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Analisi

Milan-Pioli: cosa vuole la gente

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MILANO – Che ad ogni tifoso tutto vada bene quando si vince e tutto sia da buttare quando si perde, è ormai risaputo e anche legittimo. Certo, però, l’andamento schizofrenico del Milan nel 2021 sta facendo sorgere tantissimi dubbi nel popolo rossonero, passato in pochi mesi dall’ammirare una squadra in grado di chiudere il girone d’andata in testa alla classifica al vederla sprofondare sino al quinto posto e con l’altissimo rischio di mancare un’altra volta l’accesso alla Coppa dei Campioni, con 5 giornate da disputare ed un calendario tutt’altro che semplice per la formazione di Stefano Pioli.

Sogno

Proprio il tecnico rossonero è il principale imputato al processo e già una grande fetta di tifosi si è schierata a favore del cambio in panchina a fine stagione, incolpando l’allenatore di essersi arenato sul più bello, come già accadutogli alla Lazio, all’Inter e alla Fiorentina. Un nome più di tutti circola fra i sostenitori del Milan, vale a dire Massimiliano Allegri, fermo da due anni e pronto a tornare in pista a giugno. Un sogno, probabilmente, perché su Allegri è fortissimo il pressing di Juventus e Roma e perché ad oggi la dirigenza milanista non ha alcuna intenzione di cambiare guida tecnica.

Realtà

Sì, perché nonostante la gestione di Pioli non stia convincendo al 100% nella seconda parte di stagione, gli stati generali rossoneri sono convinti che almeno per la prossima stagione debba essere ancora lui il condottiero della squadra, a prescindere dal risultato finale dell’annata in corso. Il Milan, con tutta probabilità, non ha ancora la forza (economica e sportiva) per puntare ad un allenatore come Allegri, rimpianto dai tifosi ma al momento con pretese troppo alte, motivo per cui, l’idea di sostituire Pioli con un “altro” Pioli non manda in sollucchero il club che, in attesa di un’ulteriore crescita, preferisce lasciare inalterata la guida di un gruppo che per mezza stagione ha fatto sognare ad occhi aperti.

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