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Il Milan si suicida: un protagonista positivo e un responsabile del tracollo

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DONNARUMMA – Ottimo l’intervento al 12’ con cui stoppa Boga a pochi metri dalla linea di porta. Di straordinaria efficacia l’uscita quasi a centrocampo per interrompere un’offensiva centrale del Sassuolo lanciato pericolosamente verso l’area rossonera. Nella ripresa quasi non tocca palla, ma deve lo stesso inchinarsi per raccogliere due volte la sfera in fondo al sacco. Esente da colpe. 6,5 

CALABRIA – Al rientro dopo la lunga assenza dovuta all’intervento al ginocchio, il terzino rossonero gioca una partita giudiziosa. Si spinge poco in avanti per non correre rischi con il temibile Boga che agisce dalle sue parti. Esce nel finale per far posto a Kalulu. 6 

KJAER – Prende una tremenda botta in testa  da Donnarumma in mischia dopo un quarto d’ora di gioco facendo temere il peggio. Il danese però è una roccia e resta stoicamente al suo posto, spazzando tutto quello che c’è da spazzare con la consueta sicurezza. Crolla nel finale quando il Milan arretra colpevolmente portandosi gli avversari fin dentro l’area di rigore.  6,5 

TOMORI – Il muro non si smentisce e respinge subito una pericolosa conclusione di Boga. Sempre puntuale in ogni sua giocata, si guadagna anche un mese di colazioni pagate da Dalot per aver sventato un’occasione pericolosa del Sassuolo innescata da una leggerezza del portoghese. Raspadori lo beffa in occasione del raddoppio neroverde. 6,5 

DALOT – Vivace come forse non l’abbiamo mai visto in rossonero. Al 12’ addirittura parte da solo, arriva fino al limite dell’area di rigore avversaria e tenta una conclusione che non impensierisce Consigli. Grandissimo però il salvataggio a corpo morto su Berardi in chiusura di primo tempo. Una giocata che vale quelle di tre giorni fa di Kjaer e Tomori. Bravo a controllare Berardi ma anche a proporsi con costanza in avanti e al 61’ offre un bel pallone a Calhanoglu. Rischia di commettere un erroraccio da matita blu al 64’, per sua fortuna ci pensa Tomori a sventare la minaccia. 6 

MEITÈ – Senza Bennacer il Milan fatica a trovare qualcuno a cui appoggiare il pallone per far ripartire le azioni, l’ex granata però si rivela utile nel lavoro di interdizione. Da ricovero immediato però quel colpo di tacco al limite della propria area che quasi regala al Sassuolo un’occasione d’oro al 45’. Sciocchezza a parte, Meitè gioca una partita di grande solidità. 6 

KESSIÈ – Rimedia un paio di calcioni proprio all’inizio del primo tempo e questo probabilmente ne compromette l’integrità fisica e anche la tranquillità delle giocate. Fatto sta che l’ivoriano sembra fare molta più fatica del solito, probabilmente anche per la mancata intesa con il compagno di reparto Meitè. 6

SAELEMAKERS – Dopo l’apprezzabile prestazione di domenica, contro il Sassuolo inizia in maniera stranamente pasticciona. Spreca in maniera incomprensibile un’eccellente ripartenza del Milan 3 contro 3, poi però ha il merito di servire il pallone giusto per Calhanoglu che porta in vantaggio il Milan. Al 54’ tenta la conclusione da posizione favorevole, ma il tiro è centrale e Consigli sventa senza particolari inquietudini. 6 

LEAO – Pioli lo sistema alle spalle della prima punta, posizione già coperta con successo in passato dal portoghese. E Leao piazza subito una bella accelerazione sulla destra dopo 7 minuti. Al 10’ ha una buona opportunità, ma come spesso gli accade, la cattiveria sotto porta non è da bomber di razza. Paradigmatica di questo prolungato difficile momento dell’ex Lille, la conclusione al 32’ che finisce al terzo anello. A inizio ripresa Calha lo innesca, Leao deve solo offrire un passaggio a due metri per Rebic lanciato in porta, ma ancora una volta il 17 rossonero sbaglia. Cerca redenzione con una bella sgroppata al 64’: si porta dietro mezza difesa neroverde e poi mette un pallone radente al centro dell’area che però Saelemaekers non trasforma in rete. La bella giocata lo scuote e subito dopo tenta anche un tiro dalla distanza che impensierisce Consigli. Nel complesso sono di gran lunga maggiori gli errori rispetto alle cose positive fatte. 5

CALHANOGLU – Come contro il Genoa, l’inizio di Calhanoglu è brillante. Il turco parte de sinistra e offre parecchi spunti interessanti ai suoi compagni che però non raccolgono. Allora alla mezz’ora decide di mettersi in proprio e lo fa nella maniera migliore: raccoglie palla al limite dell’area, la controlla e la indirizza nell’angolino alto dove Consigli non può arrivare. Gioca una partita di grande impegno, con un’ampia zona di campo da coprire, senza tralasciare la ricerca del gol. E quando ci prova nuovamente, ustiona i guantoni del portiere neroverde al 61’. 7

REBIC – Da punta centrale prova a fare i movimenti giusti, ma quello che abbiamo detto per Leao la scorsa settimana vale anche per il croato: non è un centravanti. E il senso di inadeguatezza che inevitabilmente avverte, finisce per ripercuotersi su tutta la prestazione, così Rebic finisce per innervosirsi e sbagliare anche le giocate più semplici. 5

MANDZUKIC – Leao gli toglie dalla testa un pallone che forse Marione avrebbe potuto gestire meglio. Per il resto riesce a combinare ben poco. 5,5

KRUNIC – Ancora una volta messo in campo in un finale concitato e ancora una volta non riusciamo a spiegarci il perchè. 5,5 

BRAHIM DIAZ – Pioli lo butta nella mischia quando ormai i buoi sono scappati, ma in pochi minuti lascia intendere cosa avrebbe potuto fare se fosse entrato al posto di Calhanoglu, al posto dell’inutile Krunic. 6

CASTILLEJO – s.v.

KALULU – s.v.

PIOLI – Bravo a scompaginare la retroguardia neroverde mettendo in campo un attacco senza posizioni fisse, con Rebic a spaziare -molto – da falso nueve, Leao ad incrociarsi con Saelemaekers e Calhanoglu a creare calcio partendo da sinistra. Anche nella ripresa un buon Milan prende possesso del campo ma, come spesso accaduto nelle ultime settimane, errori individuali grossolani e difficilmente spiegabili impediscono la realizzazione del raddoppio. E alla fine mister Pioli ci mette del suo con una gestione dei cambi che con convince: come contro Parma e Genoa, fuori tutti gli uomini capaci di tenere palla e dentro onesti professionisti della pedata. Il risultato in questi casi è far uscire gli avversari e ritrovarseli nella propria area. E a quel punto può accadere di tutto. Stasera è accaduto il peggio. 5

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