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Il solito brutto Milan di San Siro: male tutti, qualcuno di più

Fabrizio Tomasello

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DONNARUMMA – Gabbiadini testa subito la sua concentrazione e Gigio risponde con un bell’intervento dopo 5 minuti. Al 20’ è il milanista Augello che lo chiama alla parata a terra, non particolarmente impegnativa, subito dopo invece Donnarumma è costretto a volare per togliere dal sette una zuccata imperiosa di Thorsby. Quagliarella lo beffa nella ripresa con un pallonetto da 40 metri che lo pesca fuori dai pali, ma l’azione del Milan era appena ripartita e quel movimento in avanti del portiere è giustificato. 6 

SAELEMAKERS – Buona la combinazione con Ibra grazie alla quale si presenta con un ottimo cross al 4’. Dietro copre su Augello, non sempre in maniera efficace, davanti si fa vedere più spesso e in maniera più incisiva del suo compagno di fascia Castillejo. Il cartellino giallo rimediato in chiusura di primo tempo gli vale la sostituzione nell’intervallo. 5,5 

KJAER – Risolve una situazione preoccupante al minuto 11 dopo una clamorosa palla persa a metà campo di Kessiè. Per il resto ordinaria amministrazione e qualche patema di troppo nel dover tamponare le falle lasciate aperte da un centrocampo ballerino. 6 

TOMORI – Anche l’inglese appare meno concentrato del solito: è lui che si perde Thorsby su calcio da fermo e consente al doriano di impegnare di testa severamente Donnarumma. Poi solita fisicità, con qualche sbavatura nella gestione del pallone.  5,5 

HERNANDEZ – Capisce fin dall’inizio che con Bereszynski sarà un duello complicato. Bravo a rientrare con tempismo eccezionale e salvare un gol doriano praticamente fatto a metà del primo tempo. La stupidaggine che commette al 56’ e che regala il gol a Quagliarella è però troppo grande e non ammette giustificazioni. E anche dopo non ne azzecca una giusta. Male, male, male. 3 

BENNACER – Attesissimo al suo rientro da titolare dopo tanto, troppo tempo, inizia titubante e perde subito un pallone a metà campo da cui nasce un’azione pericolosa per la Samp. È sicuramente molto coinvolto ma non è sempre preciso nella gestione dei palloni, quindi la sua regia risulta poco pulita e tutta la manovra rossonera ne risente. Ad inizio ripresa rimedia pure un giallo per una trattenuta a metà campo e Pioli lo sostituisce con Tonali. 5 

KESSIÈ – Troppa sufficienza in avvio anche per il Presidente e dopo 11 minuti deve ringraziare Kjaer per la toppa messa ad un suo brutto errore. La stanchezza per la lunga trasferta con la nazionale ivoriana si fa sentire e Franck sembra essere meno dominante del solito in mezzo al campo. E anche quando Calhanoglu gli mette sul piede la palla giusta al 78′, Kessiè confeziona una mozzarella che nemmeno arriva in porta. Nel finale ha di nuovo l’occasione per regalare i 3 punti al Milan, ma il suo tiro a botta sicura viene deviato sul palo. 5,5

CASTILLEJO – La poca efficacia offensiva del Milan sulle fasce autorizza i terzini doriani ad avanzare. E infatti Castillejo si preoccupa più di difendere su Augello, anzichè attaccare. Non incide mai e alla fine Pioli lo richiama in panchina. 4,5

CALHANOGLU – Anche per il turco l’inizio è sonnolento, quando poi tenta la giocata per innescare la ripartenza di Ibra in campo aperto, lo svedese è distratto e non raccoglie l’invito. Alla mezz’ora Ibra gli ruba una punizione dal limite, e la sbaglia. Dopo qualche minuto Hakan se ne procura un’altra da solo con una bella percussione centrale. Stavolta la calcia lui ma l’esito per il Milan però è lo stesso: palla in faccia ad un uomo in barriera. Nella ripresa cambia spesso posizione senza grandi risultati. Anche lui appare ben lontano dal brillante calciatore visto con la nazionale turca. Al minuto 88’, innervato dal pareggio di Hauge, tenta la via della rete con una bordata dal limite che costringe Audero ad un grande intervento. 5

KRUNIC – Il suo ingresso in campo dal 1° minuto è stata la sorpresa di giornata. Sorpresa forse anche per il bosniaco, il cui inizio sembra completamente sconnesso dal match. Non è che poi con l’avanzare del tempo le cose migliorino granchè e Pioli lo toglie dalla mischia dopo il vantaggio doriano. Forse troppo tardi. 4

IBRAHIMOVIC – Prezioso un suo colpo di testa difensivo al 6’ che salva il Milan da una situazione complicata. A parte questo però fa molto poco, sembra distratto e si fa notare solo aver rubato una punizione dal limite al più dotato Calhanoglu. Quando però decide di giocare, arretra a prendere palla e costruisce la più bella azione offensiva del Milan al 36’, in collaborazione con Calha e Saelemaekers. Nel complesso molto più lento del solito nei movimenti e nella gestione del pallone, così sciupa paio di buone potenziali opportunità ad inizio ripresa. E anche dopo non riesce mai ad incidere. 4,5

KALULU – Entra ad inizio ripresa per garantire maggiore copertura rispetto a Saelemakers ammonito. Il francesino scende e spinge tantissimo, anche se non è sempre preciso nei cross. Nel concitato finale qualche sbavatura di troppo quando si tratta di chiudere il match. 5,5

REBIC – Pioli lo chiama in causa forse troppo tardi. Il croato entra in campo con il piglio giusto e suona la carica per i suoi, ma a volte sembra predicare nel deserto. 6 

TONALI – Decisamente più efficace dell’algerino, ma non è che ci volesse granchè. 6

HAUGE – Gli basta un quarto d’ora per fare più di tutti i suoi compagni messi insieme. Segna il gol del pareggio con una gran giocata al minuto 87’ e torna ad essere importante per questo Milan. 7

PIOLI – L’approccio alla partita è sempre un indicatore prezioso per le prestazioni del Milan: ottimo contro la Roma (vittoria schiacciante), pessimo contro l’Inter (sonora batosta). E contro la Sampdoria l’inizio è inquietante. La fine del primo tempo regala qualche segnale di vita per i rossoneri, ma la ripresa inizia come il primo tempo, con un Milan dormiente. E la follia di Theo che regala il vantaggio ai doriani ne è la fotografia più nitida. Ci mette del suo anche il tecnico rossonero con evidenti ritardi nei cambi. La verità è che Ranieri incarta la partita a Pioli (Milan pescato ben 9 volte in fuorigioco) e, malgrado l’uomo in più per mezz’ora abbondante, solo nel finale Hauge riesce a pareggiare. I rossoneri escono pericolosamente ridimensionati da questo turno prepasquale e l’allenatore è tra i principali responsabili. 4,5

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