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Analisi

Perché il Milan deve aspettare Tonali

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MILANO – Arrivato a Milano con le stimmate del predestinato e strappato in extremis alla concorrenza dell’Inter, Sandro Tonali non ha ancora dimostrato pienamente il suo valore in rossonero. Le sue prestazioni, infatti, sono spesso risultate al di sotto delle sue potenzialità, nessun assist e nessun gol all’attivo, con l’aggravante di essere stato impiegato con costanza da Pioli che lo ha fatto scendere per il 61% delle partite disputate dal Milan in campionato e nelle coppe. A conferma di un’annata ad oggi poco felice, poi, ecco l’espulsione rimediata con l’Under 21 e che gli è costata 3 giornate di squalifica.

Attesa

Ma, attenzione, perché a fronte di un andamento per nulla soddisfacente, vanno ricordati alcuni particolari che al Milan dovranno tenere bene a mente. In primis, l’età: Tonali ha appena 21 anni e per la prima volta si è trovato a confrontarsi con una piazza importante, blasonata ed esigente, dopo gli anni passati al Brescia fra serie B e serie A. Inoltre la tattica: i movimenti del 4-2-3-1 sono differenti da quelli svolti in passato dal centrocampista e con cui lentamente sta prendendo confidenza dopo un inizio stentato.

Futuro

Infine, l’aspetto psicologico: la sensazione è che a Tonali serva un guizzo, un episodio che lo sblocchi mentalmente, magari una rete o un assist determinante per vincere una partita. E se si pensa, ad esempio, che inizialmente in rossonero ebbe qualche difficoltà anche Kessie, aspettare l’esplosione definitiva di Tonali non sembra certo un delitto per il Milan che ha investito su di lui e che anzi deve ancora sborsare gran parte della somma pattuita con Cellino. Il calciatore ha le sue colpe e l’obbligo di “svegliarsi“, i rossoneri quello di lasciarlo a suo agio in un ambientamento fisiologico che in un prossimo futuro vedrà Sandro Tonali pilastro della formazione milanista.

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