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Tre grandi ritorni e il Milan trionfa a Firenze

Fabrizio Tomasello

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DONNARUMMA – Si fa trovare impreparato sulla punizione gol di Pulgar al 17′, poi viene salvato letteralmente alla mezz’ora dal palo che respinge un tacco sontuoso di Pezzella su azione da corner e infine non può nulla sul gol di Ribery nella ripresa. Per il resto praticamente non tocca palla. 6 

DALOT – Ancora una volta l’anello debole della catena rossonera: al 16’ regala con un goffo intervento una punizione pericolosa dal limite che Pulgar trasforma nel gol del pareggio. Come se non bastasse, dopo 10 minuti commette lo stesso errore e regala la stessa punizione, per fortuna stavolta senza conseguenze. E dulcis in fundo rimedia anche un giallo per fallo su Ribery, con ennesima punizione pericolosa regalata alla Fiorentina. La prima cosa buona la fa al minuto 82’ quando ferma in maniera risoluta un pericoloso Ribery, ma in assoluto l’impressione che lascia è quella di essere inadeguato. 5 

KJAER – La tranquillità nella gestione delle situazioni complicate è da sempre una delle sue doti principali. Se poi inizia ad aggiungerci anche qualche assist al bacio come quello offerto a Ibra per il gol del vantaggio rossonero o addirittura quello su azione da calcio d’angolo per il secondo gol di Diaz, ecco servito il prototipo del difensore ideale per il Milan.  7,5 

TOMORI – A conferma del fatto che di Fiyako questo Milan non può più fare a meno, subito un salvataggio sulla linea dopo 4 minuti di gioco. Ad inizio ripresa subisce un “unocontrouno” per la prima volta da quando è arrivato al Milan, evento più unico che raro, protagonista Vlahovic che risponde in questo modo a quelli che lo vedrebbero volentieri in rossonero in un prossimo futuro. Il merito del terzo gol del Milan va ascritto anche a lui, perchè il break da cui nasce l’azione è tutto suo. È uno spettacolo nello spettacolo, i suoi anticipi, i suoi colpi di testa su avversari più alti e grossi di lui, il suo senso della posizione. Maldini farebbe bene a iniziare da subito a raccogliere i 28 milioni per il suo riscatto. 8 

HERNANDEZ – Sembra appannato e la sensazione è la stessa già da qualche settimana. Al 31’ prova ad involarsi sulla sinistra ma non riesce neppure a prendere posizione sul suo avversario che lo contiene con irrisoria facilità. Sbatte di continuo contro Quarta che riesce ad anticiparlo ogni volta. Maluccio anche dietro: inconsistente la sua opposizione a Eysserich nell’azione del raddoppio viola. Al 66’ Brahim Diaz lo pesca in area e Theo sfiora il gol del vantaggio. La sensazione è che il prossimo ad essere recuperato per la causa sarà proprio il mancino francese ed allora si che il Milan tornerà a volare. 5,5

KESSIÈ – Inizialmente il caterpillar rossonero sembra avere le batterie scariche, ma con il passare dei minuti si scalda e inizia a farsi sentire con giocate sempre utili, come l’apertura per Calhanoglu in occasione della grande azione rossonera al 34’. È comunque nervoso e la scaramuccia prolungata con Pezzella in chiusura di primo tempo ne è la testimonianza. Prova a fronteggiare Ribery in occasione del raddoppio viola, ma lo fa timidamente (per i suoi standard) e purtroppo arriva il gol del momentaneo vantaggio viola. Pioli pensa anche a sostituirlo, ma il Presidente vuole rimanere in campo e al 60’ in ripiegamento sbroglia una situazione complicata per il Milan. Nel finale riesce anche a confezionare l’assist preciso per Calhanoglu che timbra la terza rete rossonera. Impagabile. 7,5 

TONALI – Aveva dato segnali interessanti nelle sue ultime prestazioni, a Firenze invece fatica a trovare la giusta posizione in campo, malgrado i frequenti richiami di Pioli. Nella ripresa il tecnico lo sostituisce. 5

SAELEMAEKERS – Stranamente impalpabile. Ad inizio ripresa Pioli lo toglie dalla mischia. 5

CALHANOGLU – Nella prima mezz’ora del match lo staff tecnico del Milan segnala la sua scomparsa a “Chi l’ha visto”, poi al 34’ inventa un assist prezioso per Ibra che però stampa la palla sulla traversa. Al 40’ decide di mettersi in proprio e scarica verso la porta di Dragowski un destro a giro che il portiere polacco può solo sperare finisca fuori. Purtroppo di un soffio. Nella ripresa Pioli lo sposta a sinistra e Hakan, meno assillato dai viola, riprende a dettare calcio: un paio di passaggi illuminanti, fino al gol strepitoso realizzato al 73’. Esce stremato a pochi minuti dalla fine. 7,5

DIAZ – Dà sempre la sensazione di essere troppo leggerino per questo calcio.  E anche quando gli avversari gli regalano il pallone (vedi inizio ripresa) lo spagnolo non è all’altezza della situazione. Però è sveglio e reattivo al 57’ quando con un gran guizzo timbra il pareggio per il Milan. Dopo il gol, Brahim si scuote e inizia ad essere importante per la manovra rossonera, come al 67’ con un lancio millimetrico per Theo. Comunque un fattore decisivo nella vittoria del Milan. 7

IBRAHIMOVIC – Il Re Leone è tornato. E quanto è mancato a questo Milan. Nemmeno 10 minuti e subito un bel gol di furbizia e tempismo su lancio lungo di Kjaer. Poco dopo la mezz’ora è Calhanoglu ad offrirgli la palla giusta per il raddoppio, ma stavolta il tocco delicato di Ibra si stampa sulla trasversale. Nella ripresa si vede che le gambe non lo sorreggono più, allora l’esperto Zlatan viene fuori a cercare il pallone e un suo lancio al 64’ prende un effetto strano e si spegne contro il palo. Per un giocatore con nemmeno un’ora nelle gambe, la prestazione di Ibra è abbondantemente positiva. 7

BENNACER – Il suo ingresso, in contemporanea con il gol del pareggio di Diaz, restituisce vigoria offensiva al Milan. Ma non è solo questo, quando Ismail è in campo tutti sanno a chi dare la palla ed è messa in banca. Ed anche all’algerino va il caldo e sentito “ben tornato”. 7

CASTILLEJO – Offre il suo contributo alla causa in materia di corsa, recupero palla e sacrificio. 6

KRUNIC – s.v

MEITÈ – s.v

PIOLI – Il tecnico rossonera punta tutto su Zlatan Ibrahimovic, condottiero rumoroso ed ingombrante di questo giovane Milan. E Ibra ripaga tanta attesa con un gol dopo 10 minuti di gioco. Peccato che, dopo il pareggio viola su punizione, il gigante svedese si divori clamorosamente il raddoppio scagliando contro la traversa un pallone solo da depositare in fondo al sacco. Nella ripresa il vantaggio di Ribery rischia di avere l’effetto “colpo di grazia” sul Milan, ma questa squadra ha sette vite e dopo il pareggio di Diaz sono i rossoneri a cercare con maggiore frequenza il gol della vittoria. Fino alla meraviglia assoluta impacchettata da Calhanoglu, anche lui mancato tantissimo al Milan. 7,5

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