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Analisi

Messias-Milan, fra perplessità e speranze

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MILANO – L’ex fattorino alla Scala del calcio. Così hanno commentato diverse testate giornalistiche dopo l’ufficialità dell’acquisto di Junior Messias da parte del Milan, romanzando (neanche tanto, poi) la romantica storia del calciatore brasiliano, passato in tre anni dalla serie D alla maglia rossonera e venuto in Italia dal Sud America col sogno di giocare a pallone e qualche lavoro di fatica svolto per sbarcare il lunario in attesa che le porte del grande calcio si spalancassero. Messias ha sgobbato sui campetti di periferia, è esploso al Crotone ed ora si è guadagnato il Milan, anche se i dubbi restano.

Perplessità

La storia del trentenne fantasista è infatti nota, ma è chiaro che per giocare a San Siro, oltre alle qualità tecniche, serva personalità, esperienza, la capacità di estraniarsi da eventuali fischi e contestazioni, col pallone che pesa tre volte più del normale. Messias è un calciatore di indubbie doti, ma che per la prima volta è stato catapultato in un contesto più grande e in una platea dal blasone quasi inarrivabile, e dovrà dimostrare di essere all’altezza della situazione, farsi trovare pronto quando verrà chiamato in causa, magari anche per soli 15 o 20 minuti a partita.

Possibilità

Eppure il Milan si aspetta tanto da Messias, nonostante il brasiliano non fosse la prima scelta di Maldini e Massara, né la prima richiesta di Stefano Pioli. L’ex giocatore del Crotone è stato preferito a nomi più altisonanti ma probabilmente già sazi dal punto di vista calcistico, motivo per cui Messias potrebbe tirar fuori anche più del 100% delle sue possibilità per dimostrare che la maglia rossonera non gli è stata né regalata e né concessa a sproposito. I rossoneri credono che la sua fame, la sua attitudine al sacrificio e la sua umiltà si sposino a pennello col progetto milanista che Pioli ha già esaltato e che potrebbe quest’anno arrivare a compimento, magari col brasiliano come emblema.

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