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Una follia friulana regala il pareggio a un brutto Milan: si salvano in 3

Fabrizio Tomasello

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DONNARUMMA – Tante volte ha salvato il Milan, stavolta è il protagonista sfortunato del gollonzo subito dall’Udinese. Francamente incomprensibile il liscio sul colpo di testa soft di Becao. 4 

KALULU – Nel ricco panorama di defezioni in casa Milan, la presenza di Kalulu in campo dal primo minuto, finalmente preferito all’impalpabile Dalot, sembrava una delle note più liete. Il francesino si propone spesso ma non è preciso come dovrebbe sui cross, travolto nella giornata storia dell’intera squadra rossonera. 5 

KJAER – Il tempismo è una delle sue qualità principali e anche contro l’Udinese lo dimostra. Sfortunato al 68’ quando un suo grande intervento in scivolata causa il corner da cui nasce il gol del vantaggio friulano. 6,5 

ROMAGNOLI – Dal punto di vista emotivo è probabilmente la partita più difficile per Romagnoli in tutti i suoi 5 anni in rossonero. Il capitano gioca un match attento, senza sbavature e ad inizio ripresa salva un gol letteralmente fatto dopo una giocata suicida di Theo Hernandez. Ne salva un altro, stavolta di testa, al 75’. In chiusura rimedia un giallo evitabile. 7 

HERNANDEZ – Inizio un po’ svagato con un paio di palloni persi per eccesso di confidenza. Alla mezz’ora, grazie ad un suo intervento killer su Molina, rimedia un giallo che poteva anche essere rosso. Dopo il quasi rigore provocato all’Olimpico, un’altra leggerezza inutile e pericolosa, aspetto su cui Theo dovrà lavorare molto per fare il salto di qualità definitivo. Al 37’  recupera palla, si ingobbisce e parte lancia in resta verso la metà campo avversaria, ma anzichè servire due compagni smarcati tiene la sfera fino a quando non subisce fallo. Non esattamente una grande idea. Ad inizio ripresa ne combina un’altra, anche stavolta gravissima: un passaggio all’indietro che finisce sui piedi degli attaccanti friulani. Solo un miracolo di Romagnoli lo salva dalla lapidazione. 4 

TONALI – Un ottimo recupero difensivo in velocità dopo il gran salvataggio dell’Olimpico, la conferma che almeno in una delle due fasi Sandro sta pian piano trovando la sua dimensione. Bravo anche a districarsi in mezzo a due avversari al 23’ e rilanciare l’azione rossonera. Stavolta è lui la colonna portante del centrocampo a due del Milan. E naturalmente, proprio mentre sta disputando una delle sue migliori prestazioni in rossonero, ecco il problema muscolare che lo costringe a lasciare il campo alla fine del primo tempo. 6,5 

KESSIÈ – Tirato giù da Nuytinck al quarto d’ora, l’arbitro dice no fa cenno di proseguire. Nel primo tempo anche il Presidente sembra non in palla e sbaglia qualche pallone di troppo, non da lui. Ad inizio ripresa prova a dare un senso alla sua partita con una bella inzuccata su calcio d’angolo che Musso ricaccia da dentro la porta. Sembra la scossa per Franck che alza il volume delle sue giocate e torna ad essere il trascinatore della metà campo rossonera. Al 96’ Ice Kessiè trasforma il rigore dell’immeritato pareggio per il Milan. 6

CASTILLEJO – Lento, macchinoso, impreciso, il primo tempo di Castillejo è una summa di tutto quello che Pioli non vorrebbe vedere da lui. Poi però si incendia al 38’ e confeziona la migliore azione del Milan di tutto il primo tempo. Solo una gran parata di Musso impedisce un gran gol. Resta però l’unica giocata di rilievo del biondo spagnolo. 5,5

BRAHIM DIAZ – La prima azione degna di nota del Milan è sua, un guizzo solitario con gran tiro dal limite neutralizzato da Musso. Lo spagnolo prova a farsi vedere ma sembra troppo gracilino per avere la meglio sui giganti friulani e rendersi pericoloso. Nel secondo tempo Pioli lo sostituisce. 5

REBIC – Perde in avvio un pallone in maniera sciocca, tanto da far subito pensare ad un altro giocatore rispetto all’attaccante devastante visto appena pochi giorni fa contro la Roma. Da quel momento non ne azzecca una, compresa un’entrataccia su Becao che potrebbe garantirgli il rosso e invece si trasforma in giallo. In avanti non combina praticamente nulla, anzi perde qualche pallone di troppo, però ha il merito di rientrare e porre rimedio ai suoi sbagli. Resta il mistero di come si possa trasformare in maniera così incredibile un giocatore in appena 4 giorni. 4

LEAO – Tocca il primo pallone al 37’ quando prova una rovesciata improbabile che non impensierisce Musso, pensando probabilmente che contro l’Udinese si possa far gol solo così. Non ne fa una giusta in oltre 95 minuti di gioco. Riesce perfino a togliere a Saelemaekers la palla del possibile pareggio. Sarò cattivo ma francamente vedere un centravanti (o presunto tale) che gioca a nascondino dietro i difensori avversari è a dir poco irritante. Mezzo voto in più rispetto a quello che avrebbe meritato solo perchè Stryger Larsen, in marcatura su di lui, devia il pallone di mano regalando il rigore del pareggio al Milan. 3,5

MEITÈ – Qualche anticipo interessante a metà campo lo riesce a fare, poi un gran tiro dal limite al 49 che sbatte sulla traversa dopo la deviazione di Musso. Provoca il giallo a Zeegelar, costretto a fermarlo con le cattive per impedirgli di andare verso la porta friulana. Più attivo del solito ma niente di trascendentale. 5,5

CALABRIA – Nervoso ed impreciso. Sbaglia passaggi incredibili e reagisce contro i compagni in maniera eccessiva. Non bene. Però è uno dei pochi che lotta fino alla fine, anche tentando un paio di complicate conclusioni verso la porta avversaria. 5,5 

HAUGE – Impalpabile. Purtroppo in linea con i segnali offerti nelle ultime deludenti prestazioni del norvegese in maglia rossonera. 5

SAELEMAEKERS – Avrebbe sul sinistro la palla del possibile pareggio in pieno recupero, ma Leao gliela soffia abilmente. s.v.

PIOLI – Squadra che vince non si cambia, per il Milan però questa teoria non vale visto che ogni partita perde due-tre pezzi. Stavolta rispetto all’undici sceso in campo nella vittoriosa trasferta romana ci sono ben 5 novità: Kalulu, Romagnoli, Castillejo, Brahim Diaz e Leao. Giustificazione reale, ma non in linea con il crollo verticale della prestazione rossonera. Troppi rossoneri sembrano lontani parenti dei giocatori visti sfrecciare all’Olimpico. Spiace dirlo, ma nelle ultime settimane il Milan sta continuando ad alzare l’asticella alla voce “peggior partita dell’anno”. E non tragga in inganno il pareggiotto rimediato alla fine per una sciocchezza epocale di Stryger Larsen in pieno recupero: va bene la stanchezza, gli infortuni, la sfortuna, ma anche nella prima metà del campionato questi fattori erano ben presenti, eppure il Milan giocava bene e vinceva lo stesso. 5

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