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Un Milan a pezzi fallisce l’impresa: i soliti due migliori in campo

Fabrizio Tomasello

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DONNARUMMA – Si inchina solo al compagno di scuderia Pogba, bravo a mettere a sedere Gigio con una finta assassina ad inizio ripresa. Per il resto ordinaria amministrazione. 6 

KALULU – Al termine della prima azione offensiva del Milan, al minuto 14, è il giovane francese ad avere la palla giusta per servire l’assist vincente ai suoi compagni, ma la precisione lascia a desiderare. Abile però al 18’ quando chiude in corner una pericolosa percussione su Shaw. Nella ripresa prima rimedia un giallo per una trattenuta su Pogba, quindi Pioli lo richiama in panchina. 6 

KJAER – Gli anticipi di Simon Kjaer, patrimonio dell’umanità. Gioca un ottimo primo tempo, poi ad inizio ripresa sbaglia un passaggio facile in uscita che scatena una pericolosa ripartenza inglese. 6,5

TOMORI – Chiude al 20’ su James lanciato a rete, confermando il suo sensazionale momento di forma e la prepotenza fisica che contraddistingue le prestazioni dell’inglese. Dotato anche di un piede discretamente educato e capace di rilanci precisi ed efficaci. Ancora una volta è uno dei migliori rossoneri in campo. 7

HERNANDEZ – In avvio James lo prende d’infilata , ma l’errore più grave che commette Theo è sempre il solito: perdere il pallone in uscita. E lo fa ben 3 volte nei primi 10 minuti. Quando però si ingobbisce e parte palla al piede, come al 23’, fa letteralmente paura. Purtroppo per il Milan è una delle poche scorribande offensive del franco-spagnolo che conferma di non attraversare un brillante momento di forma. 5,5 

KESSIÈ – Sembra aver dimenticato la stanchezza accusata domenica sera contro il Napoli e già dai primi minuti impone ai centrocampisti avversari la legge del Presidente. Gioca un primo tempo di grande solidità all’inizio, poi suona la carica quando invita il Milan a salire e rendersi pericoloso. Nella ripresa, dopo la rete subita, è ancora l’ivoriano a prendere per mano i compagni e proporsi in avanti, ma non riesce a concludere a rete la bella palla offertagli da Calhanoglu. 7

MEITÈ – Ruba subito un paio di palloni al limite della sua area. Quando si tratta di mostrare le proprie doti tecniche nella metà campo offensiva, purtroppo, alcuni nodi vengono al pettine e i passaggi sbagliati si fanno numerosi. Il più grave, purtroppo per il Milan, arriva al 49’: cincischia con il pallone in area senza riuscire a rinviare fino a quando Pogba non la butta in rete alle spalle di Gigio. Da quel momento va in confusione e non ne azzecca più una. 5 

SAELEMAEKERS – Non è ben chiara la sua posizione in campo: lo vedi al centro, a sinistra, poco a destra dove dovrebbe agire, sintomo della sua iniziale confusione. Poi piano piano si scrolla di dosso un po’ di insicurezze e inizia a far sentire la sua presenza e tutta la manovra ne giova. Al 40’, al termine di una buona azione tutta di prima del Milan, arriva anche alla conclusione dal limite, ma Henderson devia in angolo. In chiusura di primo tempo offre a Krunic l’assist giusto ma Rade spreca malamente. Nella ripresa la stanchezza si fa sentire e il rendimento di Alexis cala sensibilmente. 6

CALHANOGLU – Offre a Kalulu l’opportunità giusta per rendersi pericoloso, ma il classe 2000 manca l’appuntamento. Al 24’, dopo un rimpallo in area di rigore, gli capita sul sinistro un pallone fantastico da scaraventare in rete, ma Hakan cicca non da lui. Crea una bella occasione da gol al 67’, mette una palla invitante in mezzo ma il tiro di Kessiè è rimpallato da Lindelof. Subito dopo offre un altro pallone invitante a Ibra che di testa costringe Henderson ad un grande intervento. Non è il Calhanoglu pre-Covid, neppure lontanamente, ma non è un caso che le poche occasione create nascano dai suoi piedi. 6 

KRUNIC – Più presente nella metà campo difensiva che in quella offensiva, ma la responsabilità è dell’atteggiamento della squadra, non sua. Nella seconda metà del primo tempo il Milan inizia a giocare e anche Krunic sale di giri, ma ha la colpa – grave – di buttare alle ortiche la migliore occasione da gol per i rossoneri, dopo un perfetto assist di Saelemaekers proprio alla scadere del primo tempo. Ottimo il recupero difensivo al 68’, a conferma di una maggiore efficacia dietro, anzichè davanti. Nel suo voto finale pesa come un macigno quel gol divorato che avrebbe potuto indirizzare in maniera diversa il doppio confronto. 5,5

CASTILLEJO – Schiacciato in mezzo a quelle due sequoie di McGuire e Lindelof, fa quasi tenerezza. Grave però il passaggio sbagliato, nemmeno troppo complicato, al 35’ che avrebbe potuto mettere Kessiè solo davanti al portiere. Esce allo scoccare dell’ora di gioco per lasciare spazio a Ibra. 5

IBRAHIMOVIC – Quanto è mancato Zlatan. Al 70’, su ottimo cross di Calhanoglu, svetta e incorna di testa ma trova un grande Henderson a sbarrargli la strada. È l’unico lampo di Ibra che ha ovviamente bisogno di ritrovare la condizione giusta. 6 

DALOT – Ingaggia subito un duello rusticano con Pogba, ma non riesce mai ad essere incisivo nella metà campo offensiva. 5,5

BRAHIM DIAZ – s.v.

PIOLI – Mette a punto un Milan del tutto innovativo, complice un’autentica ecatombe di infortuni, specialmente nel reparto offensivo. L’approccio alla partita è quello meno indicato: troppo rinunciatari i rossoneri e mai capaci di uscire palla al piede dalla propria area di rigore. Col passare dei minuti però il Milan intimidito acquista fiducia e nella seconda metà del primo tempo inizia a dominare il match, creando anche un paio di ottime occasioni da gol, purtroppo non sfruttate. Peccato che all’alba della ripresa un errore collettivo, un pallone che danza per 40 secondi nell’area di rigore del Milan senza che nessuno riesca a rinviarlo, regala il vantaggio a Pogba appena entrato. Da quel momento è una lenta agonia per i rossoneri, anche se Calhanoglu offre un paio di buone opportunità, prima a Kessiè e poi a Ibra. Senza successo entrambe. 6

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