essere sottotono

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MILANO – E’ chiaro a tutti, ormai, che quello attuale sia il momento più complicato della stagione del Milan, reduce da due sconfitte consecutive in campionato contro Spezia e Inter che hanno fatto perdere ai rossoneri il primo posto in classifica e dalla sofferta qualificazione in coppa. Contro la Stella Rossa, la squadra di Pioli era chiamata ad una pronta reazione ed il passaggio del turno era il minimo indispensabile in una serata che si è rivelata più complicata del previsto, molto più a causa della paura dei milanisti che della reale forza dei serbi che hanno iniziato a crederci solamente nell’ultimo quarto d’ora e quando hanno capito che gli avversari erano terrorizzati anche dalla loro stessa ombra.

Difficoltà

Il Milan vive un momento complesso, è stanco fisicamente e poco libero mentalmente, contro la Stella Rossa sia all’andata che al ritorno si è riaperto da solo partite già chiuse, a Belgrado ha fallito il colpo del ko subendo il 2-2 al 94′, a San Siro non ha capitalizzato il rigore di Kessie, fallendo anche stavolta ripetutamente il 2-0, viaggiando al piccolo trotto e rimettendo clamorosamente in corsa gli slavi nel finale nonostante la superiorità numerica a favore dei rossoneri. Controprove non ce ne sono, ma la sensazione è che a novembre il Milan avrebbe chiuso la pratica con la Stella Rossa già nella gara d’andata e del tutto comodamente.

Singoli

Pioli ha il suo da fare anche per quanto riguarda la forma di diversi calciatori, tutti risultati insufficienti nella sfida europea: Rebic e Leao non ne hanno azzeccata una come gli sta accadendo da troppo tempo, Calhanoglu arranca ed appare lento nei movimenti e nelle decisioni, Romagnoli sbaglia tutto e il contrario di tutto, lo stesso Ibrahimovic (che pure ha cambiato il Milan col suo ingresso in campo) sembra appannato rispetto alle prestazioni di inizio stagione. Grane che il tecnico milanista è chiamato a risolvere in fretta perché la sua squadra non sta bene, ha perso freschezza e gioia nel fare le cose, qualità che andranno recuperate al più presto perché le battaglie (in Italia e in Europa) stanno per arrivare una dietro l’altra.

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